Mille Miliardi: la nuova trappola del CLO

27 Febbraio 2026 07:45

Il silenzio che precede il crollo  di un palazzo, pensateci, non è mai assoluto. È fatto di piccoli scricchiolii, di sospiri nei corridoi, di segnali premonitori che poi, a posteriori, vengono valutati come predittivi.

Per un decennio  abbiamo avuto la percezione che il software fosse l’asset perfetto. Scalabile, eterno, una macchina da guerra per produrre cassa. I fondi di Private Equity ci si sono fiondati sopra come avvoltoi pagando multipli a volte folli, anche 20 volte i ricavi. Ma oggi quel castello di vetro sta rischiando di andare in frantumi.

L’intelligenza artificiale non è arrivata per salvare il settore. Oggi quello che è il mainstream ci dice ben altro. Sembra invece che l’IA voglia raderlo al suolo. Molti di quei software pagati a peso d’oro ora valgono quanto un cercapersone nel 2024: sono obsoleti, superati da algoritmi che costano una frazione. Vedi il caso Claude. Il valore è crollato, e con esso la possibilità per i fondi di rivendere le aziende in portafoglio senza farsi malissimo.

La trappola del credito “impacchettato”

Il punto è un altro: questa non è solo una crisi di valutazioni, è una crisi di debito. I fondi di Private Debt, per accaparrarsi i deal, hanno prestato denaro a tassi ridicoli e con garanzie (i famosi covenant) così blande da essere carta straccia. Hanno “impacchettato” questi debiti in strumenti complessi chiamati CLO, esattamente come fecero con i mutui subprime vent’anni fa.

Ora il meccanismo si è inceppato. Il caso Blue Owl Capital è solo la prima crepa nel muro: hanno dovuto congelare i riscatti perché i clienti volevano indietro i soldi e non c’era liquidità. Quando un fondo chiude le uscite, significa che l’incendio è già divampato e le scale di emergenza sono bloccate.

Mille miliardi di zombie

C’è un numero che dovrebbe far tremare i polsi a chiunque abbia un fondo pensione o un investimento gestito: mille miliardi di dollari. È il valore delle aziende “bloccate” nei portafogli dei fondi da oltre un decennio. Società che non possono essere quotate e che nessuno vuole comprare.

Al momento il segmento HY non sta ancora prezzando uno scenario di difficoltà per il settore

Wall Street, che di solito arriva prima della cronaca, ha già iniziato a ballare sul Titanic: molti fondi di Private Equity quotati hanno perso tra il 20% e il 30% da inizio 2026. Non è un aggiustamento tecnico, è il mercato che ammette di aver creduto a una favola per troppo tempo. La realtà è tornata, ed è cinica, fredda e molto, molto costosa.

STAY TUNED!

Danilo DT

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