Nuova tegola sull’Italia. Sicilia a rischio default.
Proprio come negli USA anche le nostre amministrazioni regionali iniziano a saltare. Avevamo parlato in passato della California. Oggi anche noi, Italia, abbiamo la nostra piccola California, anche se poi, a livello di importanza economico strategica, non c’è paragone. Si tratta come ben saprete della Sicilia.
Bilancio del 2011 chiuso con un disavanzo di circa 2 milioni di euro, debiti pari a 5 miliardi e fischia.
Ma la regione non è a rischio default, rassicurano il vicepresidente della Regione Massimo Russo e l’assessore al Bilancio Gaetano Armao.
Certo. Allora possiamo stare tranquilli… tanto poi mamma Roma paga…
Anche perché per raggiungere quel disavanzo, non poi così devastante, sembra siano stati adattati degli astuti accorgimenti, che in gergo possiamo definire “falsi di bilancio”.
Monti chiede le dimissioni immediate (fine mese) di Lombardo. Ma dalla Sicilia, incredibilmente, ostentato tranquillità: tutto sotto controllo, solo false informazioni, nessun rischio default.
Secondo alcune analisi, se all’indebitamento diretto della Regione si sommasse anche quello delle aziende partecipate, degli enti, delle agenzie regionali, degli Ato, delle Asp e delle aziende ospedaliere, gli impegni da onorare nei confronti di tutti i creditori, diretti e indiretti, salirebbero all’astronomica cifra di oltre 21 miliardi.
E allora cerchiamo di capire una cosa: cosa potrebbe comportare la “tegola” Sicilia sui conti dello Stato?
21 miliardi di Euro non sono bruscoletti.
Sommiamoci assieme gli oneri aggiuntivi per l’aumento non tanto dello spread BTP Bund ma proprio per l’aumento dei tassi di rifinanziamento sul debito pubblico italiano.
Sommiamoci tutte quelle altre voci che stanno influenzando i nostri conti pubblici, sia in entrata che in uscita.
Sommiamoci l’austerity.
E poi chiediamoci come faremo a venirne fuori se non con l’aiuto dall’esterno di organizzazioni sovranazionali.
E per chiudere questo post, vi propongo una allegra e simpatica lettura che vi farà capire tante cose…
Sicilia, stipendi da 17 mila euro al mese nella Regione più sprecona d’Italia
Più consiglieri della Lombardia, 363 mila euro solo per i rinfreschi. Spese lievitate del 75% in 10 anni
Chissà come l’ha presa Zorro. Per lui, e per gli altri sprechi siciliani come lui, finire nel mirino di Mario Monti non dev’essere comunque piacevole. In questo caso il de la Vega è un anziano cavallo: quello donato dal presidente della Regione alla clinica Villa delle Ginestre, dove curano i pazienti con lesioni spinali tramite l’ippoterapia e dove il quadrupede Zorro si fa pagare dal contribuente per vitto e alloggio 2.335 euro al mese. Sempre meno di quanto la Sprecopoli isolana spende per la Zelkova.
Non è una campionessa di volley o una ballerina arrivata dall’est, ma una pianta così rara che per essere studiata richiede un consulente regionale ad hoc, retribuito con 150.000 euro. Sono pochi inoltre, da quelle parti gonfie di palme e battigie, anche i maestri di sci o meglio: di sci di fondo. E infatti il governatore Lombardo ha appena istituito una commissione per l’abilitazione di nuovi professori di questa nobile disciplina alpina.
Sprecano tutti, ma la Sicilia si distingue per l’agilità delle mani bucate. Quanti sono i deputati dell’assemblea regionale? Novanta. Dieci in più della Lombardia, anche se gli abitanti lombardi sono 4 milioni e mezzo in più di quelli isolani. E i consiglieri più pagati tra tutti? Sempre loro che, tra diaria, rimborsi e indennità, arrivano a 17mila euro al mese.
Perfino più di Zorro. Il quale almeno (né lui né la Zelkova a cui dopo una raffica di proteste è stato tolto il personal training vegetale) non gode del rimborso spese forfettario annuo per le spese di trasporto ferroviario, aereo e marittimo che per i magnifici novanta dell’Ars è di 10.095 euro. Più l’indennità di trasporto su gomma: pari a euro 13.293 per il deputato che debba percorrere una distanza massima di 100 chilometri. La retribuzione media di un eletto è di undici volte superiore al reddito medio del resto della popolazione siciliana.
Se le uscite della Regione sono lievitate in dieci anni del 75 per cento è anche a causa del tic delle nomine. Come quella, tragicomica, andata in scena pochi giorni fa. Il governatore firma il decreto di nomina del presidente del collegio sindacale della Sicilia-e-servizi (una delle tante partecipate della Regione in via di smantellamento) intestandolo a un detenuto il cui cognome è tutto un programma: Eugenio Trafficante. «Non sapevo che fosse agli arresti», si giustifica Lombardo dopo che s’è scoperto che Trafficante sta in carcere con l’accusa di stalking. Secondo uno studio della Cisl, negli ultimi anni il governatore ha nominato in media tre consulenti al mese. Per non dire del popolo dei baby pensionati della Regione. C’è chi è andato via anche a 46 anni, e chi tra i baby pensionati più baby pensionati di tutti – ossia i forestali – ha battuto il record: a riposo a 45 anni. E questo è il caso, diventato proverbiale, di un certo Totò Barbitta, pensionato con meno di diciassette anni di lavoro.
Nessuno batte la Sicilia in fatto di cocktail. Tra il 2010 e il 2011 l’erario ha offerto oltre 400 tra aperitivi e rinfreschi più cene e colazioni. Praticamente ogni giorno, a palazzo dei Normanni c’è stata una tavola imbandita: 6000 euro per fare pasteggiare i membri dell’assemblea dei veterinari, 5000 euro per il buffet dei chirurghi articolari, 5900 euro per un cocktail rinforzato in onore del concorso mondiale enologico (che però s’è svolto a Bruxelles), 3500 euro per una colazione di lavoro durante il convegno sul «ruolo della donna nella cultura della vita». In tutto, si sono mangiati 363.000 euro. Facile immaginare, di fronte a queste libagioni regionali, i problemi di linea che possono affliggere chi ci capita. Ma niente paura.
Una delibera governativa ha stanziato 11 milioni di euro, per finanziare ogni tipo di attività sportiva, compreso wushu kung fu, il kumite e il twirling, che è una specie di ginnastica ritmica. Ma adesso, a questo ritmo di sprechi isolani, da Roma hanno gridato the end.
STAY TUNED!
DT