PAESI EMERGENTI: segnali di vita!
Penso sia noto a tutti quanto sia delicato l’attuale contesto storico per i paesi emergenti, sia a causa del crollo del petrolio (essendo molti paesi emergenti anche produttori), e sia anche a causa del cambiamento di atteggiamento della FED in ambito di politica monetaria. Infatti questi paesi, prevalentemente indebitati in USD, patiscono oltremodo un aumento dei tassi, ancor di più in questa fase di debolezza strutturale.
Ovviamente oltre a queste due motivazioni ce ne possono essere molte altre, buona parte delle quali legate anche a questioni più “nazionali” (vedi ad esempio la straordinaria recessione del Brasile o ancora la dipendenza in certe aree dalla frenata economica cinese).
Quindi, per farla breve, tutti lontani dai paesi emergenti in quanto troppo pericolosi! A meno che si voglia fare gli “aggressivi “ e si decida per un investimento a lungo termine nella speranza che collasso del settore stia scemando. Ma attenzione.
Se stiamo sempre a sentire gli economisti, si comprerebbe sempre ai massimi e si venderebbe sempre ai minimi, facendo delle catastrofi in termini di portafoglio titoli. Proviamo a guardare l’andamento di un benchmark ben noto, ovvero l’indice MSCI Emerging Markets Cosa notiamo?
Grafico MSCI Emerging Markets
L’indice MSCI Emerging markets è in rialzo da inizio mese di un +4.2%. E’ chiara la rottura RIALZISTA del canale ribassista che ci ha fatto compagnia da oltre un anno e che ha fatto scendere il settore di un 30%. E quindi? Il grafico suggerisce quantomeno un ritorno alla neutralità. Detto in altri termini, sembra sia ormai tardi per vendere e anzi, si stanno mettendo le basi per la ripartenza. I volumi al momento sono sempre estremamente risicati, il che porta ad essere prudenti (tutto il mercato è POCO liquido, soprattutto nei segmenti più aggressivi). Però inizia ad essere interessante prendere in considerazione anche i paesi emergenti.
Comprare ora? Credo che sia importante monitorare appunto i volumi. Un incremento deciso degli stessi sarebbe il segnale ideale per far scattare le ricoperture e riportare il peso dell’azionario paesi emergenti quantomeno a livello di benchmark.
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