Parlamentari e Pensioni: il giochino delle Elezioni e la truffa a danno degli Italiani
Quando si parla di casta politica in Italia, purtroppo si parla sempre di cose negative. Forse perché in tanti anni, il sistema è diventato un meccanismo corrotto in modo tale che…sia difficile trovare delle vie d’uscita. Come diceva un mio amico blogger USA: “voi, Italiani, la corruzione nella politica ce l’avete nel DNA”.
Forse ha ragione. Chiunque ci sia a governare, anche se ha delle buone idee, alla fine si ritrova all’interno del sistema e…ne viene condizionato. Basta guardare quanto accade a livello di Governo in questi mesi. Quante volte un’idea, un progetto, un decreto si è poi trovato di fronte un Parlamento ed una Politica che ha modificato e cambiato le carte in tavola?
E magicamente, quando si decide un qualcosa che vada a tagliare anche alcuni privilegi, chissà come mai la politica prende sempre delle strade di loro convenienza. Una delle ultime che mi sono arrivate alle orecchi (ringrazio Ernesto di Padova per la segnalazione) è questa splendida storiella sulle elezioni.
LA GENTE DEVE SAPERE! Deve sapere che, quando ci sono interessi di un certo tipo, non esiste destra, centro, sinistra ma è tutto un polpettone di politica marcia e corrotta. Però attenzione alle bufale…
La scelta della data del 13 aprile, per il voto in alternativa a quella del 6 aprile può apparire casuale ma non lo è affatto: votando il 6 di aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione. Votando invece come stabilito dal Consiglio dei ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione. “E poi parlano di voler fare l’election day per ridurre i costi della politica – ironizza – Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in termini quantitativi, ma anche per il messaggio dato al paese, perchè questo è il tipico esempio di come fatta
la legge viene subito trovato l’inganno”.
MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 (se avete letto bene: TRECENTOMILIONI, chiaramente di Euro) DI COSTI PER QUESTA GENTACCIA CHE DOPO POCHISSIMI MESI SENZA FAR NULLA HANNO GIA’ LA PENSIONE CHE E’ DI PLATINO (ALLA FACCIA DEI PENSIONATI CHE DOPO UNA VITA DI LAVORO PER MANGIARE RACCATTANO LA VERDURA RIMASTA A TERRA NEI MERCATI).
Questo post però si è scoperto essere una bufala. Ecco come stanno le cose.
Ovviamente il messaggio dice il falso, e per capirlo basta osservare le date cui fa riferimento. Il 6 e il 13 aprile del prossimo anno cadono di sabato, giorno in cui non è prassi votare. Per ragioni di praticità votiamo di solito di domenica e nella prima parte della giornata del lunedì. Come ha segnalato il senatore Roberto Mura (Lega Nord) nel corso della seduta del 18 ottobre scorso in Senato, il messaggio allarmistico e scandalizzato è lo stesso che circolò alla fine della precedente legislatura, quando in effetti si andò a votare domenica 13 aprile e lunedì 14 aprile.
La data delle prossime elezioni politiche non è stata ancora stabilita, ma votando comunque in primavera non avrà alcuna influenza sul meccanismo dei vitalizi previsto dai regolamenti parlamentari. I parlamentari percepiscono la loro pensione dopo 4 anni, 6 mesi e un giorno di incarico. Contando che l’attuale legislatura iniziò il 29 aprile 2008, significa che tra meno di una settimana sarà stato raggiunto il limite minimo previsto dai regolamenti per avere il diritto alla pensione. Il giorno delle elezioni del prossimo anno, che non sarà il 13 aprile in ogni caso, non c’entra nulla. (Source)
E’ giusto fare informazione. Ma l’informazione deve essere corretta. E quindi occorre dire le cose come stanno. Si ringrazia per le segnalazioni in merito.
STAY TUNED!
DT