Patto per la Crescita: aria nuova in Eurozona?

26 Aprile 2012 09:30

Qualcosa si muove. La votazione francese, che è solo arrivata alla prima puntata, ha di per se creato un po’ di scompiglio negli equilibri dell’Eurozona e potrebbe aver consegnato un avviso molto importante: la stretta alleanza tra Francia e Germania sulle strategie per affrontare e contenere la crisi dell’Euro rischia di cambiare radicalmente. Ora i due soggetti Sarkozy e Hollande, si contenderanno la vittoria con un ballottagioil 6 maggio.
Per capire le dinamiche del voto, CLICCATE QUI  e divertitevi con questa infografica a capire come si spostano gli equilibri.

Dicevamo: rischiano di cambiare gli equilibri. Infatti Hollande ha già chiaramente manifestato la sua opposizione al piano di Austerity: E attenzione, molto di quanto voluto da Hollande non è poi così distante dal nostro pensiero. La cosa sicuramente più importante è secondo me la volontà di “centralizzare” i sostegni per l’Eurozona. In parole povere, SI agli Eurobond, SI ad una BEI più attiva in ambito dei sostegno. Possibile introduzione della Tobin Tax e utilizzo dei cosiddetti “fondi strutturali inutilizzati” che ammontano a 335 miliardi di Euro (apperò..) a favore della crescita e dello sviluppo.
E attenzione, la Francia inizia a rendersi conto che anche lei sta frenando, e di brutto…

E la BCE appoggia un ipotesi “Patto per la Crescita”

Mario Draghi subito fa eco a Hollande e auspica un colpo d’ali della politica in Europa.

MILANO – Mario Draghi ha sottolineato da Bruxelles che la crescita europea è ancora modesta. La Banca centrale europea ha fornito liquidità al sistema bancario, «avvicinandola all’economia reale» e il presidente Mario Draghi è ora «fiducioso» che le banche utilizzino questa liquidità proprio per fare il loro mestiere, ciò fornire credito a imprese e famiglie, anche se «la Bce non può intervenire sull’uso che le banche fanno della liquidità: è una loro prerogativa». (Corsera)

Quindi la BCE ha fatto il suo lavoro. Ora però l’Unione Europea deve fare il suo di compito. Con i possibili smottamenti politici dietro l’angolo in Francia e Olanda, e con una Spagna che dà segni d’impazienza, la strategia del rigore incentrata fino ad ora sull’asse Merkel-Sarkozy rischia di vacillare, vanificando i sacrifici fin qui fatti e rompendo faticosi equilibri politici. I paesi più deboli a livello di bilancio DEVONO continuare la loro campagna di rigore, ma: «Senza crescita l’Europa non potrà uscire dalla crisi”.
E se l’alleanza con la Francia trema, quella con l’Olanda non è da meno. Iniziano quindi a saltare quelle intese che fino ad ora avevano portato la Germania a fare “quello che voleva” : La Merkel sente puzza di solitudine, e addirittura oggi cerca un maggior coinvolgimento dell’indebitata Italia. Il che al dice lunga. Ora sarà fondamentale il ruolo di Monti che ci dimostrerà di quale pasta è realmente fatto.

…ad aprire la breccia è il portavoce del Governo tedesco Steffen Seibert, che dà conto di contatti intervenuti in settimana tra lo staff di Angela Merkel e quello di Mario Monti, con l’obiettivo di promuovere iniziative concrete per la crescita in occasione del prossimo Consiglio europeo di fine giugno. Due mesi dunque per mettere a punto una strategia per dare una scossa all’economia europea. (…) Crescita, ma anche riduzione del deficit, ribadisce Angela Merkel: «Abbiamo bisogno di crescita sotto forma di iniziative sostenibili, non con programmi di stimolo che aumentano il debito». Dunque, riforme strutturali nel solco tracciato anche ieri dal presidente della Bce, Mario Draghi. Iniziative cui dovrà accompagnarsi un intervento a breve «contro il mercato dei derivati nelle materie prime, che deve essere regolato in modo tale che non favorisca la volatilità dei prezzi, ma la contenga». (…) Un cambio di passo e di toni, rispetto all’enfasi pressoché esclusiva sul rigore che ha ispirato la linea di Berlino negli ultimi mesi? Si vedrà nelle prossime settimane se si tratta solo di annunci, utili magari a rompere l’isolamento, oppure se effettivamente qualcosa si sta muovendo. Certo la stessa Angela Merkel, di fronte alla prospettiva che si sfaldi l’asse con Parigi, non può non tener conto di quanto lo stesso Hollande ha ribadito ieri: se conquisterà l’Eliseo, andrà subito a Berlino «ad illustrare la sua idea di un’altra Europa». L’obiettivo è «riorientare l’Europa verso la crescita». Toni ovviamente da campagna elettorale, annunci come quello di rinegoziare il «Fiscal compact» che andranno tutti verificati sul campo nelle prossime settimane. E tuttavia, segnali da non trascurare. (Sole)

Attenzione, momento topico. Qualcosa stavolta può cambiare sul serio. Magari MENO fiscal compact e PIU’ growth compact. Significherebbe, austerity meno soffocante e maggiori rpospettive per il futuro. Questi si che possono essere dei reali “Wind of Chages” per l’Eurozona, con una Germania meno onnipotente e, nota bene, un’Italia che rischia di diventare un pochino protagonista.
La palla ora passa alla politica e alla diplomazia. E qui Mario Monti deve domostrarci qualcosa.

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DT

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