PIL Italiano: siamo sicuri che crescerà?

di lampo
6 Aprile 2012 11:30

Come accennavo pochi giorni fa in un mio commento sul blog, vi mostro un grafico, tratto dall’ultimo rapporto “Il Commercio Estero dell’Italia nel 2011” dell’ ICE ([1]), ovvero l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Mostra dal 2009 al 2011 quale sia stata l’incidenza delle componenti che contribuiscono alla variazione del nostro PIL.

Fonte: ICE Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – Il Commercio Estero dell’Italia nel 2011

E’ indubbiamente impressionante il calo della domanda nazionale (in giallo), composta principalmente dai consumi).

Si è decisamente “ristretta”: nel 2009 costituiva il maggior contribuente della variazione del PIL… nel 2011 il minore!

Ovviamente, visto che i consumi interni non tirano, è diminuito anche l’influenza sulla variazione del PIL dovuta alla variazione delle scorte (in rosso).

D’altronde se gli italiani consumano di meno, che senso ha continuare a produrre scorte?

Cito un breve estratto dal rapporto dell’ICE relativamente all’ultimo trimestre del 2011  ([1]):

…negli ultimi tre mesi dell’anno passato tutte le componenti della domanda nazionale hanno mostrato flessioni, contribuendo negativamente alla crescita del prodotto: in particolare i consumi privati e gli investimenti fissi lordi, oltre che le scorte.

In particolare, le componenti della domanda che con il loro andamento hanno maggiormente frenato la crescita del prodotto sono stati la spesa delle amministrazioni pubbliche (-0,2), le scorte (-0,5) e gli investimenti fissi lordi (-0,4 nel complesso), soprattutto per le pesanti flessioni di quelli relativi al settore delle costruzioni, diminuiti del 2,8%.

Vi ricordo che nell’ultimo trimestre 2011 ([1]), l’Italia ha subito una flessione del PIL pari allo 0,7% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% rispetto all’anno prima (stesso trimestre del 2010).

Quindi l’unica componente che attualmente assume un ruolo decisivo sulla variazione del PIL sono le esportazioni (in verde).

Finalmente un dato positivo: le esportazioni hanno compiuto un bel record!

Nel 2011 le esportazioni italiane di merci sono aumentate dell’ 11,4% rispetto al 2010 per un totale di circa 376 miliardi di euro, valore mai registrato in precedenza, superiore di 7 miliardi rispetto al livello massimo raggiunto nel 2008, prima della crisi economica; la crescita nel mercato extra-Ue (+14,9%) è stata più sostenuta di quella relativa al mercato Ue (+8,8%).

Tutto bene allora?

Lo lascio giudicare a voi stessi.

Prima però voglio ricordare, a chi se lo fosse perso, l’ultimo post del blog sugli investimenti diretti esteri:

Investimenti diretti esteri: Italia fanalino di coda, i soldi vanno altrove

Sarà utile come premessa per comprendere, con un’ottica di più lungo periodo la prossima tabella, che mostra la classifica dei Paesi che acquistano le nostre esportazioni ([1]). Ovvero da chi, come abbiamo visto nel grafico precedente, dipendiamo per la variazione del nostro PIL!

I dati partono dal 2006 sino al dato provvisorio (stima) del 2011.

Fonte: ICE Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – Il Commercio Estero dell’Italia nel 2011

Come notate… Germania, Francia e Stati Uniti si sono sempre collocati in “pole position”!

Anzi… per essere più precisi… circa un terzo delle nostre esportazioni dipendono da loro.

Spero che adesso abbiate compreso la gravità di dipendere per la variazione del nostro PIL, principalmente dalle esportazioni, come avvenuto nel 2011.

Infatti se queste economie non dovessero più andare bene (come effettivamente sta succedendo)… ecco che noi ne saremmo immediatamente influenzati in negativo!

Debbo riconoscere che questo rapporto dell’ICE è stato veramente illuminante: è un vero peccato che i mass-media e quindi la maggior parte della gente… non li legga!

Quindi per comprendere e prevedere l’andamento futuro del nostro PIL, fin quando non riusciremo ad aumentare l’incidenza di altri fattori sulla sua variazione (ecco l’importanza degli investimenti diretti), è chiaro che dovremo osservare l’andamento delle esportazioni.

Come sono andate le nostre esportazioni nel 2012?

C’è lo dice lo stesso ICE, nel suo ultimo bollettino flash ([2]):

Nel mese di gennaio 2012, le esportazioni italiane sono diminuite del 2,5 per cento, rispetto al mese precedente. Anche le importazioni hanno registrato una lieve flessione (-0,5%): nonostante gli acquisti dai paesi extra-Ue abbiano riportato una variazione congiunturale positiva e pari a 5,1 per cento, il dato complessivo riflette la frenata delle importazioni dai partner Ue (-5,2%).

Cosa dite: aumenterà il nostro PIL?

Quali sono le soluzioni?

Ce ne sono tante: ne parliamo spesso in queste pagine.

Sicuramente la più facile è far ripartire i consumi, operando una ridistribuzione della ricchezza nel nostro Paese (l’indice di Gini ci dice che sta succedendo il contrario!)

Poi, come spesso ripeto, fare piani di lungo periodo, magari anche in collaborazione con i nostri partner europei (altrimenti a cosa serve far parte dell’Europa!).

Su quali temi?

Ovviamente le nostre risorse: turismo, prodotti eno-gastronomici, moda, meccanica, ecc.

Però partirei da una vera politica energetica di lungo periodo (fra poco scoppierà un’altra bolla in Italia… ne riparleremo).

Sta succedendo qualcosa di tutto questo?

A voi la risposta.

Cosa possiamo fare in prima persona?

Avere l’umiltà di perdere un po’ di tempo per allargare i nostri orizzonti ed imparare un po’ di economia reale (non quella scritta sui libri…).

Così i nostri amministratori… non potranno più raccontarci frottole!

Non credo che ci sia altro modo per cambiare le sorti di questo Paese se non aumentando la conoscenza. Adesso capite quanto sia importante l’educazione ed in particolare catturare la curiosità delle persone nel cercare di imparare nuove cose.

Per quel poco che posso, con questi post, spero di contribuire in minima parte. 🙄

Buona riflessione.

Lampo

P.S.

Ultimo particolare, degno di nota.

Il nostro caro DT, in questo post dello scorso 23 dicembre, aveva correttamente previsto cosa sarebbe successo al nostro PIL:

PIL Italia: dati, composizione e previsioni

Peccato, che, per la coincidenza con il periodo di Natale… probabilmente è stato letto da pochi frequentatori del blog. 🙄

Bravura, una coincidenza? Non credo. Solo una mente lucida che, con grande dedizione e impegno, valuta correttamente i dati economici di cui ogni giorno siamo invasi.

Poi… li descrive e condivide con noi.

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Fonti:
[1] ICE Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane  – Il Commercio Estero dell’Italia nel 2011.
[2] ICE Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane  – Commercio estero – gennaio 2012 (16 marzo 2012).