PIL USA deludente: tassi pronti a ripartire oppure nuovo QE alle porte?
Anche se si tratta di due soluzione di politica monetaria decisamente antitetiche, non sono però da scartare. Saranno i dati macro, il tasso inflazione e la crescita economica a guidare le decisioni del FOMC, che stasera chiude la sua due giorni di meeting.
Eccoci al nuovo FOMC che si chiuderà stasera. Una due giorni che considero “interlocutoria”, in attesa di dati per valutare lo scenario macro e decidere quindi se e come iniziare ad alzare i tassi di interesse.
Quindi escludiamo qualsiasi intervento nella serata attuale. Ma aspettiamoci qualche cosa di interessante. Tanto per cominciare non dimentichiamo l’impatto che può avere il dato sul PIL appena uscito (che è stato deludente).
PIL USA: le previsioni (azzeccate) della FED di Atlanta
++ BOOOM ++ US Q1 GDP comes in at 0.2% y/y (f’cast 1.0%) from 2.2% in Q4
— Danilo DT (@intermarketblog) April 29, 2015
Domanda: se il dato sul PIL è peggiore di quanto atteso, è logico e lecito aspettarsi addirittura un rinvio al 2016 come primo rialzo dei tassi? Secondo il mio punto di vista è uno scenario che (come ho già descritto più volte) non è affatto da scartare.
Cosa potrebbe fare la differenza, oltre alla crescita economica? Ovviamente l’inflazione. Ma se l’inflazione resta sotto controllo, un rialzo dei tassi sarebbe fuori luogo e decisamente controproducente.
Tasso Inflazione previsto in USA

Gli ultimi indicatori (vedi anche il CESI a testimonianza CLICCANDO QUI) sono stati tutti nella direzione di un raffreddamento dell’economia USA, anche a causa di un Dollaro USA molto forte che ha limitato l’export a stelle e strisce. Quindi per assurdo, nelle logiche FED, con inflazione bassa, ci starebbe addirittura un nuovo QE, un’ipotesi che la momento è assolutamente teorica visto che non c’è la volontà e soprattutto, una scelta di questo genere metterebbe addirittura timori e dubbi ai mercati.
I motivi del PIL dieludente
Non possiamo nemmeno negare, però, che in questo quadro macro gli USA si sentono un po’ soli. E’ vero che hanno fatto molto in passato, ma oggi si devono confrontare con due realtà ultra espansive: mi riferisco a BCE e BOJ. Senza poi dimenticare la “misteriosa” PBoC che ha tantissimi colpi in canna e può gonfiare ancora oltremodo la bolla speculative cinese in atto.
Somiglia a un quantitative easing, ma è qualcosa di molto diverso. Anche la Banca del popolo cinese, la banca centrale di Pechino, intende aumentare le dimensioni del suo bilancio, come sta facendo la Bce e hanno fatto la Fed e la Bank of England, ma l’obiettivo non è quello di abbassare i tassi di interesse e “liberare” i bilanci delle banche, bensì quello di finanziare le province e, per questa via, i loro programmi di investimenti pubblici. (Source)
Tutti stanno facendo il diavolo a Quattro nella spasmodica ricerca della crescita economica. La FED al momento è ferma dopo aver già dato molto. Ma chissà… se la crescita economica continua nella sua frenata, se i dati macroeconomici non entusiasmeranno e se l’inflazione resterà a livelli bassi, chissà che non arrivi addirittura qualche incredibile sorpresa nei prossimi mesi.
Però ora, parlarne è decisamente prematuro.
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