PIR (capitolo IV): è qui la festa?

Se continuo a parlarvi dei Piani Individuali di Risparmio forse non è un caso. O forse è una cosa voluta e forse voglio mettervi al corrente di un qualcosa che, forse mi preoccupa o mi interessa molto.
I PIR in effetti sono sulla bocca di tutti, soprattutto se questi “tutti” sono i consulenti. L’industria del mercato gestito ha colto la palla la balzo ed ha provveduto a creare in fretta e furia tutti gli strumenti necessari per “anticipare” gli altri ed andare a prendere quelle fette di mercato che, oggi, sono difficilissime da andare a “rubare” alla concorrenza.

Ho scritto nel titolo “Capitolo IV” perché in passato vi ho già parlato dei PIR (Piani Individuali di Risparmio) in modo abbastanza approfondito, illustrandone dapprima le caratteristiche e poi, soprattutto, le criticità. Quindi se non lo avete ancora fatto, andateveli a leggere, credo potranno esservi molto UTILI:
- PIR: e le azioni a media e piccola capitalizzazione mettono il TURBO a Piazza Affari Capitolo I
- PIR: Piani Individuali di Risparmio in action! (aggiornamento) Capitolo II
- PIR: se l’Unione Europea si mette di traverso? Capitolo III
Eccoci quindi al Capitolo IV. E come mai ho parlato di festa? Si, perché tutti vogliono partecipare alla festa del PIR. E’ troppo evidente che sia un super business in un periodo di vacche magre a livello di rendimenti, con un mercato alla disperata ricerca di idee di investimento.
E allora eccovi la grande novità del giorno. Se già con i fondi ed i big del risparmio gestito potevano insorgere problemi di “size” o di dimensioni di certi mercati oggetto appunto dei PIR, non oso immaginare cosa accadrà ora che stanno arrivando dei nuovi e importantissimi attori che, appunto, vogliono partecipare alla festa.
(…) Le assicurazioni entrano nel mercato dei Piani individuali di risparmio, con l’obiettivo di offrire sia i benefici fiscali del nuovo strumento sia quelli tradizionali delle polizze. (…) (Citiwire)
Avete letto bene, anche le compagnie assicuratrici si buttano sui piani individuali di risparmio, sfruttando il canale del Ramo III più una parte di Ramo I. E quindi si tratterà (parlando di PIR emessi da compagnie assicuratrici) di una multiramo, che verrà presentata nei prossimi giorni al Salone del Risparmio a Milano. Ma già qualcosa lo avevamo capito qualche giorno fa…
“I prodotti vita tradizionali hanno riserve per 600 miliardi, rappresentano circa un sesto del risparmio delle famiglie italiane e sono di gran lunga lo strumento preferito dagli italiani per l’investimento a lungo termine. Giudichiamo molto positivo incentivare i risparmiatori a ricercare investimenti a lungo termine, a maggior ragione ora che la regolamentazione prudenziale delle banche e delle assicurazioni scoraggia, in modo forse eccessivo, impegni a lungo termine. Avremmo ritenuto forse più opportuno fissare un periodo ancora più lungo per la maturazione del beneficio fiscale, anche per meglio allineare l’orizzonte di investimento con le necessità delle imprese da finanziare” (Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania)
Questo è il commento dei vertici dell’ANIA, l’associazione delle compagnie assicuratrici, quando le è stato chiesto un parere sui PIR. Risposta chiarissima. I PIR sono un’opportunità per tutti (…) e quindi deve essere sfruttata anche dalle compagnie assicuratrici. Un nuovo imbucato alla festa del PIR. Ma forse chi ha preparato la festa ha fatto male in conti. Ora voglio proprio capire come sarà possibile far conciliare i PIR con i principi che dovrebbero difendere i risparmiatori dalle distorsioni di mercato.
STAY TUNED!