PMI: divergenze tra USA, Europa e Italia

E questa volta il sorpasso è evidente, anche se indotto dalla politica usa che con shutdown, debt ceiling e quant’altro ha influenzato negativamente l’andamento dell’ultimo mese economico per gli USA.
L’indice PMI manifatturiero output USA ha subìto un piccolo tracollo, andando addirittura sotto area 50, a 49.5. Ma attenzione, non è il solito indice ISM che conosciamo. E’ quello redatto da Markit che tende ad “anticipare” quello ufficiale USA. Ma il grafico sovrapposto ci fa vedere che tra i due grafici la complementarietà è notevole

Se poi vogliamo parlare di “sentiment” eccovi il famoso indice dell’Università del Michigan, che mi sembra abbastanza eloquente.
Invece in Europa la situazione è decisamente migliore. Stesso indice, diversa area geografica. E qui, potete notare che la tendenza è ben diversa.

E in Italia? Ecco, anche se facciamo parte dell’Europa, non godiamo proprio del momento di “Ripresa economica” che vede protagonista il Vecchio Continente.
(ANSA) – ROMA, 28 OTT – Il saldo tra aperture e chiusure di imprese nel terzo trimestre dell’anno è stato pari a +12.934 unità ed è il più basso della serie degli ultimi dieci anni. E’ quanto emerge dall’indagine Unioncamere. A determinarlo 76.942 iscrizioni di nuove imprese (+1.923 rispetto allo stesso trimestre 2012) e 64.008 cessazioni di esistenti (+3.498 unità sull’anno scorso). Valori che rispecchiano – viene sottolineato – le difficoltà dell’economia reale del Paese. (Source)
Occorre ovviamente domandarsi quando l’economia Europea dovedde rallentare, che fine farà l’Italia….
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