Pressione fiscale e le realtà distorte

Il post pubblicato su I&M con oggetto lo spread BTP Bund ha sicuramente “mosso le acque”. Tanti i commenti ricevuti anche via email, con molti lettori che ringraziavano per l’articolo un po’ crudo ma sicuramente concreto. Ma altri che ci hanno anche accusato di essere “troppo critici” nei confronti dell’operato del Governo Letta.
Premessa: il sottoscritto (e nememno Gremlin) ce l’ha con il buon Enrico Letta, ci mancherebbe: Ce l’ho piuttosto con alcune situazioni che si sono create dove, ovviamente, viene glorificato e lodato il Governo, mentre invece la realtà, quella vera e non quella che vogliono farci credere, viene colpevolmente ignorata.
E non mi riferisco solo allo spread. Ci sono tante altre situazioni che potrei portare ad esempio.
Tipo quale? Beh, tipo la barzelletta sulla “pressione fiscale”.
La barzelletta sulla pressione fiscale
Ormai ce lo hanno detto in tutte le salse. Ecco cosa ci dice l’illuminante ministro Saccomanni:
(…) Ma io sono fiducioso: in questo 2014 gli italiani cominceranno a sentire concretamente che l’economia si e’ rimessa in moto”. E affrontando il tema della pressione fiscale, Saccomanni sottolinea ancora: “Lo dico senza alcuna esitazione: le famiglie, i lavoratori e le imprese pagheranno meno tasse. Capisco che la gente si aspettava di piu’. Ma quest’anno la riduzione dell’Irpef non sara’ insignificante. E nel prossimo triennio le tasse si ridurranno di ben 9 miliardi, con un calo graduale anno per anno. E’ un impegno che ho preso, con l’Europa e con gli italiani, e oggi lo rilancio”. I soldi verranno “dalla spending review e dal provvedimento sul rientro dei capitali, che vareremo all’inizio di febbraio. (Source)
Bene, quindi caleranno le tasse, evviva evviva! Lo dice lo stesso Saccomanni: calerà la pressione fiscale. Ma cosa significa esattamente una diminuzione della pressione fiscale? Significa che si pagano meno tasse, è ovvio!
E ovvio un corno.
Infatti, come ci ricorda Mario Seminerio nel suo blog:
[…] contrariamente al senso comune, “riduzione della pressione fiscale” non vuol dire pagare meno imposte, né che le aliquote applicate alle imposte dirette, indirette o contributi sociali siano destinate a calare. Riduzione della pressione fiscale significa, nel nostro caso, che il Pil cresce più dell’aumento delle entrate. […] (Source)
Avete capito? Quindi a fare la differenza non è l’iporto delle imposte ma il rapporto con il PIL. Esempio: se sale il PIL con imposte stabili, magicamente possiamo dire che c’è una diminuzione della pressione fiscale. A conferma della simpatica anomalia leggiamo proprio dal DEF (sul sito istituzionale) che l’imposizione fiscale SALIRA’ e non di poco. Vi consiglio di buttarci un occhio e scoprirete una NUOVA realtà.
Ma non temete, il PIL salirà e compenserà tutto!
Intanto per non sbagliarci, ecco cosa ci è riservato come IMPOSTE, un bell’aumento dell’IMU:
[…] A Milano su una casa media la nuova tassa, istituita formalmente per coprire i costi sopportati dai Comuni per la fornitura dei servizi indivisibili ma di fatto nata per riproporre il vecchio tributo sotto altro nome, rischia di costare addirittura più dell’Imu, con un aumento che può arrivare anche a 150 euro per un contribuente senza figli a carico, cifra che potrebbe addirittura salire quando c’è anche la prole. […] (Source)
Ecco quindi la barzelletta: cala la pressione fiscale SE torna la crescita economica, in modo tale da compensare in modo PIU’ che proporzionale l’aumento delle imposte. Come la vogliamo chiamare? Barzelletta? Burla? Oppure “presa per i fondelli”?
Secondo me illustra in modo ideale la volotà di far vedere ai contribuenti una realtà distorta.
Ma non facciamone una colpa diq uesto governo. E’ sempre stato così negli ultimi anni. Nessun premier escluso.
Forse ci prendono proprio per fessi. E noi, che li continuiamo a votare, forse lo siamo proprio.
STAY TUNED!
