Rallentamento globale in atto: Cina a livelli estremi. E se guardiamo la storia…
In questi ultimi giorni abbiamo spesso e volentieri parlato, sia qui sul blog che sul mio profilo di Twitter, del rallentamento globale in corso.
Trovo sempre molto interessante, per tastare il polso del mercato, analizzando l’indice CESI, ovvero il Citigroup Economic Surprise Index.
Credo sia superfluo dire cosa sia il CESI ma per chi magari ancora non conosce benissimo questo blog, dirò molto semplicemente che l’indice CESI va a calcolare lo scostamento tra i dati macroeconomici usciti e le previsioni degli analisti. Quando il dato in uscita è PEGGIORE delle attese, il CESI scende e così via. Quando il numero degli scostament aumenta violentemente, allora il CESI collassa.
Ed è proprio quello che sta succedendo con la Cina.
Occorre però notare una cosa. E’ evidentissimo che il rallentamento non è esclusivamente cinese. In un mondo così globalizzato, su aree di una certa importanza, è ormai imposibile avere delle tendenze divergenti. Ed ecco quindi che risulta evidente che NON olo il CESI sulla Cina va in negativo.
CESI: fotografia di una frenata globale
Stupisce ovviamente la violenza del rallentamento cinese. Un CESI a -130 è più unico che raro. Segno che gli analisti sono stati profondamente delusi dai dati macro usciti.
Ma come detto ieri, possiamo dire che la frenata cinese non influenzerà le altre economie, Eurozona e USA in primis? Credo sia impossibile. Intanto si vede dal grafico che TUTTO il mondo rallenta, non con la violenza della Cina ma, comunque sia, rallenta. La borsa, in arancio, (SP500) al momento non reagisce come dovrebbe anche perché il doping (leggasi banche centrali) lascia il paziente in uno stato di semi incoscienza. Ma fino a quando? Non lo possiamo sapere. Intanto occorre anche guardare le cose con il dovuto realismo.
La Cina è una nazione che oggi ha tutti i suoi bei problemi legati ad un modello economico che è in fase di trasformazione. Un’economia esageratamente legata all’export, con un fenomeno di shadow banking che deve essere limitato, che progressivamente vuole votarsi ad un modello più guidato dai consumi interni.
Cesi Cina ns Shanghai Index
In passato, quando nel 2009 il CESI raggiunse questi livelli, con estremo pessimismo degli analisti, succedette che ci fu una violenta reazione nei mesi successivi sia dell’indice CESI stesso e soprattutto dell’equity. Motivazione? Mai sottovalutare il potere di una banca centrale, soprattutto se è cinese ed è piena di denaro da spendere. Ora, occorre mai dimenticare che i signori della PBoC sono qualitativamente degli analisti eccellenti con nulla da invidiare ai paritetici europeo i americani.
Se vorranno, tutto potranno. Non so se il messaggio è giunto chiaro…
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