“Difenderemo i risparmi degli italiani”. Ma non tutti…

13 Luglio 2016 10:30

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Malgrado un rimbalzo “sontuoso” del settore bancario nella giornata di ieri, occorre essere molto sinceri.
I ministro Padoan ha ottenuto un bel NULLA dall’incontro Ecofin delle ultime ore. Anzi, il responso è stato il seguente:

“C’è una percezione del sistema bancario italiano che è totalmente distorta in termini di numeri, di sofferenze, di ciò che è necessario capitalizzare e il fatto che qualcuno dica che il rischio generato sia così elevato è totalmente infondato”

Questo è quanto ha detto il ministro dell’Economia della Repubblica Ceca, Andrej Babis ma è anche l’esito del Meeting. Praticamente il problema c’è ma è molto meno marcato di quanto sembra. Quindi perché intervenire quando non è necessario? Quindi riecco “l’Europa che conosco”, ovvero quella che prova a spegnere gli incendi a parole, prima di intervenire con gli estintori. Ovviamente Padoan coglie la palla al balzo (anche se sa che non è così, e di certo non potrebbe dire il contrario!) e ammette che “il sistema bancario rimane solido” e che dopo tre anni di profonda recessione “ci sono molto poche specifiche criticità”.

Et voilà, problema risolto. Facile no?
Poveri illusi… la distorsione della realtà esiste ma nelle parole dei politici. La cosa triste è che l’Ecofin non ha prodotto nulla ed ora ci tocca combattere una guerra contro la speculazione, cercando di rassicurare il sistema facendo squadra con l’Ecofin. In attesa della farsa degli Stress test.
Intanto tutto si ingessa. Le ipotesi di aiuti di stato, Atlante 1 (in parte) e 2 (in toto), le cessioni degli NPL così difficili da prezzare e negoziare.
Fateci però caso. Il nostro Matteo renzi, nelle ultime interviste, ovviamente, difende a spada tratta il sistema bancario italiano MA… si dimentica di parlare di una cosa…

…“difenderemo i soldi sui c/c ed i risparmi degli italiani”…

Addirittura in determinate situazioni fa addirittura cenno alle obbligazioni, ma…non ci dice MAI cosa potrebbe succedere alle SUBORDINATE.
Si, perché è questo il problema, ed è questa la carta che potrebbe essere giocata a sorpresa per “difendere” il sistema: la conversione dei bond subordinati in equity, o addirittura una ristrutturazione dello stesso debito. E se ci sono dei problemi, saranno i primi denari ad essere polverizzati.
Ovviamente mi sto sbagliando, però…io magari qualche ragionamento sull’argomento me lo farei, in particolar modo per le banche in situazione più critica.

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Danilo DT

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