Salgono leggermente le nuove richieste di sussidio
Oggi, giovedì 18 novembre 2010, il DOL ( Department of Labor ), ha pubblicato i seguenti dati relativi alla settimana conclusasi il 13 novembre:
| Initial Claims (SA) | A 439,000 | Da 437,000 | =+2,000 |
| Initial Claims (NSA) | A 407,468 | Da 452,657 | =-45,189 |
Aumentano leggermente le nuove richieste di sussidio se considerate come numero destagionalizzato, mentre fanno un bel passo indietro quelle non destagionalizzate, rimanendo tuttavia confinate in quello che è possibile considerare come un miglioramento stagionale.
Ovviamente, immancabile come un nugolo di mosche attorno alla biomassa, la revisione a rialzo dei dati della settimana precedente somma 2000 altri nuovi cassaintegrati al numero preliminarmente indicato. Da non credere la costanza con la quale il BLS ha sottostimato settimana su settimana la rilevazione dei nuovi sussidiati
Come sempre, a voi il grafico non destagionalizzato.
Come anticipato, e salvo riletture prossime e probabili, la serie del 2010 sembra ricalcare bene l’andamento stagionale delle serie degli anni precedenti, mantenendosi comunque a livelli non di poco superiori rispetto alle serie registrate negli anni in cui i posti di lavoro venivano realmente creati. Sempre su base non destagionalizzata, è lecito prevedere un peggioramento.
In ogni caso, giusto per far le cose con il supporto dei dati, vi riporto questa volta anche il seguente grafico ottenuto confrontando i medesimi, settimana per settimana, prima e dopo le revisioni. Da inizio anno, 45 sono state le settimane di cui si conosce sia il dato preliminare che la revisione:
Solo 7 volte su 45 la revisione è stata a ribasso, indicando un miglioramento dei dati rispetto a quanto comunicato in prima battuta. 38 volte invece sono stati rivisti i dati, peggiorandone, seppur di poco, la lettura preliminare. Mediamente, il dato iniziale sottostima quello definitivo di 3600 unità. Ovviamente tutto ciò ha un impatto minimo sull’economia reale, in quanto in ogni caso un simile errore risulta normalmente contenuto a circa l’1% rispetto al totale delle persone che accedono per la prima volta alla cassa integrazione. Tuttavia sono sempre più convinto, benché non abbia prove certe, che le conseguenze di questa strana coincidenza siano da ricercare nell’impatto comunicativo che si ottiene con una simile “astuzia”.
Faccio un esempio. Supponiamo che nella settimana numero 30 ci siano stati realmente 100 mila nuovi cassaintegrati, e che la prima lettura del BLS ne abbia indicati solo 95 mila.
Immaginiamo poi che la settimana successiva, la numero 31, il numero di cassaintegrati reali sia stato di 110 mila e che il BLS abbia invece indicato in 105 mila le nuove persone sussidiate, mentre abbia rivisto a rialzo ( come accade quasi sempre ) a 100 mila quelle della settimana precedente ( la numero 30 ), indicando così il numero corretto.
Allora, le agenzie di mezzo mondo, compresa la comunicazione ufficiale del BLS, salteranno fuori con una frase del tipo: “+ 5000 le nuove richieste di sussidio”. Ciò perché questo tipo di comunicazione prende in considerazione la prima lettura della settimana attuale e le sottrae la revisione della settimana precedente. Quindi, mentre in realtà i nuovi sussidiati sono +10 mila, ne vengono al contrario comunicati circa la metà. In questo modo, viene attenuata la sensazione di peggioramento. Se infatti venisse pubblicata la differenza tra la prima lettura dell’ultima settimana e la prima lettura della settimana precedente, dovrebbero scrivere, guarda un po’, la cifra giusta, ovvero +10 mila! Ma un tale meccanismo ha effetti ancora più vantaggiosi se si considerano invece due settimane in cui ci sia un reale miglioramento della situazione. Se supponiamo che la settimana numero 31 abbia registrato un calo a 95 mila ( dai 100 della settimana precedente, la numero 30 ) e che il BLS abbia invece comunicato che solo 90 mila persone hanno fatto ricorso al sussidio, allora, sempre secondo questo schema, il BLS sarebbe riuscito a duplicare il miglioramento, scrivendo “-10 mila le nuove richieste di sussidio”. Spero di essere stato chiaro.
Ora, voi penserete che sia io quello un po’ troppo schizzato nel ritenere possibile che queste coincidenza siano in qualche modo volute. Ciò nonostante, esse ormai interessano allo stesso modo gran parte dei dati pubblicati dagli istituti di statistica: dai dati sulla cassa integrazione, alle stime sulle spese per le costruzioni, ai numeri in merito alle unità abitative avviate e concluse, e, ci scommetterei senza troppi problemi, su molti altri indicatori nazionali e regionali, da ormai più di un anno tutte queste revisioni giocano un ruolo fondamentale nel descrivere un’evoluzione migliore di una situazione che in realtà sta peggiorando o al più è debolmente stabile. Considerando poi che molti programmi automatici di trading scattano a seconda del segno e del numero che le agenzie fanno rimbalzare in giro per la Terra, credo che la mia “perplessità” sia in qualche modo giustificata… .
Concludo riportandovi il numero complessivo di sussidiati, che deriva dalla somma delle persone assistite in ambito di programmi standard o di emergenza. Al 30 ottobre, complessivamente 8.854 milioni di persone in America venivano catalogati come sussidiati, in aumento di 145.4 mila rispetto alla settimana precedente. Vedremo come tutto questo si rifletterà nei numeri del dipartimento dell’agricoltura, tristemente noti come “food stamp”.
Rispetto alla settimana conclusasi il 6 novembre, i settori più colpiti dalla cassa integrazione sono risultati essere le costruzioni e l’industria manifatturiera, mentre non stupisce visti i dati sull’occupazione complessiva ( -330 mila posti di lavoro ), che nel Michigan anche il settore non nonfarm sia risultato particolarmente interessato dalla cassa integrazione.
Mattacchiuz


