Segni di evidente follia finanziaria (e di bolla speculativa)
Tornano alla grande i “bond salsiccia” (CDO, ABS, obbligazioni collegate ai subprime. E nello stesso tempo scopriamo che il Ruanda emette un nuovo bond ed è meglio dell’Italia.
La storia non ha proprio insegnato niente e la mancata regolamentazione dei mercati finanziari ci porterà a nuovi disastri, in quanto ci troviamo nella stessa situazione del 2007, se non addirittura peggio. Infatti oggi l’economia è logorata, stanca, segnata da una recessione profonda (mi riferisco all’Italia), mentre nel 2007 ci trovavamo per lo meno in una fase economica positiva.
Allora eravamo in bolla, e in molti non se ne rendevano conto (per fortuna ci sono tanti testimoni tra di voi lettori che il sottoscritto aveva avvisato nel 2007 copiosamente del rischio bolla speculativa in corso). Oggi siamo in bolla e proprio come allora in molti non se ne rendono conto, anche se qualcuno di più realistico lo si trova.
E proprio come allora, il mercato non distingue più un prodotto dall’altro, non esiste più ponderazione al rischio e il rapporto rischio/rendimento raggiunge livelli di illogicità.
E proprio in questa illogicità, si viene a scoprire che le banche USA sono tornate oggi più di allora alla ribalta, con la loro finanza spericolata. Tornano proprio quei famosi “CDO”, “ABS”, e bond su mutui subprime.
In due parole i “titoli tossici” che hanno mandato in tilt il sistema e che, udite udite, vengono comprati a PIENE MANI da un mercato che ha fame di rendimenti.
Ma c’è di peggio…
Gli investitori che si indebitano per comprare azioni a Wall Street sono aggressivi come nel 2007. I fondi di private equity mondiali sono tornati a strapagare le aziende e a rimpinzarle di debito. I mercati finanziari valgono oggi circa 740mila miliardi di dollari: circa 20mila miliardi in più rispetto ai picchi del 2007. Dieci volte più del Pil mondiale. Insomma: la finanza speculativa, gigantesca, prorompente è tornata. Quel mostro che nel 2007 si mangiò l’economia reale ruggisce ancora. Il problema è che oggi, se scoppiasse una crisi sistemica, gli Stati non avrebbero più molte munizioni per combatterla: hanno troppo debito. (Source)

E le protagoniste sul mercato sono sempre e solo loro! Le grandi banche che tornano a creare questi bond “salsiccia” (Morgan Stanley, JP Morgan, ecc…) che sfruttano il momento e collocano ogni sorta di porcata in un mercato che comprerebbe persino i bond del Ruanda…
Ops… mi sa che ho detto un’asinata…
Si, perché proprio il Ruanda, se non lo sapete, è uscito recentemente con una nuova obbligazione sul mercato.
Mi viene quasi da sorridere, ma quanto vi sto raccontando non è una barzelletta.
RUANDA: un bond super ricercato!
Qualche giorno fa, il Ruanda ha emesso un bond a 10 anni che è andato letteralmente a ruba, e che ha registrato un rendimento del 6,87 per cento.
The Republic of Rwanda, scarred by its genocidal atrocities less than 20 years ago and, more recently, noted for its dependency on foreign financial aid, is set to ride the wave of cheap cash around the globe to issue its first international bond.
The deal, which is set to price Thursday, will mature in 10 years and total $400 million—equivalent to over 6% of the country’s annual economic output.
It marks a new milestone in the continent’s efforts to build a presence in the capital markets, with Tanzania having made its debut in February. Kenya is also expected to issue … (Source)
Se una nuova emissione del Ruanda potrebbe essere una cosa di cui non interessa niente a nessuno, posso darvi ragione. Ma dovete sapere che non solo la domanda è stata enorme, opvvero ben 10 volte l’offerta, ma ciò che mi ha sorpreso è l’esito!
Un rendimento che come dicevo è pari al 6.87%, vale a dire circa 0.50% in MENO rispetto al rendimento del nostro BTP di paritetica scadenza a novembre 2011!
Ma vi rendete conto? Dopo questo episodio noi siamo anche un po’ “Ruanda”, anzi, per certi versi loro meglio di noi!

Poi però andiamo a vedere e scopriamo che il Ruanda contina ad essere uno Stato caratterizzato da INSTABILITA’ politica assoluta, che ha un rating B di Standard & Poor’s e Fitch, e che le stesse agenzie NON hanno dato il voto a questa emissione. Ovvero…qui siamo veramente alla follia.
Inoltre le condizioni economiche del Ruanda restano assolutamente relative, e preferisco evitare di pubblicarvi dei dati che resterebbero comunque solo ipotetici.
Inoltre, per chiudere il cerchio, l’emissione del Ruanda è in USD. Domanda: essendo in dollari, moneta che il Paese non può stampare, come potrà il Ruanda in caso di crisi riuscire ad approgionarsene? O continua un percorso di crescita deciso e realistico, sempre con l’ausilio degli AIUTI INTERNAZIONALI (che pesano per il 38% della spesa pubblica, ma vi rendete conto?) oppure….
MORALE: credo sia palese (e non ve lo dico per mia volontà catastrofistica) che la liquidità immensa delle banche centrali potrà (forse) portare all’innesco di nuove bolle e quindi ad una nuova crisi finanziaria.
I segnali li stiamo ricevendo “ a pioggia” ora sta a noi preparare l’ombrello.
STAY TUNED!
DT
