SVIZZERA ed ORO: il referendum che potrebbe destabilizzare i mercati
Un ritorno al passato: in epoca di fiat money ecco che qualcuno medita il ritorno ad un parziale “gold standard” per evitare il quantitative easing stile FED.
Tra i vari referendum di cui si sente parlare (oltre a quelli indipendentisti) ce n’è uno che rischia di diventare drammaticamente importante ma che al momento è ancora sottovalutato. Ed è un referendum che verrà fatto a due passi da noi, in un paese che confina con l’Italia, ovvero in Svizzera. A stuzzicarmi l’interesse furono un paio di articoli apparsi sul WSJ e sul FT una settimana fa circa.
Un referendum anomalo ed unico nel suo genere che ha come oggetto la banca centrale svizzera (SNB), l’oro che detiene e la sua politica monetaria.
Infatti i proponenti hanno tre obiettivi veramente singolari ma di grande importanza:
1) rimpatrio di tutto l’oro detenuto come riserva che oggi si trova al di fuori del territorio svizzero (vale a dire circa un 50% del totale). Questo punto non ha grandi ripercussioni sui mercati, se non conseguenze di tipo logistico
2) il divieto per la Banca Centrale Svizzera (SNB) di vendere ORO in futuro
3) un parziale ritorno al “gold standard”. Si, avete capito bene. La banca centrale SNB dovrà detenete almeno il 20% degli attivi. Se quindi verrà stampata una banconota da 100 CHF, dovranno essere anche acquistati 20CHF di oro. Non è un gold stantard in tutto e per tutto ma nella logica si avvicina molto.
Prima di parlare delle eventuali ripercussioni sul mercato, devo spiegarvi qual è il vero obiettivo del referendum e perché “suona” veramente da “bastian contrario”.
I proponenti il referendum vogliono evitare che la SNB possa fare quello che ha fatto la FED, ovvero il quantitative easing scriteriato, senza avere una contropartita in asset reali. E nello stesso tempo vogliono garantire al CHF quella solidità unica ed ormai rara, al fine di dagli forza e mantenere i prezzi stabili.
Quindi requisiti di SOLIDITA’ e STABILITA’.
Mamma mia, sembrano marziani e sono a due passi da noi!
Gli effetti sui mercati e sul bilancio della SNB
Nel caso in cui dovessero vincere i SI, stiamo all’erta perché succederà un bel casino…
Una tempesta sul mercato valutario innanzitutto. Infatti la SNB, per mettere uno sbarramento al rischio di rafforzamento del CHF a 1.20, era stata costretta ad ampliare molto il suo bilancio comprando tanta valuta straniera.
Se passa il referendum, come detto, la SNB dovrebbe comprare almeno il 20% dell’attivo in bilancio. Con i dati attuali di cui disponiamo significherebbe dover comprare nei prossimi 5 anni un qualcosa come circa 1.780 tonnellate di ORO, vale a dire il 70% dell’intera produzione mondiale annua.
Provate cosa potrebbe significare e quanto rischia di essere destabilizzante.
Inutile dire che questa ipotesi sarebbe da scartare di default, e quindi resta la seconda alternativa: ovvero diminuire il bilancio della SNB.
Ma a quel punto salta fuori un altro problema: la SNB non comprerà più tutto quell’oro ma le vendite di valute costringeranno a mettere a dura prova area 1.20 del Franco Svizzero contro Euro.
Morale: ritrovarsi un cross EUR-CHF ben al di sotto di quota 1.20 sarebbe più che normale.
E comunque, malgrado le sonore vendite, la SNB dovrebbe sempre e comunque comprare tanto oro, non 1.780 tonnellate ma pur sempre il 20% degli attivi.
Oggi il bilancio della SNB vale circa 500 miliardi di CHF. Lo dimezzeranno? Vorrà sempre dire che si dovrà comprare 50 miliardi di CHF in oro.
Quindi, se il referendum passa, comunque vada, sul mercato valutario e dei preziosi ne vedremo delle belle… E’ inevitabile.
I need you! Sostienici!
Post apparso anche su PianoInclinato.it
STAY TUNED!



