Trappola della Duration: perché i titoli di Stato non sono più un porto sicuro
Il re è nudo, ma ha ancora un’ottima sartoria che gli cuce addosso abiti di carta moneta.
E’ da un po’ che non ne parliamo più (un po’ come il conflitto Russia – Ucraina, non so se ci avete fatto caso… Ma la guerra anche laggiù continua) però il problema DEBITO PUBBLICO non si è certo eclissato e tanto meno può essere archiviato facilmente. Allora andiamo al dunque.
La scena è questa: un’asta di titoli di Stato giapponesi a 20 anni che va deserta come un cinema che proietta un film muto in bianco e nero nel 2026. Gli investitori guardano il rendimento, guardano l’inflazione che bussa alla porta e, semplicemente, si alzano e se ne vanno. Non è un “aggiustamento tecnico”. È un ammutinamento. Qualcuno ci ha fatto caso? Credo in pochi.
Le banche centrali hanno giocato a fare Dio per un decennio, convincendoci che il debito fosse un concetto astratto, quasi filosofico. Poi è arrivato il conto. Tra l’invecchiamento demografico che prosciuga le casse e una spesa militare che è passata da “opzionale” a “vitale” a causa dei venti di guerra tra Teheran e Tel Aviv, il giocattolo si è rotto. Il mercato obbligazionario, il vero poliziotto del capitalismo, ha ripreso a manganellare.
La narrativa mainstream vi racconta che l’inflazione è sotto controllo e che i tassi scenderanno soprattutto in USA. Menzogne per tenere calmi i piccoli risparmiatori.
La realtà è che il premio a termine (quel pizzo che chiediamo per prestare soldi a lungo termine a governi spendaccioni) è ai massimi da dieci anni in tutta l’area OCSE. Tradotto: nessuno si fida più della promessa di rimborso tra trent’anni.
Guardate gli Stati Uniti. Nel 2024 la spesa per interessi ha superato quella per la difesa. Washington paga più per il suo passato (i debiti accumulati) che per il suo futuro (la sicurezza). È il paradosso del debitore terminale. Quando gli interessi mangiano la crescita, non sei più una superpotenza. Sei un condominio in morosità che cerca di deliberare il rifacimento della facciata mentre le tubature esplodono.
In Europa la musica non cambia, cambiano solo i musicisti. La Francia è la nuova malata. Con un quadro politico che somiglia a una rissa da bar, il mercato ora prezza i titoli di Parigi con un sospetto che un tempo riservava solo ai club Med.
L’Italia? Galleggia per miracolo, protetta da una coesione europea che regge finché la Germania ha voglia di pagare le bollette degli altri. Ma Berlino sta ricominciando a indebitarsi per riarmarsi. Il salvadanaio è vuoto.

I governi hanno provato il trucco della “scadenza breve”. Vendono bond a due anni per non pagare i tassi folli dei trentennali. Geniale, vero? Peccato che sia come cercare di spegnere un incendio con un bicchiere d’acqua: devi tornare sul mercato ogni pochi mesi. E ogni volta che torni, il prezzo sale. Il rischio rifinanziamento è una bomba a orologeria con il timer impazzito. Poi con questi tempi che corrono e Brent oltre quota 100 non proprio scenario paradisiaco.
C’è una verità che nessuno vi dirà in filiale: non esiste un porto sicuro se il mare intero è inquinato dal debito. Le banche centrali stanno riducendo i bilanci (Quantitative Tightening), gli assicuratori giapponesi rimpatriano i capitali e i fondi pensione iniziano a dubitare della Duration. Chi resta a comprare questa carta? Voi, attraverso i vostri fondi comuni, se non aprite gli occhi in tempo.
La vera domanda non è se il debito esploderà, ma chi verrà sacrificato quando accadrà. Le strade sono secondo me SOLO due. Sarà il potere d’acquisto attraverso l’inflazione o saranno i servizi pubblici attraverso l’austerità selvaggia? La risposta è già nei grafici dei rendimenti di marzo: entrambi. La festa è finita, e ora tocca lavare i piatti con l’acqua gelata.
Quanto pensate che possa durare un sistema dove il costo del passato impedisce sistematicamente di finanziare il futuro? E soprattutto il deficit potrà ancora finanziare la crescita a lungo e con quale costo?
STAY TUNED!
(Clicca qui per ulteriori dettagli)
Segui @intermarketblog
Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia. Se sei interessato agli argomenti qui espressi e vorresti approfondirli, contattami!
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)
(Se trovi interessante i contenuti di questo articolo, condividilo ai tuoi amici, clicca sulle icone sottostanti, sosterrai lo sviluppo di I&M!).
Ecco il mio LIBRO in Versione E-Book e Cartacea.
- Per l’investitore che vuole migliorare l’efficienza del risparmio gestito.
- Per il trader che vuole smettere di guardare i grafici 12 ore al giorno.
- Per chi cerca un metodo replicabile, logico e privo di stress per gestire i propri risparmi.
I mercati non devono rappresentare un casinò.
Smetti di essere una preda degli algoritmi. Impara a danzare con loro. Versione E-Book e Cartacea.



