Tsunami immobiliare

23 Marzo 2011 15:16

Un opportunità esplosiva, atomica! L'ha detto Buffett!

E con oggi si conclude la carrellata di dati macroeconomici relativi al mercato immobiliare. In realtà ci sarebbe anche l’indice delle vendite preliminare di case, ma potete tranquillamente inventarvi un numero e quello sia. Non che serva a qualcosa conoscere la situazione di un così importante settore dell’economia, ma nell’insieme di ottime notizie che giorno dopo giorno giungono da ogni angolo del mondo, compreso pure dai fumi atomici dei reattori di Fukushima ( il governo Giapponese dice di non sapere esattamente a cosa siano dovuti, ma è sicuro che non sono pericolosi, che culo… io pensavo fossero vapori radioattivi e che fossero pericolosi, che pirla! ) forse ogni tanto è anche opportuno rendersi conto dello stato dell’economia reale e non solo delle porcate che i vari governi sostengono o delle manovre senza fine delle banche centrali, che hanno deciso di sconfiggere la povertà stampando ricchezza e regalandola agli amici.

Comunque, secondo la MBA, cioè la Mortgage Bankers Associations, il volume di mutui contratti nella settimana conclusasi il 18 marzo 2011 è aumentato del 2.7% rispetto ad una settimana precedente. Praticamente inalterato il tasso di interesse per un mutuo a trenta anni, fermo al 4.80% ( da 4.79%).

L’indice complessivo viaggia ancora sotto i massimi relativi dell’ultimo anno e intrappolato tra i valori dei due sottoindici governativo, sempre preponderante, e convenzionale. Ancora quindi le banche sono reticenti a prestare quei soldi che la FED tutte le settimane regala loro. Sarebbe davvero interessante capire come venga impiegata la valanga di miliardi di dollari… anche se qualche idea ormai un po’ tutti se la sono fatta. Ma questo è il moderno mandato delle banche centrali: “salvare” il mondo spingendo in su i prezzi di tutto. Guai permettere agli squilibri di rientrare!

Passiamo ora all’altro dato “importante” e trascurabile del mercato immobiliare, ovvero il numero di case nuove vendute nel mese di febbraio. Ebbene si, anche questo mese non c’è stato limite al tracollo. Su base destagionalizzata, sono state vendute solo 250 mila nuove abitazioni, pari ad un 16.9% in MENO rispetto al terribile mese di gennaio. Un disastro dal punto di vista dell’economia reale, quella che non produce più case. Bernanke è stato visto uscire fischiettando dall’ufficio, recarsi presso la cartoleria più vicina al suo sacro tempio del debito perenne e tentare di acquistare cartucce di inchiostro. Non c’è riuscito, perché quel demente del titolare non ha accettato dollari in cambio di cose vere.

Ma vediamo meglio i dati. Innanzitutto la revisione a rialzo del dato precedente, che passa dai 284 mila della prima lettura ai 301 mila di quella attuale. Nonostante sia un buonissimo incremento, vi ricordo che tale dato è destagionalizzato e annualizzato; basta ciò un troncamento diverso del dato mensile non destagionalizzato per far schizzare in su o in giù quello annualizzato. Per queste ragioni, insisto nel proporvi il solito grafico non ritoccato dalla statistica.

Eccolo qui in tutta la sua miseria il peggior mese della storia statunitense, 19 mila case vendute, migliaia più migliaia meno ( tanto a questo punto cosa conta ), contro le 21 mila del mese precedente ( +1000 rispetto a quanto indicato precedentemente ). Ma forse per capire meglio la dinamica in atto, quella che da ormai un anno mi vede ripetere convinto che tutto quello che prima scende poi sale, conviene mostrarvi anche questo di grafico, destagionalizzato e annualizzato, che parte dal 1963.

Ripresa? Minimi, analisi tecnica? Fate voi, ma prima o poi dovrà pur salire

Mattacchiuz

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