Un mondo che cambia: crollano i margini aziendali e la produttività del lavoro

Pubblicato 31 Luglio 2013 Aggiornato 1 Febbraio 2015 18:00

Uno dei miei pallini, lo sapete benissimo, è il tema dell’occupazione e della produttività dei lavoratori.
La motivazione è semplice. Questi indicatori possono dirci, senza fronzoli, lo stato di salute dell’economia, e possono fungere da eccellenti indicatori anticipatori.
Ovvio, questo in un mondo dove l’economia reale non è troppo condizionata dall’economia comandata invece dalle banche centrali e dalla “carta stampata”.
Il risultato però, a lungo termine, non cambia. Cambia solamente il timing e, in linea di massima, il tempo dell’agonia.

Produttività del lavoro globale: diminuisce in ogni dove

Fintanto che i paesi emergenti “tiravano”, e questo grafico lo testimonia perfettamente, il mondo “andava alla grande” in quanto anche se c’erano delle aree geografiche con crescita più lenta, da qualche parte del mondo qualcuno “riequilibrava” la situazione. Ma ora guardate il grafico. Le cose non vanno più come una volta.

La colpa non è necessariamente dei lavoratori che si sono rapidamente impigriti, ma proprio di uno scenario che sta radicalmente cambiario. Proprio in questi giorni ne ha anche parlato il WSJ.

With global economies sluggish and sales growth at a crawl, big U.S. companies have had one route to push profits higher: Cut costs and squeeze suppliers. That strategy may be running out of steam.
Revenue at the companies that make up the Standard & Poor’s 500-stock index—excluding banks, whose profits have soared—is expected to creep up by just 1.1% in the second quarter from a year earlier, according to Thomson Reuters, which melds Wall Street analysts’ projections with company reports.
Earnings, meanwhile, are expected to decline 0.6%. That would be the first profit decline for nonfinancial companies since last autumn and the first time in a year that earnings grew more slowly than revenue, a sign that margin widening is petering out. (WSJ) 

Redditività aziendale quindi in diminuzione ed effetto su tutto il mercato, lavoro compreso.

Ma la cosa sorprendente e che poi, se si va a fondo, si scopre che il paese che ha mantenuto la miglior produttività anche a livello corporate è stato proprio il colosso USA, mentre molti mercati emergenti si sono visti collassare progressivamente redditività delle imprese, dei lavoratori e competitività.

NOTA BENE: il discorso vale per tutto TRANNE che per le banche le quali, ovviamente, viaggiano su “binaridorati” come ben sappiamo. Sarà un caso? Ma poi cosa accadrà quando la produttività aziendale USA inizierà a diminuire come nel resto del mondo? Lascio a voi le elucubrazioni del caso.

STAY TUNED!

DT

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