UNICREDIT tradeoption

di gremlin
Pubblicato 18 Novembre 2011 Aggiornato 18 Febbraio 2012 12:42

Con Unicredit ci facciamo solo il COVERED CALL WRITING, ma prima devo presentare questa vecchia signora del listino nostrano. E’ chiaro che “signora” è solo un eufemismo. Ormai l’ha data a tutti la possibilità di sedersi nel CdA e di farsi controllare: l’ha data agli amici arabi e libici di Berlusconi, alle fondazioni bancarie controllate dai governi locali leghisti (sempre amici del kaimano), a BlackRock e altri. Essendo una signora si è anche cosparsa di Profumo. La storia di Unicredit è un quadretto dell’Italia moderna. Nel 2008 quando la gente correva disperata a prelevare, i tre bancomat più vicini me erano chiusi per manutenzione, non avere più una lira si chiamava ‘mauntenzione’, per fortuna che ci ha pensato Gheddafi a ripararli.
Però alla luce della mega svalutazione di qualche giorno fa per raccordarsi al tier 1, una buona parola va spesa a favore di Unicredit: molto probabile che il bottom 2009 a 0,56 sia insuperabile (al ribasso); sotto 0,56 significa che ci sono altre schifezze che al momento solo pochi conoscono.
Ieri sembra che abbia battuto cassa alla BCE visto che a settembre le Banche Centrali Riunite (non è una coop, è un’associazione di altro tipo) hanno promesso finanziamenti ILLIMITATI al sistema bancario. Strano che questa dichiarazione non abbia prodotto lo stesso effetto della fine del gold standard.
Il grafico comunque ci dice tutto sul passato di Unicredit e non ci dice nulla di buono per il futuro a meno che non si voglia credere all’analisi tecnica e allora voilà servito uno splendido doppio minimo di lungo periodo! intanto prendiamo atto che dal maggio 2007 a oggi è stata conseguita una performance davvero straordinaria: -89% (amen).

Strategia
Una banca che ha appena svalutato asset farlocchi per oltre 10 miliardi, a questi prezzi è da comprare, ovviamente per scommessa mica per investimento… Siccome stiamo scommettendo solo col 51% di probabilità a nostro favore, se proprio dovesse scendere ancora cercheremo di limare un pochino il prezzo di acquisto con la vendita di call: compreremo al massimo 5000 azioni in 5 tranche e ciascuna tranche sarà accompagnata dalla vendita contestuale di una call.
La vendita della call è coperta dalla presenza in portafoglio dei titoli corrispondenti per cui ci prendiamo il solo e classico rischio del longhista; questa è un’operazione che non richiede assolutamente doti particolari di trader, occorre scegliere con un minimo di discernimento strike e scadenza della call e tutto fila liscio.

Operatività
Allora l’operazione è questa: si comprano 2000 azioni oggi a 0,75 con esborso di 1500€ e si vendono 2 call, la prima strike 0,85 scadenza dicembre e la seconda strike 0,9 scadenza gennaio. Con la prima incasso 35€ e con la seconda 52€, totale 87€.
Il prezzo di carico scende allora a (1500 -87) : 2000 = 0,7065
Se la vecchia signora perde quota fino a 0,7065 io sono ancora in pari, più sotto vado in perdita (ma a quel punto non uso più eufemismi, vecchia sì ma non più signora…).
Se alla prima scadenza del 16 dicembre il prezzo va oltre 0,85 il broker mi preleva dal portafoglio 1000 titoli e me li paga 0,85. Io che li ho pagati 0,7065 ringrazio, è stato un piacere, e lo sarà ancora di più sapendo che ho altre 1000 azioni che crescono.
Direi che per ora può bastare.

Spotlight
Qui la lista dell’operatività ancora in essere su altri fronti:
Saipem 1
Saipem 2
Terna
Intesa Sanpaolo
ENI
nei commenti si trovano eventuali aggiornamenti e approfondimenti

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