Utili e volatilità a confronto. Scatta un alert sui mercati.
Il VIX ormai è un indicatore che è molto conosciuto. Misura la volatilità e indirettamente il rischio percepito dal mercato. Il fatto che abbia raggiunto livelli molto bassi, non è sempre un segnale (secondo me) così positivo, in quanto potrebbe anticipare un aumento di volatilità e quindi di rischio sui mercati (leggasi debolezza).
Un interessante metodo, usato da Deutsche Bank per misurare il grado di “compiacenza” del mercato, è quello di “mixare” insiem28e il Price Earning e il VIX.
In linea di massima, quando il PE è maggiore del VIX, il mercato si dimostra più Confidente e quando questo rapporto si estremizza, proprio come in questi ultimi giorni, rappresenta un segnale di rischio per la tendenza stessa.
Questo tipo di rapporto l’ho postato assieme all’andamento dell’indice SPX su scala weekly, rendendo il confronto decisamente avvincente.
Devo ammettere che ci sono alcune dinamiche che non sono così ovvie e matematiche, come ad esempio il rapporto tra i tassi di interesse e gli utili aziendali (che poi vanno ad influire sul P/E stesso) e il nesso che lega lo stesso al VIX.
Vabbè, prendiamolo però per buono, anche perché sembra che questo mix funzioni. L’ultima volta che ha raggiunto questi estremi è stato nel 2007. Poi ricordate cosa era accaduto? Provate a guardate i massimi del primo grafico con quelli del secondo. Che ne dite? A livello statistico funziona. E’ solo una questione di TIMING.
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