WALL STREET: la recessione è lontana ma il sentiment resta negativo

di Lukas
22 Febbraio 2016 14:45

wall-street-fear-index

Anche se i segnali macroeconomici non illustrano scenari da recessione, i mercati restano sempre impostati con un sentiment negativo. Meglio aspettare tempi migliori. Analisi del COT Report del CFTC. [Guest post]

Cari amici, nell’ottava appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali, hanno confermato che l’elevata volatilità delle ultime settimane, è ascrivibile, non a nuove e specifiche cattive notizie sul fronte macroeconomico, bensì ad un sentiment particolarmente negativo circa le prospettive future dell’economia globale, a mio avviso non proprio giustificato. Ciò conferma, quello che soleva dire un vecchio e saggio operatore di mercato, ossia che “ i mercati orso sono sempre stati alimentati da un elevato stato d’incertezza “. In realtà nell’ultima settimana le notizie riguardanti il quadro macroeconomico complessivo sono state molto più positive delle aspettative. Segnalo in particolare i dati relativi al tasso d’inflazione Usa, che scongiurano a breve ogni ipotesi di recrudescenza deflazionistica. Il CPI di gennaio infatti è risultato pari al + 1,3 %, in netta crescita rispetto allo + 0,7 % di dicembre. Il PPI risulta anch’esso in rapida risalita segnando un – 0,3 % a fronte del – 1 % del mese scorso. Dati che tengono, peraltro, conto del tracollo del settore oil, al netto del quale il tasso di inflazione Usa risulterebbe già molto prossimo al target del 2 % fissato dalla FED. A posteriori sembra pertanto trovare giustificazione il primo aumento dei tassi deciso dalla FED in dicembre. Inoltre in molti, nelle ultime settimane, avevano paventato l’ipotesi di un’imminente caduta in recessione dell’economia Usa. Tale prospettiva è, però, stata seccamente smentita dalle ultime rilevazioni macroeconomiche che stimano tale probabilità in un esiguo 6,7 %, come testimonia il grafico seguente

recession-alert-usa

Ciononostante, sui mercati continua da mesi l’incertezza e la volatilità, che in alcune giornate si trasforma addirittura in paura e panico. Testimone particolarmente privilegiato dell’imperante sentiment negativo è il mercato obbligazionario. Basti pensare che, negli ultimi 2 mesi, la fuga dal rischio ha compresso i rendimenti sia del bond che del bund di circa 50 bps. Oggi il decennale Usa offre un rendimento dell’ 1,76 %, mentre quello teutonico addirittura dello 0,2 %. A questi livelli, il rischio di bolla, soprattutto sul bund, mi appare davvero molto elevato. Se poi si confrontano tali rendimenti, che depurati del tasso d’inflazione core sono già a livelli ampiamente negativi, con il dividend yield della gran parte dei titoli azionari, la fuga dal rischio tuttora in corso, appare davvero priva di ragioni e di logica. Confidiamo, comunque, che nelle prossime settimane, la forza dei fatti e dei numeri sopra evidenziati possa progressivamente tranquillizzare i mercati, e mutare l’attuale pessimo sentiment della maggioranza degli operatori.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : + 36.324

Large Traders : – 30.626

Small Traders : – 5.698

cot-report-spx-2016

Nel ribadire la configurazione affermatasi nelle scorse tempestose settimane, anche il mercato dei derivati azionari Usa conferma il perdurare di un sentiment estremamente negativo. In quest’ultima ottava le movimentazioni sono state infatti esigue pari a soli 5.359 contratti. In particolare, contrariamente alle mie aspettative, gli Small Traders confermano tutte le loro paure e ribadiscono tutto il loro scetticismo circa l’evoluzione futura dei mercati azionari Usa, cedono infatti altri 5.359 contratti long e consolidano ulteriormente la loro del tutto anomala ed insolita posizione Net short. I Large Traders, pur acquistando una parte del lotto, ossia 1.644 contratti long, confermano anch’essi tutti i loro timori e restano ancora saldamente in posizione Net Short. I Commercial Traders, sono quindi costretti a difendere con ancora maggior forza le proprie posizioni aperte sul mercato primario, e ad acquistare altri 3.715 contratti long. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, che non ci piacciono affatto, ci segnalano infatti che il sentiment degli operatori rimane ancora estremamente negativo, nonostante il tentativo di rimbalzo registrato nella scorsa ottava. Confidiamo, comunque, nella forte presa delle “ Mani Forti “ sul mercato, in attesa che si diradino progressivamente i timori e le incertezze che oggi attanagliano, credo a torto, la maggioranza degli operatori. Momento che si prospetta, pertanto, ancora molto incerto e difficile, che cercherò, comunque, di tradare con il mio ormai noto ed originale trading system, fondato sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’altra sempre convulsa settimana, il mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una perdita annua pari all’ 8,69 %. Perdita comunque di gran lunga inferiore a quella registrata dal nostro benchmark di riferimento, costituito dal Ftse All Share, pari nel contempo al – 20,38 %. Una sovra-performance dell’ 11,69 %, che ci tornerà molto utile nel corso del prosieguo dell’anno, allorchè i mercati invertiranno il loro attuale down-trend. In coerenza con la mia ottimistica view generale, confermo, nel frattempo, per il 100 % del mio portafoglio la mia esposizione long sull’equity italiano. Chi desidera approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla 22composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se lo vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto.
Informati presso il tuo consulente di fiducia. Se non ce l’hai o se non ti fidi più di lui,contattami via email (intermarketandmore@gmail.com).
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)