FED: taglio come previsto guidando “nella nebbia”
Il post precedente era sicuramente centrato. Jerome Powell è arrivato alla conferenza stampa del FOMC con una secchiata d’acqua gelida. Il taglio dei tassi di interesse di un quarto di punto, che porta il range tra il 3,75% e il 4%, era atteso.
Ma se pensavate che l’atmosfera fosse distesa, l’analisi intermarket suggerisce cautela. La parte del discorso di Powell che ha davvero fatto girare gli indici azionari in negativo è stato il suo commento sul futuro:
“…un taglio a dicembre è “lontano dall’essere una decisione scontata” (far from being a done deal).
La Metafora Padana del “Guido nella Nebbia” e il Mercato del Lavoro Fantasma
Powell ha usato una metafora che, se fosse stato un banchiere centrale padano, avrebbe fatto sorridere: “Cosa fai se stai guidando nella nebbia? Rallenti”. Una frase che riassume perfettamente il disagio del board in un contesto di dati incompleti e “opinioni fortemente divergenti”.
La disoccupazione è stata bassa “fino ad agosto” (ferma al 4,3%), ma lo shutdown federale ha tolto alla Fed i suoi barometri più affidabili, lasciando le decisioni appese a stime “all’incirca” e a segnali ambigui da parte di enti come ADP, che a settembre ha registrato perdite di posti nel privato.
Questo buco informativo è la scusa perfetta, o forse il motivo reale, per l’indecisione sul futuro.
Addio QT: Un Aiuto (Disperato?) Alle Condizioni Finanziarie
Un altro elemento cruciale, passato quasi in sordina, è lo stop al Quantitative Tightening (QT) a partire dal 1° dicembre. Dopo oltre tre anni, la Fed ha deciso di interrompere il piano di riduzione del proprio bilancio di $6.600 miliardi, reinvestendo i titoli garantiti da mutui (MBS) in scadenza in Treasury a minore duration. È un po’ come aggiungere benzina (a bassa duration) nel serbatoio dell’economia per evitare che si spenga, ammettendo implicitamente che l’aria si sta facendo pesante.
E così, tra una divergenza di voto (un membro voleva 50 pb di taglio, indovinate chi era, un altro zero) e un complimento distratto al settore tech (“Non siamo dentro una bolla tech simil anni ’90: le aziende dell’AI hanno utili reali”), Powell ha lasciato il palco.
La sintesi è che la traiettoria è in discesa, ma il ritmo è incerto. La scommessa dei mercati su un ulteriore taglio a dicembre è crollata dal 90% al 63%. La cautela regna sovrana: “Se c’è un livello molto alto di incertezza, ciò potrebbe essere un argomento a favore della prudenza”. Una frase da incorniciare per chi, in finanza, spesso si illude che le cose vadano sempre come previsto.
Nel frattempo, il plot twist politico si avvicina. Sotto l’albero di Natale, l’amministrazione Trump promette il nome del sostituto di Powell. Kevin Hassett e Kevin Warsh sono in pole position. L’attesa non è solo per la politica monetaria, ma per il volto che la rappresenterà. La finanza, dopotutto, è anche una questione di volti e percezioni. E in questa nebbia, un volto nuovo potrebbe voler dire una sterzata improvvisa.
STAY TUNED!