SP500: ritracciamento a breve

di gremlin
4 Gennaio 2011 15:50

Il 14 dicembre con l’indice SP500 a 1229 scrivevo “Obbligatorio essere rialzisti” e indicavo tre target elliottiani il primo dei quali a 1288. Ieri nuovo top a 1276.

Analisi elliottiana
Tutto quello che è salito dal 2 luglio è onda primary costituita da 5 sottoonde (grado major). Al momento ci troviamo nella fase finale di onda 1 major e più precisamente nella sua quinta sottoonda (grado intermediate). Ci vorranno altre 4 onde di grado major per completare questa primary (per me è una C) che dovrebbe avere una vita residua di 15 mesi massimo. A breve, molto probabilmente entro metà febbraio, è logico attendersi una correzione (onda 2 major) a cui seguirà un altro corposo rialzo. Se l’attuale 1 major terminasse col top di ieri, secondo teoria la prossima gamba di rialzo dovrà avere almeno la stessa ampiezza del movimento 2 luglio/3 gennaio e cioè di 265 punti. Quindi sommando 265 al prossimo bottom (fine onda 2 major) otterremo il primo target rialzista di onda 3 major.
Detto questo non ho detto un bel niente di carattere operativo. Infatti il “problema” non è sapere SE ci sarà un ritracciamento significativo a breve ma prevedere quanto potrà essere estesa la correzione. Ipotizzando la fine della 1 major ieri a 1276 (1 major = 265 punti) mi rimetto a dare i numeri:
1. se “2 major = 38,2% di 1 major” allora 1276 – (265 x 0,382) = 1175
2. se “2 major = 50,0% di 1 major” allora 1276 – (265 x 0,5) = 1143
3. se “2 major = 61,8% di 1 major” allora 1276 – (265 x 0,618) = 1112
I tre suddetti ipotetici ritracciamenti della 2 major (pallini blu nel grafico) hanno un’estensione significativamente inferiore al ritracciamento dell’onda B primary (30 aprile/2 luglio = 209 punti) e quindi al momento li ritengo tutti ugualmente possibili. Guardando anche ai cross volumetrici 1175 è da considerarsi come supporto forte che rende meno probabili ulteriori approfondimenti.
A parte le intangibili disquisizioni elliottiane, dando un occhio all’intermarket ci accorgiamo che il bund sta correggendo al rialzo dal 15 dicembre e lo stesso per il tbond dal 27 dicembre. Pure il dollar index si mantiene da un mese in un trading range piuttosto stretto rimanendo ben al di sopra del minimo di 75,6 del 4 novembre (ieri ha chiuso a 79,1). Solo il CRB index si mantiene fortemente correlato all’equity.

Operativamente
Breve periodo (tre mesi)
Ancora nessun segnale ribassista per cui mantenere i long.
L’investitore “attivo” farebbe bene a seguire giornalmente i mercati per essere pronto a chiudere gradualmente le posizioni e riaprirle su nuovi segnali rialzisti. Il trader in opzioni deve assolutamente astenersi dal vendere put scoperte.

Medio/lungo

Il cassettista classico, quello che fa i pac robotizzati per intenderci, non rischia granchè e se è sopravissuto al 2008 nulla lo può più spaventare ed educare. Consigliabile sospendere il prossimo versamento pac e riattivarlo a correzione avvenuta. Il trader in opzioni con ascendente “investitore” potrebbe vendere call scoperte giugno e dicembre 2011 sul bananone italico (mib) o europeo (eurostox), il dax resta sovraperformante e richiede maggiore attenzione. Very interesting le call su future giugno AUD/USD 1040 e EUR/USD 1440: poco margine, spazio per proteggersi e un incasso da sballo.

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