Sprint finale dei mercati 2011: cosa accadrà?

20 Dicembre 2011 09:11

Macroeconomia legata alle tematiche delle banche centrali, al FMI ed al credit crunch. Ma cosa aspettarsi dal fatidico rally natalizio? Natale toro in arrivo?

Questo blog è stato sempre molto chiaro sul fatto che l’Italia non sarebbe fallita: o per lo meno non adesso. I motivi sono legati NON solo all’Italia stessa ma soprattutto agli effetti ed alle conseguenze che un default italiano avrebbe sull’economia e sulla finanza globale. Le conseguenze sarebbero semplicemente devastanti.

Quindi, cari amici, facendo un quadro della situazione, possiamo dire che l’Italia e il governo Monti ha fatto la sua parte. Non parlo di manovra finanziaria costruita bene. Parlo di credibilità. Quanto sta facendo il governo, AMPIAMENTE discutibile (soprattutto perché, secondo me, è esageratamente politicizzato e sono state svuotate le tasche ai soliti noti) è sufficiente per ridare all’Italia un’immagine che in due parole si può definire di “buona volontà”. Ovvero l’Italia vuole uscire da questa situazione molto “scomoda” e per farlo è disposta a fare dei sacrifici. Ben poco popolari, ma a fare dei sacrifici.

Ecco, questo è quanto vedono oggi dall’Estero. Ed è un quadro estremamente importante perché l’italia potrà uscire da questa empasse SOLO se ci sarà il sostegno dell’Unione Europea. E questo sostegno sarà possibile SOLO se noi facciamo la nostra parte. E questa buona volontà potrebbe anche portarci qualche buona notizia a livello di rating (non oggi, ben inteso, anzi…). Tutto molto prematuro ma assolutamente non impossibile, anche perché come è noto le agenzie di rating (S&P, Moody’s e Fitch) si dilettano oggi in tagli sparsi, puntanto soprattutto su una bassa crescita prevista e su un settore bancario colabrodo. Ma se arrivano i segnali giusti il vento potrebbe cambiare.
Nel frattempo poi, il mercato e la classe politica, sta iniziando a capire (senza fretta!!!) che si tratta di crisi vera, di recessione, e di rischio CONTRAZIONE (ma tu guarda, ci arrivano anche loro) che potrebbe portare alla Giapponesizzazione (ve li ricordate i grafici sulla velocità di circolazione della moneta?) con crescita bassissima in Eurozona per molto tempo.

Focus sulla liquidità: la BCE garantisce benzina al sistema

Ma il problema chiave oggi è la LIQUIDITA’. Necessaria perché le BANCHE sono il vero problema della crisi, non dimentichiamolo mai, molto più del debito sovrano. E allora, ecco che arriva il nostro Super Mario Draghi, che promette ulteriori mosse in ambito di politica monetaria. Per farla breve, la BCE e i vari organismi internazionali hanno intenzione di inondare il mercato di liquidità. E il ruolo della BCE diventa sempre più determinante, sempre all’interno del perimetro previsto dai trattati, ma comunque ancora più vicino allo stile della sorella FED, che già ci ha fatto vedere in passato come si può sommergere il mercato di liquidità. Con una differenza. La BCE non stamperà, ma cercherà di “liberare” denaro (operazioni coi collaterali). E lo farà in modo generoso, garantendo praticamente liquidità infinita alla modica cifra dell’1%, permettendo addirittura ad alcuni istituti di ingrassarsi, se non necessitano realmente di liquidità, con dei banali acquisti (compro BTP e mi indebito in BCE, tanto banale quanto efficace e, a questo punto, senza rischio).

La FED invece, ben più avanti nel suo progetto, ha già invece fatto tutto il possibile in questo ambito. Tassi ormai a zero, quantitative easing che ha già visto due puntate…chiisà, forse ora ci arriva la terza… Insomma, di cartucce da sparare la FED non ne ha più molte se non quella della STAMPA.
Una cosa però occorre dirla: con questa politica spavalda, la FED è riuscita a tamponare una crisi devastante (subprime) e la BCE prende lezione.
Voi mi direte: ma la FED ha fatto la cosa giusta? La risposta è NO, questa crisi nasce dal passato, dalla politica monetaria espansiva di Greenspan, dalla mancata regolamentazione dei mercati, da una serie di inefficenze che ci hanno portati nella più grande crisi finanziaria della storia moderna e, permettetemi, ben peggiore di quella vista nel 1929.
E proprio per evitare che si possa vedere un nuovo 1929, le banche centrali non vogliono lasciare i mercati senza liquidità. A costo anche di crescere magari poco o niente per tanti anni. Ma come dico spesso, in questo momento occorre scegliere il male minore.

A dare una mano poi doveva essere il FMI, il Fondo Monetario Internazionale. L’Eurozona doveva finanziarlo con 200 miliardi che fornivano un’ulteriore solida barriera protettiva (come vedete, si tratta SEMPRE e SOLO di costruire delle mura di denaro). Peccato che la Gran Bretagna, coerentemente con le sue decisioni prese qualche giorno fa, decide di non mettere la sua parte. E così si raccolgono “solo” 150 miliardi. Ma la cosa curiosa che uno dei paesi che devono versare più soldi pro quota, è proprio quello al centro della crisi… L’ITALIA!!! Non so perchè ma sto meccanismo non mi quadra un gran che…

Avete letto bene. L’Italia dovrà versare 23.48 miliardi. Nelle nostre condizioni finanziarie suona come un controsenso. Però questa è la realtà dei fatti- Denaro che esce dalla porta per poi magari rientrare (maggiorato) dalla finestra. Però ciò che conta è che la diplomaziona dell’Eurozona continua a fare acqua da tutte le parti. E fosse mai una volta che si raggiunge un accordo all’unanimità, serenamente e per il bene comune. Ma ormai ci abbiamo fatto il callo…

Scusatemi, mi sono dilungato un po ‘ troppo ma mi è venuto naturale cercare di ridisegnare un quadro un po’ più completo della situazione, al fine di far meglio comprendere al lettore cosa sta accadendo. Ma di questo e di molto altro ho parlato in questo post che vi consiglio caldamente per capire cosa sta per accadere.

Ma andiamo alle conclusioni.

Banche centrali che capiscono l’importanza del loro ruolo assistenziale. E quindi mercati che non resteranno senza liquidità nel breve, elemento fondamentale soprattutto viste le imposizioni dell’EBA sul core tier 1 delle banche Europee. il FMI sosterrà per quanto potrà. Meglio di niente.

Quindi per l’analisi tecnica conviene attendere. Qualsiasi cos fatta ora rappresenta una scommessa. Al momento è più che evidente che la fase di congestione non ha ancora trovato una soluzione. Però nel breve lo sforzo collettivi del sistema potrebbe portare ad esiti positivi della fase di trading range.

La logica mi porta quindi a pensare che il mercato potrebbe scontare questo dato. E quindi potrebbe prendere fiducia, e con esso il trend delle banche. Ma non si tratterà di un’inversione di tendenza. Il malato è sempre molto grave, ma una buona dose di morfina natalizia allevierà il dolore. Poi però, la malattia tornerà a farsi sentire. Ma per intanto godiamoci questi attimi di felicità (sempre se arriva of course!). Anche perchè potrebbe essere una felicità di breve durata e nemmeno troppo intensa.

Detto questo… Buon Natale a tutti!

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DT

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