L’ombra dei CDS sul piano di ristrutturazione debito greco

23 Febbraio 2012 09:30

GRECIA: Haircut e abbattimento degli interessi. Ma occhio che i Credit Default Swap potrebbero diventare un importante elemento destabilizzante.

I nomi di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff non suoneranno certo nuovi ai lettori di IntermaketandMore.
E non posso negare che il pensiero in questi giorni l’ho rivolto a loro, quando il FMI ha detto che, secondo i loro calcoli, la Grecia avrà un debito pubblico sostenibile quando raggiungerà un rapporto debito/PIL pari a quello attuale dell’Italia, ovvero il 120%, poi corretto dalla troika al 120.5%. La quale Italia, non dimentichiamolo, dovrebbe tornare in un ventennio al ratio Debito/PIL pari al 60%. Ma questa è un’altra storia.
Perché pensavo ai due premi Nobel per l’Economia? Perché secondo loro il ratio sostenibile è pari al 90% e non 120%.

Qui la prima falla nei calcoli, visibile anche le grafico di cui sopra. Poi il resto lo avete già letto ieri nel post sulla Grecia. Morale: da più parti si legge di conti fatti quasi “con leggerezza” ed eccessiva fiducia. Come se tutto fosse diventato molto facile.

Prendo questi soldi qui, li metto li, taglio la, diminuisco questi interessi e così via.

Ma le cose sono un po’ più complesse. Già la società di rating Fitch ieri ci ha riportati “sulla terra reale” facendoci scendere dalla nuvoletta dei sogni con un passaggio della Grecia a C e quindi ad un passo dal cosiddetto “Restricted Default” post haircut. Ma facciamo ben attenzione. Non fermiamoci qui e non pensaimo che ormai è tutto deciso e siamo realmente in sicurezza.

Ora occorre guardare alla “fase successiva”, ovvero alle decisioni del PSI e soprattutto al tasso di partecipazione.
Da questo ultimo elemento potremmo avere per la Grecia ben 4 scenari diversi di cui SOLO uno non porterà allo scatto automatico del CDS come copertura sul rischio emittente greco.
Ma questo il mercato lo sta prendendo in considerazione?
Se scattano i rimborsi delle polizze assicurative (credit defautl swap) quale impatto subirà il sistema?
Ma badate bene (e qui sta la cosa interessante). Nell’ipotesi invece che i CDS NON dovranno rimborsare, cosa accadrà al mercato dei Credit Default Swap? Sarebbe uno scenario dove praticamente un contratto scritto non viene onorato. Possiamo ritrovarci con il rischio concreto di un sell off dei vari CDS negoziati sui mercati, in quanto considerato solo più un prodotto che copre solo quando a qualcuno fa comodo?

Una cosa è certa: se arriva la vendita massiva di CDS, il mercato obbligazionario dei paesi periferici si troverà nuovamente in forte pericolo in quanto i gestori, non sentendosi più protetti coi CDS, saranno costretti a vendere in fretta e furia il contratto di CDS stesso per recuperare qualcosa, ma poi dovranno anche liquidare la posizione del sottostante.
Vi presento qui sotto la mappa di BNP Paribas con tutte le possibilità che si possono riscontrare con la partecipazione del PSI alla ristrutturazione.
Vi troverete l’ipotesi già vista con:

a) Uruguay
b) Northern Rock
c) Anglo Irish Bank
d) Argentina

Come detto solo nel primo caso NON è scattato il rimborso dei CDS. Ma in tutti gli altri si.
Mi sembra incredibile che il mercato prenda quasi sottogamba questi fattori, come se tutto fosse sotto controllo. Sotto controllo un bel piffero. E per la banca Francese lo scenario molto probabile sarebbe quello stile “Northern Rock”

Un’ultima cosa. Negli ultimi giorni i CDS sulla Grecia stanno salendo di prezzo. Hmmm…non solo non li stanno vendendo ma addirittura qualcuno compra… Scartare a priori lo scenario Uruguay?

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DT

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