Gli errori della Troika porteranno nuovi danni all’interno dell’Unione Europea

Pubblicato 10 Giugno 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 10:05

Il FMI ammette i suoi sbagli sulla gestione della crisi Grecia (e non solo) ma poi chiede un nuovo taglio del debito (Haircut). Si crocefigge ora l’austerity ma non si danno vie alternative. Se non si cambia indirizzo, non si potrà che peggiorare.

Quanto è stato fatto per salvare la Grecia è stato sicuramente tardivo, poco utile ed anzi dannoso.
E la politica di pura austerity non ha certo portato i frutti sperati.
Fu così che in pochi giorni, le strategie della Troika vennero seppellite dai fatti e dal FMI che non solo ammette le proprie colpe, ma addirittura rincara la dose sull’haircut del debito.

Ma andiamo con ordine.

I grandi errori del FMI e della Troika

Qualche giorno fa, il FMI se ne usciva con un report definito «Strettamente confidenziale» dove lo stesso ammette di aver sbagliato nel salvataggio di Atene, sottovalutando i danni delle misure di austerità prescritte nel piano di salvataggio concesso alla Grecia.
Beh, non ci voleva certo un report  “TOP SECRET” per capire una cosa talmente ovvia! E’ fisicamente, matematicamente, umanamente per la Grecia ed il popolo greco continuare questa campagna di austerity, assurda della dinamica, nei risultati e anche nelle prospettive. Ma ormai è tardi. La Grecia ha subito le pressioni più assurde dalla Troika. Ma attenzione: questa repressione è poi stata anche “toccata con mano” da altri paesi. Qualche nome? Portogallo. Irlanda e perché no? Anche Italia.

Per carità. La Troika ha negoziato aiuti con questi stati raggiungendo cifre senza precedenti. Se prendiamo ad esempio i prestiti verso la Grecia, il FMI ha finanziato per 240 miliardi, cioè il 130% del Pil del Paese del 2013, molto più di quanto abbia mai ricevuto qualsiasi altro Paese, sia in valore assoluto che in termini relativi. Anche i prestiti verso l’Irlanda (85 miliardi) e il Portogallo (78 miliardi) sono più grandi di quelli normalmente forniti dall’Fmi.

Però a conti fatti, tre anni dopo, si scopre che questi aiuti hanno avuto esiti relativi. Prendiamo la disoccupazione. E’ aumentata dappertutto. Il conflitto sociale è lievitato. A parte l’Irlanda, dove però la crisi bancaria è stata gestita diversamente con forti perdite anche degli obbligazionisti bancari (vedi titoli subordinati), per gli altri è stato abbastanza disastroso.

La Grecia: il Pil si è ridotto del 20% dal 2009, rapporto debito pubblico/Pil è ora addirittura superiore a quello presente PRIMA dell’haircut (proprio a causa del crollo del PIL). E questo drammatico scenario è da imputare proprio alla Troika. Troppo tardivo il suo intervento per salvare e salvaguardare la Grecia, per poi creare un piano insostenibile e iperottimistico. Insomma, un comportamento da veri principianti.
Oppure volevano illudere tutti, mercato e greci, di un futuro che NON poteva esistere?

Una sola grande certezza: tutto questo DEVE servire come monito che però, ahimè, rischierà di avere altri seguiti. Infatti è palese il fatto che continuare a trattare i vari singoli casi di crisi in Europa SENZA valutare il complessivo rapporto oneri/benefici su TUTTA l’Eurozona è un errore madornale. Uno dei costi da dover pagare per un’Unione Europea che è tutto fuorchè una vera Unione.

Nuovo haircut per la Grecia?

E proprio a causa di questa errata gestione della vicenda greca, ecco arrivare la proposta di chi fa parte della Troika e che non solo ammette le colpe, ma propone nuovi sconquassi.

(AGI) – Berlino, 9 giu. – Per rimettere in sesto i conti di Atene e’ necessario procedere ad un nuovo taglio del debito greco. Lo ‘Spiegel’ rivela che il Fondo monetario internazionale (Fmi) sta aumentando le pressioni sui Paesi dell’Eurozona per far attuare un nuovo taglio del debito greco entro quest’anno, unica maniera per coprire il buco di bilancio di Atene di 4,6 miliardi di euro previsto per il 2014. Il settimanale di Amburgo aggiunge che l’Fmi e’ disposto a partecipare ulteriormente al programma di salvataggio della Grecia solo se il finanziamento dei conti di Atene e’ garantito per i prossimi 12 mesi. Per questo motivo, spiega lo Spiegel, il Bundestag deve dare al piu’ tardi entro dicembre il proprio assenso al nuovo taglio del debito greco, anche perche’ a subirne le conseguenze sarebbe la banca pubblica di sostegno agli investimenti “KfW”, che ad Atene ha gia’ concesso 15 miliardi di crediti. Il settimanale scrive che finora il governo tedesco si oppone ad un nuovo taglio del debito greco, poiche’ teme che una decisione del genere presa prima delle elezioni per la Cancelleria del 22 settembre evidenzierebbe che parecchi miliardi forniti ad Atene con i soldi dei contribuenti andrebbero perduti. Nei giorni scorsi l’Fmi aveva ammesso di aver stimato per anni in maniera troppo ottimistica la situazione greca. (AGI) .

Fatevi due conti e provate a dire chi pagherà anche stavolta. Forse le banche? Resta il fatto che una gestione così dissennata non potrà che portare ulteriori inefficienze all’interno degli stati già in crisi e nell’Eurozona stessa, aumentando il divario tra Nord e Sud, tarpando definitivamente le ali ad ogni ipotesi di ripresa economica, distruggendo quel poco di tessuto economico che ancora è rimasto.
Ovviamente il riferimento è anche per la Nostra Italia che ha già dovuto pagare l’amaro scotto dell’austerity (che era una strada OBBLIGATA, non scordiamocelo, perché IMPOSTA), una strada che tutti oggi ammettono come profondamente errata se “fine a se stessa”. Però non mi sembra di vedere all’orizzonte proposte credibili per ripartire. E queste proposte, se fosse una vera Unione Europea, dovrebbero partire PROPRIO dalla Troika.

STAY TUNED!

DT

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