Contratto Lavoro Bancari: disdetta anticipata dell’ABI. Perché la colpa della crisi è dei dipendenti!

GUEST POST: revoca unilaterale del contratto nazionale. Si va verso lo sciopero generale? Il commento di Luigi B., bancario e giornalista “part time”
Alla fine la disdetta del Contratto Nazionale dei Bancari unilateralmente da parte dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) è arrivata. La cosa era temuta ed in effetti è avvenuta.
Lo stralcio ha anticipato la scadenza di giugno 2014 quando il contratto, firmato con le rappresentanze dei dipendenti delle banche italiane, sarebbe naturalmente scaduto.
Vengono così bloccati gli aumenti contrattuali automatici previsti contrattualmente.
La motivazione? La crisi economica, l’elevato costo del personale e la qualità del credito, ovvero l’incremento delle sofferenze.
La cosa mi fa sorridere in quanto sono certamente i dipendenti che decidono SE concedere un finanziamento o meno. La maggior parte delle banche hanno concesso finanziamenti e prestiti in modo anche “allegro” per motivazioni politiche o di convenienza. Ed oggi quelle concessioni sono “saltate” ed a pagare non sono certo COLORO che hanno autorizzato l’operazione.
In merito alla crisi economica, è un modo per dire: “tutti subiscono licenziamenti e limitazioni. Anche voi, bancari, dovete subire in qualche modo”.
E poi…il costo del personale. E qui lasciatemi aprire qualche parentesi.
Facciamo un salto indietro, ovvero al 2012…
… gli alti dirigenti bancari nel 2011 non se la sono passata male: si sono divisi 134 milioni di euro. In testa Intesa Sanpaolo, con 28,3 milioni; poi Mediobanca con 20,8, Unicredit con 18,7 e il Banco Popolare con 18,2 milioni. Se quindi per le banche l’austerity c’è stata, è stata decisamente contenuta. Tanto che la Banca d’Italia ha invitato a intervenire sul contenimento dei costi anche “agendo sui compensi” dei dirigenti. Nella cifra sono comprese anche anche le liquidazioni.
Nulla da eccepire, solo che, secondo il bollettino statistico della Consob le banche italiane nel 2011 hanno accumulato complessivamente perdite per 26,1 miliardi di euro, a causa della svalutazione degli avviamenti accumulati negli anni dei grandi processi di aggregazione. E questo ha delle serie conseguenze per i dipendenti: sono stati avviati programmi di esuberi che coinvolgono circa 20 mila persone. (Source)
Ops, ma cosa leggo… Austerity non certo per i dirigenti bancari che già nel 2012, in piena crisi, non hanno conosciuto alcun sintomo della crisi, anche se le banche avevano i loro bei problemini.
Nel 2011, l’ultimo anno per il quale sono disponibili informazioni, quasi cento dirigenti bancari italiani hanno portato a casa uno stipendio totale superiore al milione di euro con una media di 1,64 milioni a testa. Un dato che, seppur in flessione rispetto all’anno precedente, colloca la Penisola al quinto posto della classifica europea per numero di “top earners”, i manager più pagati dei vari istituti di credito del Vecchio Continente. Lo segnala la European Banking Authority (EBA) nell’ultimo report pubblicato. Nella graduatoria per numero di milionari svetta, manco a dirlo, il Regno Unito con oltre 2.400 dirigenti sopra la soglia dei sei zeri e una retribuzione media superiore al milione e 400 mila euro. Seguono nell’ordine la Germania (con 170 dirigenti), la Francia (162) e la Spagna (125).
Gli 1,64 milioni di euro di stipendio medio versati dalle banche italiane ai dirigenti più pagati identifica un esborso complessivo di circa 157 milioni contro i 247 versati nel 2010. Come dire un calo del 36%. Nel Regno Unito, per fare un paragone, la diminuzione è stata pari al 40% (da 5,8 a 3,5 miliardi) contro il meno 18,5% della Germania (da 383 a 312). A sorprendere, nel caso italiano, è però un altro aspetto: l’incredibile peso della componente fissa. Lo stipendio variabile, ovvero i bonus e i benefit vari accordati ai top manager bancari italiani, infatti, vale circa il 47% della retribuzione totale contro il 72% della Germania e il 78% del Regno Unito. Ad oggi, soltanto i dirigenti più ricchi di Svezia, Cipro, Danimarca e Grecia evidenziano percentuali inferiori.
La crisi, insomma, ha fatto il suo determinando una riduzione complessiva delle retribuzioni. Ma i banchieri, nonostante tutto continuano a passarsela piuttosto bene. Per lo meno in relazione ai loro dipendenti.
Nel 2012, ha denunciato uno studio di Fiba Cisl, i massimi dirigenti bancari e assicurativi italiani hanno incassato in media stipendi 42 volte superiori a quelli degli impiegati del settore.
E a qualcuno è andata persino meglio. Per Enrico Cucchiaini di Intesa Sanpaolo (nella foto), il rapporto rispetto alla media Abi è stato addirittura di 108 a 1. Federico Ghizzoni di Unicredit ed Enzo Chiesa di Bpm hanno ricevuto retribuzioni superiori alla media rispettivamente di 82 e 80 volte. Per guadagnare la cifra percepita da un impiegato medio nel corso di un anno, ha ricordato ancora la Fiba, agli amministratori delegati di Intesa Sanpaolo e Generali sono sufficienti appena tre giorni di lavoro. Anche per questo lo stesso sindacato di settore ha recentemente lanciato una campagna per una proposta di legge di allineamento delle retribuzioni massime dei banchieri a quelle dei grandi manager pubblici attorno a quota seicentomila euro. (SOURCE)
Tiriamo le somme. E’ proprio così corretto colpire i dipendenti mentre i dirigenti continuano allegramente ad ingrassarsi come se la crisi non fosse un loro problema?
E per chi dice che sulla massa, i volumi dei dirigenti NON contano, dico solo che in realtà non è così. Senza poi dimenticare che sono proprio i dirigenti che hanno creato le voragini nelle banche, causando perdite su crediti senza poi parlare di derivati e quant’altro.
Ma si sa, da quando mondo è mondo funziona così…
Una cortesia, fate girare questo articolo a tutti. Un ennesimo scandalo italiano deve essere noto a tutti, un sistema che ormai era tutto fuorchè meritocratico, come quello bancario, deve essere totalmente riformato, partendo PROPRIO dai dirigenti e NON dai dipendenti.
Un ringraziamento a DT se vorrà pubblicarte queste poche righe di denuncia. Il suo blog è un luogo ideale per esprimersi liberamente. Purtroppo io non ho le competenze per poter commentare gli eccellenti appunti dell’autore, ma il suo prezioso lavoro è seguito dal sottoscritto e da altri suoi colleghi giornalmente.
Continua così e grazie di tutto.
Luigi
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Grazie a te Luigi, come vedi ho provveduto a pubblicare integralmente il tuo articolo. Spero di risentirti presto.
STAY TUNED!
DT
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