Forconi a Torino vissuti in diretta: il conflitto sociale diventa realtà

Pubblicato 10 Dicembre 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 07:55

Non è bello essere autocelebrativi ma quanto sta accadendo in queste ore con la cosiddetta “rivolta dei Forconi” non mi sorprende per nulla. Chi mi segue da più tempo, ricorda sicuramente quanto abbiamo martellato sul rischio del cosiddetto “conflitto sociale”. La Grecia era un esempio verso a cosa si sarebbe andati incontro. E ora è il momento anche per l’Italia.

Una crisi che arriva da lontano, e non certo si è venuta a creare solo negli ultimi anni. Una crisi che è partita proprio nel millennio passato e che ha generato prima la bolla internet e poi la bolla subprime. Una crisi che è guidata da una politica monetaria sfrontata e spavalda. Una crisi che è gestita solo nell’interesse di alcuni, di poter continuare a tutelare chi ha sempre dominato e permettere a queste lobby di continuare a fare soldi.
Insomma, una crisi guidata dall’avidità, dall’egoismo, da tutte quelle cose negative che alla fine portano all’autodistruzione. […] E tutto questo non potrà che portare al conflitto sociale, una sorta di scontro forse più silenzioso di quello vissuto con una guerra (perché non guidato da cacciabombardieri) ma non meno devastante.
Insomma, una crisi che deve essere vista prima ancora che nell’economia, nell’uomo e nella società.Sissignore : UNA CRISI DELL’UOMO. (Source)

Questo è solo un esempio dei vari articoli che potrete appunto visionare cliccando su “conflitto sociale”. 

Ho avuto modo di vedere in queste ore la gente, quella che si è riversata in strada, gente di ogni tipo e razza. Tutto subito ho pensato ad un movimento populista, uno di quelli che ogni tanto scendono a protestare senza però portare nulla di nuovo. Ma questa volta l’atmosfera mi sembra diversa. C’è veramente di tutto qui a Torino: agricoltori, allevatori, venditori ambulanti, camionisti, precari, studenti, disoccupati, immigrati, a cui vanno aggiunte frange più “estremiste” come i tifosi Ultras presi in prestito dagli stadi, i NO TAV e anche qualche soggetto che si sarà divertito a fare il Black Block. Ovviamente la mia attenzione non va alle ultime categorie nominate ma solo a quelle più “sane”.

La loro protesta voleva essere pacifica, e secondo me lo è stata perché, per le dimensioni che il movimento ha assunto, ci sarebbero stati tutti i presupposti per il caos TOTALE. Certo, qualche episodio più violento c’è stato, ma meno di quanto potessi immaginare.

Qui in centro hanno bloccato tutto. Ovviamente le stazioni, prese d’assalto, ma anche le vie principali, il cuore di Torino. E quando si parla di cuore si pensa subito a Piazza Castello e Piazza San Carlo.

“Vogliamo dire basta a quello che non va bene, vogliamo che il governo si dimetta. Non ci interessa un tavolo, se ne devono andare. Noi siamo responsabili delle nostre azioni, si persegua chi ha comportamenti incivili”.

Parole a volte confusionarie, ma negli occhi della gente si legge la paura e la rabbia.

La paura per un futuro che non esiste più e la rabbia perché qualcuno ce l’ha tolto.

Si, me compreso, perché il futuro l’hanno rubato anche a me e, permettimi, anche a te, se sei un cittadino italiano. Inutile dirlo, già lo sapete. La malagestione politica nel corso degli ultimi 40 anni ci ha portato in questa condizioni. E uscirne fuori sarà QUASI impossibile, ma la prima cosa da fare è la rivoluzione della politica stessa, un mondo nuovo, dove vengono fatte quelle riforme ed effettuati quei tagli che le lobby, oggi, continuano a frenare. Perché è lì il potere, nelle lobby, che comandano tutto e tutti.

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I poliziotti si tolgono il casco davanti al movimento dei Forconi

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I media e i Forconi

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Stasera il centro di Torino ancora in blocco per i Forconi

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Il prefetto di Torino chiede rinforzi

Ma quanto accade a Torino, accade in ogni angolo d’Italia. La gente non ne può più, è esasperata, e quanto a muovere non è solo un ideale, non è solo un interesse ma è la FAME, sappiate che tutto può succedere. Qui per strada c’è gente che “ormai” NON ha più nulla da perdere, perché ha perso tutto. Il lavoro, se l’è portato via la crisi. La casa, ci hanno pensato le banche (normale, non pagando le rate). La dignità, perché in molti sono dovuti ricorrere a mezzi di fortuna o ai genitori. Il denaro, perché mentre il potere d’acquisto crolla, le tasse ed i costi aumentano sempre di più. E chi più chi meno, tutti si sentono soffocati.

E mentre mi arrivano messaggi di amici bloccati nella cintura torinese con l’auto in posti “improbabili”, un solo pensiero mi resta in mente. Il cosiddetto “sentiment” non potrà che peggiorare visto che quanto si chiede, non sarà facile ottenerlo.

Nel frattempo mi fa sorridere l’atteggiamento della politica che ovviamente non accetta la protesta. E ci credo, siete proprio voi, politici corrotti, che il popolo vuole mandare a casa. Proprio quel popolo che si è stufato di votarvi e che, con inciuci chiamati “Porcellum” in primis, ha capito che siete tutti una banda di corrotti nell’anima.

Chiudo con questo grafico che non deve giustificare il tutto ma che forse vi fa capire meglio il perchè di questa rivolta. Il grafico è recentissimo. Credo non ci sia bisogno di commenti o traduzioni.

STAY TUNED!

Danilo DT

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