POTERE e NON VOLERE
Come ben sapete, sta tenendo banco in queste settimane, nelle discussioni sui blog e sulle testate giornalistiche economiche la tematica EQE, ovvero Euro Quantitative Easing (QE1) che vedrà “finalmente” protagonista la BCE, la quale farà shopping di ABS.
Non vado oltre anche perché abbiamo parlato di questo copiosamente ieri e nei giorni precedenti.
Vorrei solo riprendere un concetto: ma siamo sicuri che con gli acquisti di ABS potrà ripartire il mercato del credito?
Questa domanda, ovviamente, non può avere, oggi risposta anche se abbiamo già esposto la necessità di un intervento che non deve fermarsi alla sola BCE ma deve coinvolgere, in ambito di domanda aggregata ed offerta aggregata, anche l’Unione Europea ed i relativi governi nazionali, con evidenti sforzi in ambito di riforme, di deficit spending e così via.
Intanto però esce il bollettino di Bankitalia e ci dà una perfetta fotografia del quadro bancario italiano.
A luglio è tornato a crescere il calo dei prestiti delle banche al settore privato. Secondo la Banca d’Italia, i prestiti hanno segnato un calo annuo del 2,6% (-2,3% a giugno). I prestiti alle famiglie sono scesi dello 0,8%, come nel mese precedente e quelli alle società non finanziarie sono calati del 3,9% (-3,1% a giugno). I tassi d’interesse, comprensivi delle spese accessorie,sui finanziamenti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,49% (erano al 3,55% nel mese precedente). – (Source)
Nel dettagli ecco i quattro grafici chiave, secondo il mio punto di vista (già pubblicati su twitter)
1) Prestiti bancari ai residenti in Italia
Come scritto sopra, tornano a scendere. Quindi per certi versi è necessario intervenire per dare uno stimolo al mercato dei finanziamenti. Ma questo status è legato alla mancanza di liquidità oppure dalla mancanza di “convinzione” dell’offerta?
2) Depositi ed obbligazioni bancarie
La risposta ce l’abbiamo da questo grafico. Crolla verticalmente l’emissione dei bond bancari. Motivo? Perché le banche NON concedono più e non hanno intenzione di concerete finanziamenti. E’ una questione di VOLONTA’. Ragionate un attimo: il mercato oggi è assolutamente drogato, c’è una percezione del rischio ridicola. Perché le banche non approfittano del momento ed emettono tonnellate di bond anche a lunga scadenza, magari subordinati, magari con mille clausole? Il mercato si “mangerebbe” tutto. Invece no, alle banche NON interessa, Il business non è più la gestione “caratteristica” ma è il “fare FINANZA”. Proprio quello che Draghi vorrebbe vietare coi soldi del TLTRO ma che non sarà facile frenare.
3) Tassi bancari sui prestiti
Se guardate i tassi BCE QUI vedrete che tutti sono stati “vittima” di una spirale ribassista che li ha portati alle soglie del TASSO ZERO. Vedete nei tassi pagati alle banche la stessa tendenza? E questo significherebbe che il tagli tassi sta sostenendo l’economia e il mondo dei crediti? Oppure è solo uno spendido modo per continuare ad aiutare il mondo bancario senza concrete conseguenze per l’economia reale?
4) Tassi di interesse sui depositi
Qui invece la tendenza si vede eccome. Le banche sono sveltissime a tagliare i costi della raccolta ma sono sempre più lente a tagliare quelle degli impieghi. Solo una certezza. L’ennesimo taglio del tasso BCE più le manovre di QE1 sugli ABS e il TLTRO non potranno che abbassare i già limatissimi tassi sulla raccolta.
Morale: se non si interviene diversamente l’intervento BCE aiuterà inesorabilmente SOLO le banche, confermando le tendenze sopra citate. Anche perché, come detto ieri, la stessa Bankitalia, autrice del report da cui sono stati tratti i grafici (click here) ha apportato delle modifiche per ampliare i volumi degli ABS scontabili.
Eccovi le 5 modifiche apportate, tutte pro banche, of course!
1 – Le banche potranno usare come garanzia per i prestiti della Bce portafogli di crediti omogenei (quindi con un profilo di rischio analogo, ndr) con al proprio interno mutui residenziali o crediti alle imprese non finanziarie. Finora, questa operazione era possibile solo per il singolo credito, non un pacchetto di essi. E all’interno di questi pacchetti, possono essere inseriti prestiti con una probabilità d’insolvenza fino al 10 per cento.
2 – Gli istituti di credito potranno anche usare le linee di credito presenti dei database della Centrale rischi di Banca d’Italia sotto due diverse voci: prestiti auto liquidanti e a revoca. Si tratta prevalentemente di finanziamenti forniti alle piccole e medie imprese, specie in difficoltà, che potranno però essere girati alla Bce in vista della nuova liquidità.
3 – Ancora, l’Eurotower accetterà come collaterale a garanzia prestiti bancari, che siano singoli o che sia impacchettati in un prodotto diverso, di importo non inferiore a 30.000 euro. Fino a oggi, il limite era più del triplo, 100.000 euro.
4 – Quando si parla di un prestito conferito singolarmente, la Bce prenderà come garanzia quelli con una probabilità d’insolvenza dell’1,5%, ovvero lo 0,5% in più rispetto allo schema precedente.
5 – Allo stesso modo, sono state introdotte misure di allentamento anche sui leasing finanziari e sul factoring pro-soluto, in modo da permettere alle banche di scaricare crediti commerciali in modo più semplice. (Source)
Credo non si necessiti di ulteriori commenti. Le intenzioni della BCE posso anche essere buone, l’efficacia sui bilanci delle banche molto probabilmente anche (quindi occhio al nostro FTSEMIB) ma…all’economia reale? Forse restano come sempre le solite briciole, oltre che un po’ di salutare svalutazione dell’Euro.
Eccovi lo schema “utopico”. Comunque vada, sarà un successo…
STAY TUNED!




