Si corre verso la DEFLAZIONE: occorre uno SHOCK

23 Settembre 2014 15:39

shock economy

Tante belle parole, tante belle intenzioni, ma poi occorre confrontarsi col mercato.

Mario Draghi ha provato una strategia d’urto molto “border line” irritando i tedeschi e non solo loro. Prima un TLTRO e poi direttamente acquisti di ABS. Ma il risultato della “spavalderia” di Draghi lo avete letto in questo post.
Nel frattempo le banche rimborsano anticipatamente del LTRO in scadenza. Facciamo due conti e scopriamo che alla fine la cifra si avvicina molto a quella chiesta a prestito con l’inconcludente (ora lo possiamo dire) asta del TLTRO. Le banche hanno dunque usato il TLTRO come serbatoio da cui attingere a compensazione dell’LTRO in scadenza. A bilancio per le banche non cambia un gran che, ma ora con il TLTRO hanno un po’ più di ossigeno temporale.
E se poi non prestano il denaro (come da obiettivi dello stesso TLTRO) lo restituiranno in BCE entro i prossimi 24 mesi, e che problema c’è? Ma di certo Mario Draghi ha ideato il TLTRO con ben altre finalità. Ma qualcosa è andato storto.

Come detto in passato, la benzina la BCE la mette nel motore dell’economia, ma il sistema è ingrippato e ci vuole il meccanico per cambiare le cose, cambiando i pezzi, l’olio e le parti usurate, dando al motore un volto nuovo. Certo, lo sappiamo benissimo, quando il meccanico deve mettere le mani sul motore, sono costi, anche pesanti. Ma ormai sono necessari. E se questi costi di chiamano “diritti acquisiti” tutti devono capire la gravita e TUTTI (ma ripeto, devono essere TUTTI) sono tenuti ad accettare la realtà e fare la propria parte.
Draghi dice che

«la partecipazione delle banche al nuovo programma Tltro è in linea con i valori attesi»,

e non potrebbe dire diversamente: però dice anche che

«La ripresa nella zona euro sta perdendo impulso, la crescita del Pil si è fermata nel secondo trimestre, le informazioni sulle condizioni economiche ricevute durante l’estate sono state più deboli del previsto e i rischi sono chiaramente al ribasso»

Occorre insomma fare di più, come ampiamente documentato su questo blog. Produttività, competitività, economia in tilt. I segnali sull’inflazione sono evidenti. O meglio, sarebbero segnali di deflazione. Il mercato (lo sapete no? Alla fine ha sempre ragione lui) la continua a vedere grigia. In questo grafico vedete le aspettative sull’inflazione in Eurozona a 2, 5 e 10 anni. Ora per la scadenza più breve (2 anni) l’aspettativa è allo 0.6875%. Sensibilemnte SOTTO all’area target del 2% e preoccupa soprattutto la tendenza di questo e degli altri indici. Chiarissima ed inequivocabile.

inflazione aspettative eurozona

Il problema però è che si deve capire quanto è limitato l’impatto della BCE in questo momento. E il quantitative easing sui bond governativi sarebbe la soluzione giusta? E come verrebbe gestito? E soprattutto, la Germania sarebbe d’accordo?

Occorre puntare la piano B, quello che una giornalista canadese ai più sconosciuta come Naomi Klein chiamava Shock Economy, ovvero l’applicazione di politiche economiche e fiscali anche impopolari, molto incisive ma sicuramente efficaci. Sempre meglio della Troika, perché quest’ultima arriva e fa terra bruciata, al fine di perseguire gli obiettivi numerici previsti dall’Unione Europea senza badare alle conseguenze che ne potrebbero derivare.

Se siete interessati alla Shock Economy, buttate un occhio a queste recensione di Stiglitz  oppure il sito dell’autrice. 

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)
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