TLTRO: i motivi di un insuccesso annunciato

19 Settembre 2014 09:30

Tltro Targeted long term refinancing operation

Mercoledì già ho parlato del TLTRO, chiedendomi se questa operazione fosse sono un escamotage per rifinanziare le banche, magari per 24 mesi, oppure se fosse veramente finalizzata con successo al finanziamento delle imprese.
Si prevedeva un’asta da 400 miliardi. Il post di cui parlo è qui.
Poi però ieri è successo qualcosa e l’asta è andata non come io avrei potuto pensare e come il resto del mercato si immaginava.

TLTRO asta prima

Total TLTRO

La BCE ha elargito 82,6 miliardi di euro, decisametne meno di quanto ipotizzato. E di questi 83 miliardi circa, 23.7 miliardi sono finiti alle banche italiane, circa un quarto della cifra totale. Nel dettaglio

UNICREDIT  €   7.750.000,00
INTESA SAN PAOLO  €   4.000.000,00
BANCA MPS  €   3.000.000,00
ICCREA BANCA  €   3.000.000,00
BPER  €   2.000.000,00
BCO POPOLARE  €   1.000.000,00
CREDITO VALTELLINESE  €   1.000.000,00
CREDEM  €      735.000,00
BANCA CARIGE  €      700.000,00
MEDIOBANCA  €      580.000,00
TOTALE  € 23.765.000,00

Il mancato INSUCCESSO dell’ TLTRO deve farci pensare da un lato, ma ci deve anche aiutare a capire la struttura del mercato e le sue caratteristiche.
Primo chiaro segnale: il problema NON è l’offerta. Non è la liquidità. Non è la BCE e non è Mario Draghi. Il problema è la domanda. In altri termini non sussistono le condizioni economiche per chiedere nuove forme di finanziamento. E questo per certi versi va un po’ a cozzare a quello che ormai era un luogo comune, ovver che le banche NON volevano concedere prestiti. Certo, chi ormai è sull’orlo del default chiede e chiederà ancora. Ma chi vuole crescere e sviluppare? Spesso è volentieri sono realtà che hanno già tanto liquido a disposizione e NON investono volutamente.
Perché non investono ? Perché sanno che mettere a rischio del denaro oggi sarebbe totalmente improduttivo.

MORALE: la BCE registra una sonora sconfitta con il TLTRO e mi domando a cosa potrebbe servire l’acquisto ulteriore previsto di ABS. Secondo molti, poi, il quantitative easing (lasciando da parte le difficoltà burocratiche) sarebbe molto più efficace. Lo non ne sono così convinto.

E allora? Semplice, ci siamo tolti il dente ed ora la palla passa agli altri due tasselli.

Tassello UNO : BCE
Tassello DUE: Unione Europea
Tassello TRE: Governi dei Singoli paesi

Il rischio è che qualsiasi iniziativa espansiva risulti inefficace, in tutto o in parte, questo perché Draghi ha messo la benzina che già riempiva il serbatoio. Solo che ora occorre mettere in moto il motore. E per far questo occorre elasticità da parte dell’Unione Europea e Governi tramite deficit spending, riforme, rinnovamento reale. Ricordate questo post? Quanto MAI attuale…

STAY TUNED!

Danilo DT

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