NUOVA DRACMA: più semplice di quanto si possa immaginare

20 Febbraio 2015 09:57

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Oggi è il giorno del giudizio. Alle ore 14 di questo pomeriggio i ministri delle Finanze si incontreranno per decidere il da farsi sulla crisi Grecia.
Le voci si rincorrono, da una parte troviamo la durezza di Schauble, che respinge la richiesta greca di prorogare per altri sei mesi il programma di assistenza coordinato dalla Troika in quanto: “Non soddisfa i criteri definiti dall’Eurogruppo lunedì”.

Dall’altra parte troviamo invece un ammorbidimento delle posizioni della Merkel la quale apre ad un probabile compromesso.

Cosa ci porterà quindi la giornata di oggi? Un allungamento del debito ulteriore (qui nel grafico trovate quanto ci saranno da rimborsare i capitali, ovvero ben oltre il 2037 per la maggior parte degli importi)? Una ristrutturazione? Una proroga degli aiuti? Oppure si metteranno le basi per un nuovo default Grecia e magari di un’uscita di Atene dall’Euro?

scadenze-bond-greciaA questo proposito è giusto spiegare una cosa. Da più parti si parla appunto della possibilità che venga a nascere nuovamente una valuta locale, una potenziale “Nuova Dracma”. Facciamo però attenzione. Per avere la “nuova Dracma” potrebbe non essere necessario dover uscire dall’Euro.

Correva l’anno 2011, e già ve ne avevo aprlato proprio in occasione del default Grecia di quel periodo. Chi di voi si ricorda? Nessuno? Poco importa, vi rinfresco le idee.

La Nuova Dracma? Più semplice di quanto possiate pensare

Ipotizziamo che oggi non si raggiunga nessun accordo e che l’Unione Europea voglia proseguire con la SUA linea dura, senza concedere gli aiuto richiesti da Atene alle condizioni volute da Varoufakis. Diventerebbe normale un altro default del sistema Grecia, no? Si andrebbe a dare un’ulteriore coltellata ad una popolazione già messa allo stremo dall’austerity della Troika. Però, in perfetto stile democristiano, il tutto verrebbe probabilmente montato cercando comunque di Non far uscire la Grecia dall’Euro in quanto diventerebbe troppo pericoloso. Si andrebbero a creare dei precedenti per potrebbero essere utilizzati e sfruttati da altri paesi per fare altrettanto.

Lo Stato non avrebbe più soldi per pagare stipendi, pensioni e quant’altro. E che fa a quel punto Atene? Da ai cittadini delle forme di “pagherò” che a quel punto verranno scambiati anche per l’acquisto dei beni di prima necessità.

Ora, quei “pagherò”, come li possiamo chiamare? Semplicemente, senza nemmeno farlo apposta, si avrebbero DUE monete. Una, quella ufficiale che sarebbe l’Euro, e poi quella utilizzata dai greci, ovvero…la “Nuova Dracma”. E’ palese che il valore della “Nuova Dracma” sarebbe subito oggetto ad una violenta svalutazione (del 50% o forse più). Ma il problema di aver comunque creato un precedente persiste. E senza volerlo, senza nessuna dichiarazione ufficiale e senza la benedizione dell’UE si andrebbe a creare la Nuova Dracma. A quel punto, una volta che la moneta ha preso il suo mercato, l’uscita dall’Euro sarebbe meno complicata e anzi sarebbe obbligata visto che i trattati non prevedono la possibilità di avere una “moneta parallela”. Immaginate a quel punto gli effetti sul sistema Eurozona.

Anche gli altri paesi più deboli ne rimarrebbero contagiati. Sul lato dei depositi ci sarebbe (proprio come accade ora in Grecia) la fuga dei depositi. Quindi ingenti crisi di liquidità, soldi che finirebbero nei “porti sicuri”, nuovo credit crunch. Il tutto perché? Perché nel 2011 la GERMANIA non ha voluto risolvere in modo definitivo la questione Grecia.

Ora, io sono un blogger che ha un po’ di passione per la finanza. Volete dirmi che i governanti dell’Eurozona non hanno pensato a questa ipotesi che già vi ho spiegato nel 2011?
Spererei proprio di si. E quindi eccovi spiegato il motivo per ui il compromesso arriva, eccome se arriva! E se non arriva…

Chi è causa del suo mal pianga se stesso

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Danilo DT

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