HARAKIRI in salsa Greca
Parte il controllo dei capitali. Banche chiuse per una settimana, Bancomat vuoti (bank run). Regna il peggior male per i mercati, ovvero l’incertezza. Il tutto per poter tutelare la propria credibilità politica, in quanto è EVIDENTE che Tsipras NON voleva il compromesso. O alle sue condizioni o nulla.
Si parlava di tragicommedia greca. Oggi invece è meglio parlare di un vero e proprio harakiri. O forse di una barzelletta.
Il post del week end sulla Grecia (CLICCATE QUI PER LEGGERLO) ha avuto la sua “naturale” evoluzione, nel senso che il momento è talmente importante che non esiste sabato o domenica. Bisognava prendere decisioni subito. E le decisioni sono arrivate.
Innanzitutto il famoso “bank run” che qualcuno sbeffeggiava (mi hanno linkato un post di C.M. noto video blogger proprio sull’argomento. Forse vive in un mondo parallelo, chissà…) ha dato i suoi frutti.
Per farla breve la decisione non è solo traumatica, ma è drammatica.
Il mondo in Grecia si ferma per una settimana.
Non solo borse e banche chiuse domani, ma anche raccomandazione a tutte le banche greche di chiudere gli sportelli per UNA settimana, fino a dopo lo spoglio del referendum nella giornata del 6 luglio, e quindi riapertura in data 7 luglio.
La BCE dice di sostenere ancora il sistema bancario greco, mantenendo i fondi ELA già deliberati.
Ma forse ce ne vorrebbero altri… E difatti i bancomat potranno elargire non più di 60 euro a transazione, fino ad esaurimento scorte.
Ma tranquilli, non c’è problema. Tsipras dice che questo è un insulto per la Grecia in quanto deciso dalla BCE:
«I tentativi di cancellare il processo democratico sono un insulto e una vergogna per le tradizione democratiche in Europa, ma comunque sia i depositi dei cittadini sono al sicuro. La decisione di chiudere le banche è della BCE e quindi è colpa loro che la Grecia si ferma. Le decisioni di BCE ed Eurogruppo hanno un solo obiettivo: tentare di soffocare la volonta’ del popolo greco e non ci riusciranno: accadrà l’esatto opposto. Il popolo greco resisterà con ancor più caparbietà». (A. Tsipras)
Notate una certa somiglianza con il comportamento preso nella decisione di fare il referendum? Ebbene si, è lo stile di Tsipras, permettetemi, codardo e vigliacco. Ha condannato un popolo, uno stato, una nazione al ridicolo, senza avere il coraggio di prendere apertamente delle decisioni, rimandando tutto al referendum per poter salvaguardare la propria integrità politica. Anche con incoerenza. Ricordate cosa aveva detto Varoufakis? Se non ve lo ricordate, ci penso io.
Capital controls within a monetary union are a contradiction in terms. The Greek government opposes the very concept.
— Yanis Varoufakis (@yanisvaroufakis) June 28, 2015
E non l’ha detto mesi fa, ma solo qualche ora fa. Ebbene, se non sono “capital controls” questi… Ok, voi direte che sono imposti, ma sono assolutamente ovvi con questi chiari di luna! Ci sono alternative plausibili?
Però calma e sangue freddo.
Mentre sto scrivendo la borsa USA inizia a lavorare coi futures (mezzanotte tra domenica e lunedì) e si vedono numeri bello rossi (circa -2%) e sempre nello stesso momento leggo alcune note Bloomberg uscite qualche ora fa che però mi tranquillizzano. A parlare è Tsipras.
• GREEK PRIME MINISTER SAYS GREEK PEOPLE SHOULD REMAIN CALM
• GREEK PM: BANK OF GREECE PROPOSED BANK TRANSACTION RESTRICTIONS
• GREEK PRIME SAID GREECE RE-APPLIED FOR BAILOUT EXTENSION
• GREEK PRIME MINISTER SAYS DEPOSITS ARE COMPLETELY SAFE
Posso ridere sonoramente? O forse è meglio piangere?
Alcune conclusioni
Molti dicono che sono spesso troppo pessimista. Non credo si sia mai vista una situazione così estrema da quando esiste l’Eurozona. E la novità dell’evento spaventa tutti: stati membri, Eurogruppo, Bce e soprattutto mercati.
Palese che ci sarà effetto contagio e il buon Padoan, malgrado le sue comunicazioni, dovrà ricredersi.
Ora, dire quello che succederà è impossibile per tutti. Permettetemi solo un’ultima considerazione e poi torno a fare il “vacanziero”.
L’incertezza è il peggiore dei mali. Se ci fosse un quadro più chiaro, sarebbe meglio in quanto tutti saprebbero dove si va a parare e la stessa BCE potrebbe anche intervenire nell’una o nell’altra direzione per difendere in stile “whatever it takes” il mercato e gli stati membri. Invece così si affoga nell’incertezza.
E di questo, criticatemi pure se volete, dobbiamo ringraziare la premiata ditta Tsipras-Varoufakis che ha confezionato un perfetto harakiri per l’Eurozona e la Grecia.
Di peggio non si poteva fare. E secondo me, come scrivevo qui, era tutto già deciso da tempo.
The new deadline
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