BANCHE ITALIANE: continua il crollo in Borsa. Ma occhio agli eccessi.

21 Gennaio 2016 08:30

 

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Credo sia chiaro a tutti. Mercati in preda al panico e banche italiane (soprattutto) nel mirino. In questo caso bisogna subito dire una cosa. Per una volta la Cina c’entra ben poco. Il motivo di maggior timore per i mercati, oltre che il petrolio, è quasi un problema più relativo. Ci sono altri fatti più brucianti. Il fuoco sta tornando a bruciare proprio in Europa. Guardate lo spread BTP bund. E’ tornato ad allargarsi, come anche si è allargato quello tra Bonos e Bund, in un momento tra l’altro molto particolare.

Insomma sembra proprio che si voglia cogliere la palla la balzo: il mercato sta testando i nervi non solo degli operatori ma anche della BCE. Oggi ci sarà il Meeting BCE, un incontro che dovrebbe serenamente essere di “transizione” ma che invece rischia di diventare determinante. Ormai è chiaro anche a Draghi: il QE Europeo, soprattutto nel breve periodo, poco può fare per l’inflazione (ormai in fase di crollo, come dimostrato ieri QUI) ma può fare molto per il sentiment degli operatori, a cui manca l’ossigeno ( o meglio…la droga monetaria) che tanto ha condizionato i trends di mercato degli ultimi anni.

 

Quindi il mercato chiede l’intervento del pompiere Draghi a difesa del fuoco sui mercati. Ma che può fare Draghi? Diventare proattivo? Beh, le sue decisioni di dicembre sono abbastanza fresche e suonerebbe molto strano un intervento espansivo. Molto probabilmente cercherà con i suoi discorsi di calmierare e stemperare la tensione sui mercati. Una nuova forward giudance, un modello pro sentiment che in passato ha avuto grandi effetti (senza azioni concrete, ma solo promesse).

Banche italiane nel mirino

Ma il mercato si aspetta a questo punto anche prese di posizioni sulle nostra banche. Si parla da tempo di questa benedetta bad bank. Ormai è chiaro che il mercato (avete notato chi comanda?) la sta chiedendo a gran voce. E ovviamente il salvataggio delle quattro banche prima, più l’indagine BCE su sei istituti ha fatto il resto e ha creato il “CASO” sulle banche italiane. Le tematiche appena esposte hanno portato a diverse indiscrezioni che parlano di una “Bad Bank light”, che prevede una garanzia statale remunerata a termini di mercato. Tale meccanismo ridurrebbe il peso dei NPL sui bilanci, ma la remunerazione della garanzia statale impatterebbe sulla già modesta marginalità delle banche italiane.

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A quanto risulta la Bce a oggi ha contattato cinque istituti italiani (UniCredit, Mps, Carige, Banco popolare, Bpm) informandoli che avvierà nuove indagini sulla gestione delle sofferenze, i cosiddetti non performing loans, mentre un sesto (Bper) indica che verrà interessato nelle prossime settimane dalla stessa indagine conoscitiva. Sino a ora confermano di non aver ricevuto richieste da Francoforte Ubi, Intesa, Mediobanca, Credem e Popolare di Sondrio. (Source

Già, le sofferenze bancarie, i cosiddetti NPL. Ma le banche italiane non erano le più solide dell’universo? Oggi magicamente non lo sono più e secondo molti è nuovamente arrivato il momento di fare degli aumenti di capitale.
Ma per favore… ora è tutta ferraglia (detto in modo elegante) quello che qualche settimana fa era oro? Vabbè, guardiamo queste benedette banche e rendiamoci conto che il mercato sta già scontando l’imponderabile. Eccovi un’analisi di ICBP che ho trovato in rete.

 

Italian Banks (Sept ’15) Bad Loan ratio Impaired Loan ratio NPLs coverage ratio Impared Loans Coverage ratio Net NPLs/TBV Net Impaired Loans/TBV
UniCredit 4.1% 8.3% 61.4% 51.0% 42% 85%
Intesa Sanpaolo 4.2% 9.9% 62.8% 47.0% 33% 78%
Banca MPS 8.4% 21.7% 64.0% 48.6% 96% 248%
UBI Banca 5.1% 11.8% 38.7% 27.7% 49% 115%
Banco Popolare 8.1% 18.0% 58.3% 45.1% 89% 198%
BPER 6.8% 15.6% 56.8% 41.7% 63% 143%
BPM 4.5% 13.1% 54.8% 36.3% 33% 95%
Credem 1.7% 3.8% 59.6% 43.2% 17% 38%
BP Sondrio 2.8% 9.1% 62.7% 45.1% 26% 85%
Banca Carige 6.6% 18.9% 59.0% 41.0% 52% 151%
Creval 6.5% 17.8% 55.6% 38.1% 63% 174%
Banco Desio 4.5% 9.4% 45.1% 36.1% 51% 106%
Total 5.0% 11.7% 60.1% 45.9% 47% 110%

 

 

Oggi quindi, il mercato sta vedendo tutto nero. E se ve lo dice uno che, lo sapete, è sempre stato pessimista sul mercato, significa che forse…siamo arrivati a dei livelli un po’ insostenibili. La tabella forse è un po’ tecnica ma rende bene l’idea: ci sono alcune banche (in assenza di sorprese inattese, of course) che non meritano questo trattamento in borsa e che quindi sono tornate MOLTO interessanti. Quali? Non ve lo posso dire in modo così esplicito. Diciamo che le banche prima citate che NON hanno ricevuto richieste dalla BCE possono essere una buona base di analisi.
Comprare a piene mani? Questo non ve lo posso dire io. Mi limito a dirvi che in certe situazioni, quando i mercati tirano lo sciacquone, si crea anche la buona occasione (e con questa indimenticabile rima vi saluto).

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Danilo DT

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