Borsa USA e BUYBACK azioni: non può durare per SEMPRE!

14 Marzo 2016 14:30

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La crisi del 2008 ha cambiato molte cose tra cui il nome del principale acquirente di azioni sul mercato americano, che non è più l’investitore tradizionale ma…l’azienda stessa.
Infatti più volte ho parlato dell’importanza dei buy back per il mercato azionario USA, di come è stato condizionante l’effetto “blackout period” e di quanto peserà ancora per questo 2016 il volume degli acquisti di azioni proprie.

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A dire il vero le previsioni portando ad avere un importo di buy back per il 2016 ancora maggiori rispetto al’anno scorso, ma diversi analisti iniziano a storcere il naso, sia perché ormai le aziende sono al top a livello di marginalità degli utili e sia perché i buy back non possono durare all’infinito.
Pensate un po’ secondo una nota di HSBC, i buy back per ciascuno degli ultimi due anni sono stati pari a 500 miliardi di USD, per un importo complessivo dal 2010 pari a ben 2.100 miliardi di USD. Se poi il dato lo si prende dal 2008, l’importo arriva a 2.600 miliardi di USD.

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Pensate un attimo quanto possono aver pesato questi acquisti sulle dinamiche della borsa USA e, viceversa, cosa sarebbe potuto succedere se non c’erano questi buyback!

Ma soprattutto, secondo diversi analisti, tra cui quelli di Charles Schwab, questi buy back sarebbero finanziati in parte da cash, ma in parte anche dal debito. Quindi le aziende aumenterebbero la loro esposizione debitoria per comprare azioni.
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Cambiando le condizioni dei finanziamenti, a causa dell’aumento dei tassi USA, potrebbe cambiare le carte in tavole. Da una parte le aziende si finanzierebbero meno per i buyback, anche se per quest’anno sono previsti ancora in crescita, e dall’altra parte, al fine di diminuire l’esposizione al rischio, ci sarebbero rimborsi di finanziamenti e conseguenti vendite di azioni. Non un buon quadro per il mercato azionario.

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Inoltre, come ci ha ricordato un lettore in questi giorni (gainhunter), siamo di nuovo vicini ad un’area di BlackOut Period a causa delle trimestrali. Il tutto avviene proprio quando il listino USA si trova a contatto con importanti livelli tecnici. Sarà un caso? Chissà, intanto nel breve a far la differenza potrebbe essere la FED. E poi il resto verrà dopo.

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Danilo DT

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