INFLAZIONE: non basta la bomba di liquidità della BCE
Qualcuno aveva dei dubbi? Beh, forse si ma chi segue questo blog, ricorderà benissimo che da tempo immemore continuiamo a criticare l’utilità del QE3 per migliorare la tendenza del tasso inflazione. Infatti, come avrete già letto, l’Italia continua nella sua fase di deflazione.
Scendono ancora i prezzi del “carrello della spesa” secondo gli ultimi dati Istat, che calcola una diminuzione dello 0,3% su base annua (era -0,4% a febbraio) e dello 0,1% su base mensile. Resta negativo anche l’indice complessivo, con una diminuzione dello 0,2% annuo, mentre torna positiva l’inflazione mensile (+0,2%). A pesare sul calo tendenziale è l’ulteriore flessione dei prodotti energetici.(TGCom)
Inflazione Italia
Un quadro che non va poi a discostarsi moltissimo dal resto dell’Europa.
(ANSA) – BRUXELLES, 31 MAR – Eurozona sempre in deflazione a marzo, ma il tasso migliora e passa a -0,1% rispetto al -0,2% di febbraio. E’ la stima flash di Eurostat. Guardando alle componenti principali, i servizi hanno il tasso più elevato (1,3%, a febbraio 0,9%), seguono cibo, alcol e tabacco (0,7%, a febbraio 0,6%), prodotti energetici non industriali (0,5%, a febbraio 0,7%) ed energia (-8,7%, a febbraio -8,1%).
E’ chiaro, la fase deflattiva non è affatto terminata, la debt deflation continua a dominare il quadro di mercato, e l’influenza del prezzo del petrolio resta determinante per il ricalcolo degli indici. Ma, petroio a parte, è altrettanto evidente che il denaro non circola, che la ripartenza è utopia pura e che la fase di stallo continua, con tutte le problematiche che si tira dietro.

Innanzitutto un dato curioso. Lo sforzo della BCE per cercare di stimolare l’economia con il suo QE3 (1.74 miliardi di Euro) è mastodontico, ma pur sempre insufficiente. Tanto per farvi capire dell’impatto volumetrico, l’impegno economico di Draghi ì addirittura maggiore del PIL italiano. Una bomba di liquidità che è MAGGIORE del prodotto interno lordo della terza economia dell’UE. Se vi sembra poco… Intanto questo grafico è impietoso. Il target del 2% resta molto lontano per la maggior parte dei paesi dell’UE. Ma per molti addirittura è lontano il livello ZERO.
Non dimentichiamo MAI che la DEFLAZIONE è la prima nemica del debito. Ed i paesi più indebitati (guarda caso l’Italia è la prima della lista) non possono che subirne delle conseguenze negative. Ecco un altro motivo per cui si chiede maggiore elasticitàa a Bruxelles.
L’Italia non è sola nel chiedere all’Europa di rivedere alcuni dettagli tecnici che stanno alla base dei parametri comunitari che regolano le finanze pubbliche dei Paesi membri. (…) L’Italia, insieme ad altri sette Paesi europei (Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna), chiede in una lettera inviata alla Commissione Europea di rivedere il metodo di calcolo dell’output gap. Si tratta dell’indicatore sulla base del quale vengono valutate le correzioni di bilancio se i Paesi si allontanano dagli obiettivi. Secondo l’Italia e gli altri partner, sarebbe una modalità troppo penalizzante che di conseguenza richiederebbe sforzi maggiori per centrare gli obiettivi. La lettera è datata 18 marzo ed è stata diffusa dai media spagnoli. (Rep)
Altro che #lavoltabuona o #lasvoltabuona, #Italiariparte o ancora #cambiaverso. A me sembra che sia tutto come sempre se non peggio.
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