Baltic Index: collasso contradditorio, ma non troppo

31 Gennaio 2012 13:21

Continua imperterrito il crollo del Baltic Dry Index, già segnalato nei precedenti post scritti su questo argomento.
Ieri abbiamo raggiunto la fantomatica quota di 726 punti, a -94% dai massimi di qualche anno fa. Il Baltic Dry Index, che misura il costo delle spedizioni delle merci secche in tutto il globo, ormai è in crollo verticale da 27 giorni. E in 27 giorni è sceso del 62%. La cosa che più inquieta è che in passato il Baltic Index era un ottimo “indicatore anticipatore” per l’attività economica. Un indice che sintetizzava la tendenza del commercio marittimo globale e in particolar modo per le paterie prime.
E quindi? Significa che il mondo si sta completamente fermando?
In realtà no, in qunato oggi incorpora delle anomalie non da poco. Il motivo lo leggiamo da un’analisi di MarketWatch:

Shipping rates for Capesize vessels, a class that includes some of the world’s biggest ships, are down 76% this so far this year.
Macquarie analysts said [last week] the slump in the broader dry-bulk index represents “too much capacity in the face of more modest growth of trade volumes.”
Shipping companies appear to have jinxed their own industry by ordering up too many grand ships when conditions looked very favorable before 2008.
Meanwhile, further new capacity, equivalent to 22.7% of the existing fleet, is due to be delivered this year, according to Macquarie calculations.
“It’s hard to see much relief, even assuming slippage in the order book [deliveries],” said Macquarie analysts.

Quindi le tariffe delle Capesize sono crollate del 76% , e tra queste navi ci sono alcune delle più grandi navi cargo del mondo.
Ma cosa è successo?
Nel 2008, quando l’indice ha raggiunto picchi pazzeschi (esatto opposto di oggi) i vari armatori hanno ordinato molte nuove navi, in quanto risultava ovvio che fosse necessario ampliare la flotta per poter colmare l’ampia domanda.
Peccato che poi quei picchi sono solo stati momentanei. Il mercato ha rallentato il tiro e oggi, 2011-2012, le navo ordinate nel 2008 sono state consegnate, in una fase di mercato debole. Quindi ora è l’esatto contrario del 2008. Allora c’era eccesso di domanda, oggi c’è eccesso di offerta.
E questo eccesso di offerta arriva con l’Asia in rallentamento e l’Europa alle prese con una forte crisi economica e un deleveraging necesario che porterà ulteriore rallentamento.

Bye bye Baltic Index, credo che passerà del tempo prima che possa tornare “on fire”. Ma di certo, per gli armatori, si prospettano anni molto difficili. E comunque sia, questo fenomeno anche se molto complesso e forse un po’ contradditorio, non deve essere sottovalutato.

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DT

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