Bond subordinati: banche in difficoltà
Ricorderete il post sulle obbligazioni subordinate scritto qualche settimana fa, un articolo che ho reputato importante in quanto metteva in evidenza un rischio che è da considerare con attenzione.
Nel post “Segnali dalla crisi PIGS” dicevo:
“…si pensa che venga fatta una distinzione chiara tra il debito Senior e quello Junior delle banche, inteso come Junior le obbligazioni subordinate . Se si dovesse intervenire su tutti i bond bancari subordinati (Lower Tier, Upper Tier & Co, oltre ovviamente le mitiche Perpetual) si andrebbe ad agire con la mannaia tagliando in modo considerevole il nominale (hai accettato un tasso maggiore e contestualmente un rischio maggiore assumendoti la clausola di subordinazione? Ora ne paghi le conseguenze…).”
Alert chiaro quindi sui bond subordinati. Dopo alcune settimane, possiamo dire che tale ALERT era decisamente fondato. Mi spiego meglio. Non sto dicendo che stanno per partire delle ristrutturazioni del debito bancario europeo. Sto dicendo però che negli ultimi giorni, le obbligazioni subordinate hanno preso una strada molto chiara: quella della perdita di valore.
Guardate questo grafico.
Grafico CDS banche Europa: bond subordinati
Come potete vedere chiaramente, i credit default swap dei vari istituti di credito europei sono letteralmente volati al rialzo. In media sono tutti raddoppiati, se prendiamo in considerazioni i CDS sui bond subordinati. Qui trovate ovviamente solo i CDS delle più importanti banche europee. Ma come potete vedere, in pole position, ci sono anche banche italiane. Tre sono i nomi più evidenti tra le banche italiche. Banco Popolare, Banca Popolare di Milano e Monte dei Paschi di Siena. BP, BPM, e MPS.
E preoccupa proprio MPS, nel grafico “Banca Monte sub.” Che è l’istituto peggiore.
In questo piccolo estratto, che potrete vedere in versione integrale nella newsletter settimanale COMPASS, potete notare che la distanza tra i CDS di MPS Subordinato e la prima delle banche irlandesi è ormai minima (Bank of Ireland)…
Chi avesse seguito l’invito di allora, oggi si troverebbe con un problema in meno.
E per chi invece continua a detenere bond subordinati, rinnoviamo l’alert. Al momento non succede nulla, ma se la scure deve calare, i bond subordinati possono essere presi tranquillamente di mira. Prima di tutto il resto. Obiettivo: salvare le banche, come sempre. E MPS, BP e BPM non sono certo banche che godono di salute immensa (anche se nella stessa Europa c’è di peggio).

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DT
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