ALERT: messaggi importanti dalla CRISI PIGS

Coesione politica, aumento EFSF, ristrutturazione debito e distinzione tra debito senior e junior. Occhio alle obbligazioni subordinate !!!!
Ancora a parlare di PIGS e di rischio default. Non voglio annoiare nessuno, ma la realtà deve essere raccontata, almeno così la vedo io.
Purtroppo, i timori che ho espresso in passato si stanno avverando. La crisi dell’area di PIGS si allarga a macchia d’olio e dopo aver colpito la truffaldina Grecia, dopo aver interessato l’Irlanda, ora toccherà il Portogallo e poi, ahimè la Spagna.
Se così fosse, il quadro PIGS sarebbe completato. Tutti i 4 stati messi in ginocchio dalla crisi finanziaria.
Le conseguenze, beh, ve le potete immaginare, non solo per i quattro interessati, ma anche per tutti gli altri. Secondo voi, l’effetto domino o effetto contagio che dir si voglia, sarà o non sarà uno tsunami? Cosa accadrà alle banche europee? E ai bond statali di chi resta. E… che succederà all’Italia? Domandi di difficile soluzione, proprio perché si stanno aprendo degli scenari nuovi, mai esplorati e difficilmente controllabili.
Basta guardare cosa succede ora sul mercato obbligazionario. CDS che lievitano, spread sul Bund che si allargano come non mai. In particolare colpisce l’andamento degli spread sul debito spagnolo e i CDS delle banche, proprio quelle banche che qualche mese fa avevano passato brillantemente quei fantomatici stress test che oggi, ma tu guarda, vogliono rifare….Che barzelletta…
Ma andiamo con ordine. E partiamo dall’Irlanda. Basteranno i soldi elargiti per Dublino? Molto probabilmente no.
In our view both the government and the EU want a bailout that is big enough to satisfy the markets that the banks and sovereign are both solvent and liquid. However, the government seems keen to keep the total amount below triple digits. We estimate that a €20bn capital fund for the banks (both actually deployed as well as a contingent component along the lines of SoFFin or the FROB) would be adequate. In addition there is the potential funding requirement of €130bn of ECB funding to be considered, as well as around €200bn remaining deposits at the domestic banks, and also funding for the sovereign. Clearly a larger number would be better. So we believe a total figure of around €90bn is most likely. (By: Credit Suisse)

I cosiddetti Writedowns su Dublino potrebbero essere molto superiori di quanto fino ad ora ipotizzato. Ed ecco che, quindi il fondo EFSF dovrà essere intaccato.
Ma occorre guardare avanti. Ora c’è il Portogallo e poi la Spagna. E basteranno i 440 miliardi che l’EFSF ha in pancia? Sicuramente no. Da sola una crisi Spagnola necessiterebbe di tutto l’ammontare del fondo. E allora? E allora occorre mettere mano al portafoglio. L’ESFS non è sufficiente e non è nemmeno sufficiente se portato agli ipotizzato 750 miliardi di euro. Bisogna arrivare a un trillione per potere dare un segnale di tranquillità al mercato. Un trilione, mille miliardi di euro, una cifra che avvicina l’EFSF a veicoli similari come TARP ed interventi FED vari.
Ma siamo sicuri che tutti siano d’accordo a questo aumento di plafond? Se a decidere fosse uno stato, la cosa sarebbe più semplice. Qui a decidere invece ì l’Unione Europea e nella fattispecie il peso della Germania diventa determinante. Proprio quella Germania che da tempo spinge alla ristrutturazione accollando al mercato gli oneri della crisi.
Alcune tracce per rattoppare i problemi
Ed è proprio la Germania il vero elemento chiave di questa crisi, la Germania che gode degli effetti della debolezza del’Euro (qualcuno glielo ricordi alla Merkel che la Germania sta esportando verso Cina ed India come non mai grazie all’Euro debole tenuto basso dai PIGS, Euro che oggi rischierebbe altrimenti di essere a 1.60 coneffetti deleteri sullo stesso stato teutonico) ma che non accetta ulteriori sforzi per l’Unione Europea. Ma questi sforzi li DEVE fare. E nel suo stesso interesse.
1) E’ necessario quindi, in primis, maggiore coesione politica, maggiore univocità di obbiettivi nell’UE. Se questo non accade, tutto diventa discutibile ed opinabile. Dalla sostenibilità del debito di qualsiasi paese fino alla sussistenza in vita dell’Euro stesso.
2) E poi, trovata una certa coesione, occorre dare al mercato un segnale forte. Signori qui non si scherza. L’effetto domino può diventare devastante. Occorrte portare subito l’EFSF a 1.000.000.000.000 €, al famoso trilione. E il messaggio DEVE essere non solo economico ma POLITICO. Questo elemento è fondamentale. Bisogna far capire che l’Europa c’è, che l’Euro esisterà, che il progetto non è messo in discussione, che l’Unione fa la forza e che tutti insieme si sta remando nella stessa direzione.
3) Ristrutturazione: sarà inevitabile. Ma come? Ma dove? Ieri parlavo con un collega che lavora a Londra in una casa d’affari che da sola fa il mercato, e mi raccontava un’ipotesi che potrebbe essere devastante, anche se giustificabile. Non si mette in discussione la necessità di ristrutturazione. Il problema è capire come poter ristrutturare “punendo” chi ha rischiato di più e “salvando” invece chi cercava porti sicuri (fly-to-quality). Sui bond BANCARI si sta iniziando a sentire la possibilità di portare il modello di Allied Irish Bank su tutto il mondo bancario europeo. Ne abbiamo parlato QUI, se volete ripassare la lezione.
Quindi, come ha fatto AIB, si pensa che venga fatta una distinzione chiara tra il debito Senior e quello Junior delle banche, inteso come Junior le obbligazioni subordinate. Se si dovesse intervenire su tutti i bond bancari subordinati (Lower Tier, Upper Tier & Co, oltre ovviamente le mitiche Perpetual) si andrebbe ad agire con la mannaia tagliando in modo considerevole il nominale (hai accettato un tasso maggiore e contestualmente un rischio maggiore assumendoti la clausola di subordinazione? Ora ne paghi le conseguenze…).
Non voglio fare terrorismo, ma accettate solo questo messaggio. La coperta è corta, i rischio sono molteplici. Non vedo perché in questo scenario, per qualche centesimo in più il risparmiatore debba rischiare il capitale. Morale: io sto BEN ALLA LARGA dalle obbligazioni subordinate.
Per carità, ognuno è libero di fare quello che vuole, ma non sottovalutiamo questa ipotesi. Non si può salvare tutto senza fare danni. Qualcuno deve pagare, e la storia insegna che chi paga è sempre la povera gente.
PS. Qualche giorno fa ho scritto in un commento indirizzato a SMSJ (che invito in questo post) questa frase:
(…) Discorso ora che non sarà condiviso e digerito facilmente.
Pensateci un attimo. Nella storia cosa è che ha risolto le crisi, che ha appianato gli eccessi, facendo ripartire l’economia seriamente con dei macrocicli decennali? Solo una cosa , la Guerra.
Ora, visto che è un’opzione improponibile, la Guerra che viviamo è finanziaria e ci dovrà costare come una guerra vera. Lacrime e sangue per tutti. Con il vantaggio che il sangue stavolta (per fortuna) sarà solo finanziario. (VEDI TUTTO )
La ristrutturazione Junior sarebbe un modo per riversare gli effetti della “guerra finanziaria” sulla povera gente. Pensateci.
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DT
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