Buon compleanno QE!
Il tempo vola veramente. Anche se sembra una vita fa, proprio un anno fa abbiamo inaugurato la grande bolla anche in Eurozona. Dopo la proattività della FED, la BCE decide di “provare” il suo QE Europeo.
Ve lo ricordate questo post? Forse no. Si intitolava: Parte il QE: come funzionerà e, sopratutto, funzionerà?
Il titolo volutamente metteva in dubbio l’utilità del quantitative easing “made by Super Mario Draghi”. Ma di certo non immaginavo di arrivare a certi livelli.
Questa immagine mette in chiaro come TEORICAMENTE doveva lavorare il QE. Il condizionale era d’obbligo. Oggi sarebbe corretto coniugare diversamente il verbo, dicendo “avrebbe dovuto”.

Dire che proprio il QE non è servito a nulla non è corretto. Diciamo che gli effetti sul sistema si sono sentiti eccome, solo che sono stati effetti “parziali” e, proprio come negli USA, strutturalmente sono rimaste delle lacune importanti. Innanzitutto è indiscutibile il crollo dei costi degli indebitamenti dei governi. E di questo l’Italia ha sicuramente beneficiato. Ma quanto si è risparmiato in interessi, non è stato investito nella crescita, ma sono serviti nel processo di consolidamento fiscale. Intanto però la bolla sul mercato obbligazionario non ha fatto che crescere. Rispetto ad allora (un anno fa) ecco le differenze sulla curva dei tassi (qui trovate la curva dei tassi sui governativi italiani).
Ma trovate anche l’andamento dell’inflazione prospettica, il famoso inflation swap forward 5y5y che ultimamente è collassato, e il Bilancio della BCE. Quindi, il grafico è composto, riassumendo, da:
a) Rendimento del decennale tedesco
b) Euro Inflation Swap Forward 5y5y
c) Bilancio BCE
Bene, guardate con attenzione il grafico, ho messo anche le “etichette” nei vari giorni “clou”, comprese altre date molto importanti, ovvero le partenze di LTRO e TLTRO. Cosa notate? innanzitutto è chiarissimo che il rally dei governativi è partito molto tempo prima dell’inaugurazione del QE Europeo. Anzi, in perfetto “buy on rumors, sell on news”, il QE Europeo ha “stabilizzato i rendimenti ma non ha generato ulteriori rally (anche perchè più di così). Il che ci mette ulteriori dubbi sull’utilità di un QE3. Quelo che invece è ovviamente cambiato è il bilancio della BCE che è lievitato. Resta però curioso (si fa per dire) il fatto che rendimento dei bonds e inflazione prospettica continuano ad andare di pari passo. A rigor di logica, il QE Europeo doveva creare inflazione, facendo collassare i rendimenti (anche se sopratutto nella parte breve della curva). Ma c’è poco da fare, è andata così.
La curiosità? Che proprio nel giorno del suo compleanno (più o meno), Draghi potrebbe dar vita ad un altro incredibile “coup de theatre”, un QE 3.0 che rischia di ridicolizzare persino la spavalderia giapponese (QQE). Le cifre che girano nelle sale operative sono impressionanti. Si parla di una nuova manovra da 400-600 miliardi di Euro.
L’intervento complessivo farà lievitare velocemente il bilancio della Bce (cioè gli asset in pancia a Francoforte a fronte di nuova liquidità), già a circa 2.400 miliardi di euro e che con le misure attuali è diretto verso il superamento dei 3.000 miliardi: lo stimolo monetario è già a circa il 25% del Pil, e supererà prima del previsto il 27% della Fed, pur restando ben inferiore al livello stellare (circa 80%) della Banca del Giappone. Ma se sia sufficiente a risollevare l’inflazione e a convincere i mercati è un’altra questione: oggi, di fronte a una crisi di credibilità globale sulla capacità delle banche centrali di risollevare l’inflazione, sono molti gli scettici. (Source)
Nel prossimo post vedrete cosa si aspetta il mercato. Secondo me, le attese sono semplicemente esagerate, e Draghi per non generare ripescussioni sui mercati, dovrà non solo sorprendere.
Inutile stare qui a fantasticare.
Spegnete le luci, la seconda puntata abbia inizio. Speriamo sia una storia a lieto fine e non finisca già da subito in melodramma.
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