Ennesimo suicidio nel mondo delle banche d’affari. Ma cosa sta succedendo?

Pubblicato 19 Febbraio 2014 Aggiornato 7 Agosto 2014 07:20

Si suicida un giovane banker di JPMorgan Chase Hong Kong

Per certi versi sembrerebbe un fatto di gossip, o uno dei tanti suicidi che giornalmente popolano i nostri telegiornali. Ma stavolta non si tratta di un artigiano o di un piccolo imprenditore, soffocato dai debiti, bensi di un impegato di banca. Ma non proprio un impiegato qualunque.

Un altro suicidio scuote Jp Morgan: martedì un banchiere junior di 33 anni , Li Junjie,si è lanciato dal tetto di Chater House che ospita il quartier generale asiatico della banca americana, a Hong Kong. Il mese scorso un vicepresidente di 39 anni si era ucciso cadendo dal tetto, al 39° piano, della sede londinese della banca. E subito prima, un ex top manager di Deutsche Bank era stato trovato morto nel suo appartamento a Londra. (Corsera) 

Secondo i media, questi suicidi massivi sono legati ad un eccessivo carico di lavoro. Ragazzi tra i 18 ed i 25 anni che lavorano fino a 15 ore al giorno. Ma secondo altri ci sono ben diverse motivazioni. O almeno non dietro a tutti questi suicidi.

Prendiamo ad esempio il suicidio registrajo a gennaio, di cui si fa cenno sopra. 39 anni e capo dei sistemi informatici di JPMorgan Chase. Non uno stagista. QUI di fianco le immagini del palazzo di Londra dove è avvenuto il fatto.

Il discorso è molto semplice. Come avete letto su dei miei vecchi post, JPMorgan Chase rappresenta una banca di dimensioni cosmiche. Ricordate la loro esposizione su derivati e l’ammontare della loro leva finanziaria? Questo personaggio, capo dei servizi informatici che praticamente pilotano tutta l’operatività, ha visto o sa qualcosa di tremendamente destabilizzante?

Una banca che, se dovesse scoppiare, sarebbe impossibile da salvare. Poi statene pur certi, c’è chi ci ricama delle storie e si inventa anche cose non vere. Intanto qualcosa nel sistema delle banche non quadra.

E questo post vuole solo ricordarvi che siamo seduti su una polveriera, che tutto è tenuto in piedi con uno sputo, da una serie di accordi tra le grandi lobby bancarie che si reggono a vicenda e che, per le loro dimensioni e rischiosità sistemica, comandano il mondo della finanza. O si sta alle loro regole o salta tutto.
Siatene consapevoli. Almeno quello.

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Danilo DT

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