HELICOPTER MONEY: Trump gioca la carta SHOWTIME
Donald Trump
ha annunciato via Social Truth che «ogni americano riceverà almeno duemila dollari di dividendo, esclusi i redditi alti». Il cosiddetto “tariff dividend” sarebbe finanziato dai proventi dei dazi doganali, che secondo il Presidente renderebbero l’America “il Paese più ricco e rispettato del mondo”.
Peccato che la promessa arrivi a dodici mesi dai midterm, con un timing che sa più di campagna elettorale che di politica economica.
Andamento dei rendimenti dei Treasury a 10 e 30 anni by Tradingview
L’annuncio ha fatto subito effetto: i rendimenti dei bond americani sono schizzati (decennale al 4,11%, trentennale al 4,7%), il che tradisce le paure del mercato per una nuova ondata inflattiva. In Giappone i tassi a dieci anni hanno toccato livelli mai visti dal 2008, mentre in Europa la calma è solo apparente: Bund al 2,66%, BTP al 3,41%.
Il parallelo con l’helicopter money di Friedman è inevitabile: soldi distribuiti “dall’alto” per rilanciare i consumi. Ma qui non si tratta di moneta creata ex novo, bensì di ricavi fiscali spacciati per dividendi. Insomma, un giro di valzer in cui lo Stato tassa, incassa e poi ridistribuisce. Forse più uno spot elettorale che una riforma di sistema.

Nel frattempo Wall Street brinda, l’obbligazionario trema e l’oro torna protagonista. Segno che i mercati, nel dubbio, preferiscono rifugiarsi nei beni reali. L’accordo sul tetto al debito e la fine dello shutdown, dopo quaranta giorni di blocco, aggiungono altra liquidità in circolo: un mix potenzialmente esplosivo per chi teme il ritorno dell’inflazione al di sopra del 3%.
Infatti esaminando i tassi di crescita annualizzati su base mensile, si nota che il 55% delle voci del paniere dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) cresce a un ritmo superiore al 3% (vedere il grafico sottostante). Questo è il motivo per cui è difficile per la Fed tagliare i tassi di interesse a dicembre.

Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha provato a raffreddare gli animi: i duemila dollari, ha detto, potrebbero arrivare sotto forma di sgravi fiscali, non di assegni. Ma la parola “dividendo” ormai è stata pronunciata, e i mercati l’hanno presa sul serio.
L’America di Trump torna così a giocare tra economia e spettacolo. Il rischio? Che l’elicottero decolli con poca benzina e troppa retorica, lasciando a terra non solo i dollari, ma anche la fiducia dei mercati.
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