HOT NEWS: Italia stava per uscire dall’Euro

Pubblicato 22 Novembre 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 08:05

Quando ho letto la notizia pensavo fosse la solita boutade dell’anti Euro di turno. Poi quando ho letto meglio mi sono dovuto ricredere.
Silvio Berlusconi aveva avviato le trattative in sede europea per uscire dalla moneta unica. A rivelarlo è Hans-Werner Sinn, presidente dell’istituto di ricerca congiunturale tedesco, Ifo-Institut, durante il convegno economico “Fuehrungstreffen Wirtschaft 2013” organizzato a Berlino dal quotidiano “Sueddeutsche Zeitung”. Quella di Sinn è una voce autorevole, tanto che potremmo paragonare l’istituto da lui presieduto all’italiano Istat .

“Sappiamo – ha detto Sinn – che, nell’autunno 2011, l’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha avviato trattative per far uscire l’Italia dall’Euro”.

Intervenendo in un dibattito dedicato alla crisi europea e agli effetti sui paesi meridionali dell’Eurozona,

Ma c’è anche di peggio. Sinn ha aggiunto di “non sapere per quanto ancora l’Italia ce la farà a restare nell’Unione Europea: l’industria nel nord del paese sta morendo, i fallimenti delle imprese sono ormai alle stelle e la produzione industriale è in continuo calo“. La possibilità di un’uscita, forzata o voluta, “è sempre concreta per Francia, Grecia e Italia”, ha detto ancora il presidente di Ifo-Institut, sottolineando che, in ogni caso, il salvataggio di due paesi come la Francia e l’Italia, con un ammontare di crediti in percentuale del pil pari a quelli concessi alla Grecia, “ci costerebbe qualcosa come 4.500 miliardi di euro”.

Questo per farci capire una cosa. Sottobanco noi non possiamo nemmeno immaginare cosa hanno già deciso o cosa potranno decidere in futuro. Nel bene e nel male. E quindi bisogna essere pronti a tutto, in qualsiasi momento.

Ma tornando a quell’autunno di due anni fa, se il tentativo di Berlusconi di uscire dall’Euro c’è stato veramente, di certo non gli portò fortuna. È proprio in quel frangente che per l’ultimo governo guidato del Cavaliere tutto cominciò a precipitare. Lo spread iniziò a salire, già dall’estate, arrivando a toccare vette allarmanti e l’economia del Paese andava verso il collasso. L’esecutivo era sempre più logoro, tanto che l’11 novembre del 2011 il Cavaliere rassegnò le dimissioni. Fu quella l’anticamera della nascita del governo tecnico presieduto dall’ex commissario europeo Mario Monti.

C’è chi poi, in questi passaggi concitati, ha visto un complotto ai danni dell’allora premier. Non una persona qualunque, dato che stiamo parlando di Lorenzo Bini Smaghi, ex membro della Bce, la Banca centrale europea.

In un suo recente libro intitolato “Morire di austerità” (editrice Il Mulino), l’economista spiega come “la minaccia di uscita dall’Euro non sembra una strategia negoziale vantaggiosa (…). Non è un caso che le dimissioni (…) di Berlusconi siano avvenute dopo che l’ipotesi di uscita dall’Euro era stata ventilata in colloqui privati con i governi di altri paesi“. (Source)

A parte queste ultime note che trasformano la cosa in thriller con finale ad effetto, possiamo solo dire che …ci manca il morto e l’assassino… Ah no… Stanno per arrivare entrambi. Il morto è l’Italia e la sua economia, se non si fermerà l’assassino, ovvero un sistema dell’Eurozona che sara il vero killer per l’Italia, se non viene rivisto radicalmente. Non di sola austerity vive un’economia. E di sola austerity non può che morire…

Fonte: Radiocor-Reuters e HP

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Danilo DT

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