La carne al fuoco non manca mai
Se da una parte la crisi Grecia tiene banco e continua il braccio di ferro con la Troika, non possiamo dimenticare anche gli altri fatti che possono essere condizionanti in modo determinante. Tanto per cominciare il ritorno della crisi in Ucraina, e poi le scelte dell’OPEC ed infine i dati sul lavoro USA. (Weekly Rewind)
Ci mancava solo che Tsipras definisse folli le richieste della Troika. In un quadro normale però, la cosa avrebbe ben altro peso. In questo caso, invece, tutto fa parte di quel teatrino simil gossip che ormai sta caratterizzando una problematica molto delicata che, di per se, ha solo una soluzione, ma che la Troika non vuole accettare. E quella soluzione si chiama default. Si può chiedere alla Grecia qualsiasi tipo di promessa, di impegno, di austerity. Ma l’ingestibilità dei conti pubblici, la ridicola crescita economica e tutte le problematiche che ne derivano fanno si che la situazione non si potrà mai sollevare.
Comprare tempo può essere utile all’inizio, per cercare di comprendere meglio un problema e quindi trovare le migliori soluzioni per una corretta soluzione. MA comprare tempo SOLO per spostare in avanti una questione, contribuendo attivamente a peggiorare le cose, questo si che è veramente folle.
Prime Minister Alexis Tsipras said the conditions from international creditors for giving Greece more bailout money are “clearly unrealistic.” He also said the nation is getting closer to a deal.
Either way, Greece is hurtling toward a default unless his government seals an agreement or gets another extension before the euro area’s bailout of the Mediterranean nation expires June 30. (…) The latest proposal was an “unpleasant surprise,” Tsipras told lawmakers, adding that voters are asking the government “not to succumb to the irrational, blackmailing demands of our creditors.” “The Greek government cannot consent to unreasonable proposals that call for devastating measures for pensioners and Greek families,” he said. “I want to believe that it was a bad negotiating trick and will be withdrawn.” (Source)
Sia ben chiaro, con default si intende anche ristrutturazione del debito, oppure haircut del nominale. Insomma, ci vuole una presa di posizione forte. Tutto questo è possibile SENZA sgretolare l’Euro e senza fare uscire la Grecia dalla Moneta Unica.
Però come detto in passato la comunità internazionale non ci vuole rimettere un centesimo… Però l’ipotesi default resta sul piatto. Anche secondo le agenzie di rating (per quanto può valere)…
(…) Fitch’s ratings reflect the risk of default to private rather than official sector creditors, so delaying repayment to the IMF is not in and of itself a ratings default. Nevertheless, bundling this month’s repayments illustrates the pressure that a lack of market or official funding and tight liquidity conditions for Greek banks are putting on Greece’s sovereign liquidity. Our ‘CCC’ sovereign rating, affirmed last month, indicates that default on privately held bonds is a real possibility. (…) (Source)
I mercati ovviamente non vedeono bene questa soluzione, ma di questo e molto altro ne ho parlato in settimana e dopo vi posterò I link.
Intanto però non sottovalutiamo anche tutto il resto. Se dovessimo fare un bilancio della giornata, oltre alle problematiche della Crisi Grecia, non possiamo non riprendere un problema che sembrava quasi “dimenticato” e che invece torna purtroppo di attualità… La crisi Ucraina e le minacce bellicose di Putin…
Leggetevi l’intervista fatta a Putin cliccando QUI e capirete…
Ma non fermiamoci qui. Altre due notizie, secondo me, hanno contraddistinto in modo importante la giornata di ieri. La prima è legata al petrolio. L’OPEC non ne vuole sapere di diminuire la produzione. Prima vogliono tagliare fuori definitivamente lo Shale Oil USA. I longhisti sull’oro nero sono avvertiti.
La riunione dei Paesi Opec ha deciso per lo status quo: i delegati del cartello, nel meeting semestrale a Vienna, hanno stabilito di mantenere invariato a 30 milioni di barili al giorno il plafond di produzione collettiva. È la seconda volta consecutiva che i Paesi esportatori di petrolio decidono di non intraprendere alcuna azione nonostante uno scenario di eccesso di offerta e di forte debolezza dei prezzi del petrolio. (Source)
Ultima notizia di ieri sul lavoro USA. Dati migliori delle attese. Segno che l’economia americana è forte. Ci sarà da fidarsi?
L’economia Usa ha generato 280mila nuovi posti di lavoro in maggio. Lo ha comunicato oggi il dipartimento del lavoro. E’ l’incremento maggiore dalla fine del 2014. Nei 12 mesi precedenti, l’incremento medio mensile è stato di 251mila nuovi posti di lavoro. Dei 280mila nuovi posti di lavoro creati in maggio, 262mila sono stati creati dall’economia privata e 18mila dal settore pubblico. (Source)
Come vedete la carne al fuoco non manca mai.
Riprendetevi i migliori post di I&M. Condivideteli con i vostri contatti se li ritenete meritevoli. Un piccolo modo per aiutare questo blog (che è un impegno non da poco per il sottoscritto visto che me lo gestisco tutto da solo) a crescere. Buon week end a tutti.
YESTERDAY
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