La Grande Fuga: Perché gli investitori stanno scaricando il debito giapponese

20 Gennaio 2026 18:29

Avete sentito quel rumore sordo stamattina? Un tam tam mediatico che parte dal web e arriva alle più autorevoli testate giornalistiche. Come se… la colonna vertebrale del mercato obbligazionario giapponese che si spezzava.

Siamo onesti, era solo questione di tempo. Per anni, i burocrati di Tokyo e i banchieri centrali hanno giocato a fare Dio, tenendo i tassi a zero e comprando debito pubblico come se non ci fosse un domani. Beh, signori, il domani è arrivato oggi, martedì 20 gennaio 2026.

Il rendimento del decennale nipponico sta salendo, ma è sul trentennale che si sta consumando il vero dramma: 3,875%. Ma il Giappone non era il paese dei tassi negativi?

Qualcuno potrebbe dirmi: ” Ok ma chissenefrega del Giappone” oppure “Ma dai, negli Stati Uniti i Treasury rendono molto di più! E dove sta il problema?”. Vero. Tutto vero. Ma qui casca l’asino, e si fa anche parecchio male.

La premier Sanae Takaichi, in un disperato tentativo di consolidare il potere, ha deciso di indire nuove elezioni per l’8 febbraio. Il suo programma? Spesa pubblica, stimoli. In pratica, vuole spegnere l’incendio dell’inflazione buttandoci sopra barili di benzina fiscale.

Il mercato, che ha la memoria lunga e il dente avvelenato, prende posizione CONTRO la premier. Quando prometti di spendere soldi che non hai, mentre il tuo debito pubblico è già al 250% del PIL, i “vigilantes” dei bond non ti mandano una lettera di diffida. Ti vendono. Massicciamente.

Il Paradosso dello Yen (Intermarket Analysis)

Ora, seguitemi in questo ragionamento, perché è qui che la questione si fa interessante ma anche un po’ più complessa. Riprendiamo il mio post di qualche GIORNO fa. Sui manuali di economia del primo anno vi dicono: “Se i tassi di un paese salgono, la sua valuta si rafforza perché attira capitali”. Guardate il monitor: i tassi giapponesi stanno esplodendo verso l’alto, ma lo Yen sta crollando (USD/JPY sopra 158).

Il mercato non sta comprando Yen per godersi i rendimenti più alti; sta scappando perché ha paura che l’emittente (il Giappone) abbia perso il controllo. È una crisi di fiducia, pura e semplice. Lo Yen si indebolisce perché il mercato sta prezzando il rischio che la Bank of Japan (BOJ) sia costretta a stampare ancora più soldi per comprare quei titoli che nessuno vuole, monetizzando il debito in modo esplicito. È il canarino nella miniera di carbone che ha smesso di cantare e sta tossendo sangue.

Grafico USD-JPY by Tradingview

La Trappola per Topi della BOJ

La Banca Centrale è in un vicolo cieco.

  • Se alzano i tassi per difendere lo Yen e fermare l’inflazione, fanno saltare in aria i bilanci delle banche e dei fondi pensione che sono pieni zeppi di titoli di stato comprati quando i rendimenti erano a zero.
  • Se non fanno nulla, lo Yen diventa carta straccia e l’inflazione divora il potere d’acquisto dei salariati.

Immaginate di dover disinnescare una bomba avendo solo un martello (che brutta scena). Ecco, questa è la situazione attuale a Tokyo.

Ma torniamo a quella domanda di prima.
“Ma chissenefrega del Giappone”… Non pensate che questo sia un problema esotico che riguarda solo chi mangia sushi ai piedi del Monte Fuji. Il Giappone è il più grande creditore del mondo. Se i fondi giapponesi devono coprire le perdite in casa, inizieranno a vendere asset esteri. Treasury americani, Bund tedeschi, OAT francesi.

L’effetto contagio è il rischio vero. La volatilità è tornata, e non farà prigionieri. Il Giappone ci sta insegnando una lezione che l’Occidente ha dimenticato: non puoi manipolare il prezzo del denaro per sempre senza che la realtà ti presenti il conto. Ultimo capitolo… CARRY TRADE… Il paradosso nel paradosso.

Cosa sta succedendo al Carry Trade?

Immaginate di aver preso in prestito milioni di yen quando i tassi erano negativi per comprare Treasury americani che rendevano il 4-5%. Un affare d’oro, no? Ma ora ci sono dei problemini:

  1. Il costo del denaro sale: Prendere in prestito yen costa di più. Il margine di profitto si assottiglia.
  2. Lo Yen si muove (e non come previsto): Qui sta il paradosso. Nonostante i tassi in salita, lo yen si sta indebolendo (USD/JPY sopra 158) a causa di una crisi di fiducia nel debito giapponese e nelle politiche fiscali espansive del governo. Questo significa che quando i trader devono ripagare il loro debito in yen, la valuta che hanno preso in prestito vale meno. Teoricamente, questo sarebbe un vantaggio.

Ma allora perché il mercato trema?

Perché il “carry trade” non è un gioco a somma zero. È un castello di carte costruito sulla leva finanziaria e sulla fiducia che le banche centrali tengano tutto sotto controllo. Quando questa fiducia viene meno, rischia di ritrovarci con uno scenario complicato e difficile da prevedere e comandare. il PANICO.

  • La grande fuga: Gli investitori chiudono le loro posizioni di carry trade per evitare perdite temendo che la situazione sfugga di mano. Quindi per ripagare il debito si vendono le posizioni LONG su equity e bond sparsi per il mondo.

  • Effetto domino: Questa vendita forzata di asset globali crea volatilità e pressione al ribasso. È il classico “effetto farfalla”: un battito d’ali a Tokyo provoca un uragano a New York.

  • Il paradosso dello Yen (again): La vendita di asset esteri per riacquistare yen dovrebbe rafforzare la valuta giapponese. Ma la sfiducia nel paese è tale che questo effetto è controbilanciato dalla fuga di capitali dal Giappone stesso. È un cane che si morde la coda in un vortice di incertezza.

Non pensate che questo sia un problema lontano. La fine del carry trade giapponese significa meno liquidità globale, più volatilità e un rischio di correzioni.

Dicevamo… LA DANZA DEI MERCATI?  Sotto trovate i riferimenti e intanto… Prepariamoci a ballare, perché la musica è cambiata e il ritmo si sta facendo frenetico.

STAY TUNED!

Danilo DT

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