LA GRANDE NORMALIZZAZIONE DEL MERCATO
I mercati crollano, si teme il default di Deutsche Bank, il sell off sembra non fermarsi. Tutti si domandano cosa sta succedendo e quando finirà la correzione. Ma forse le motivazioni sono legate ad un mercato che prova a tornare più normale con diminuzione della leva finanziaria (deleveraging) e minore esposizione sui derivati.
La domanda che tutti si fanno è : ma cosa sta succedendo? E poi, quando finirà tutto questo?
Domande che inquietano e a cui nessuno può rispondere con certezza…
Cercherò di sintetizzare il mio pensiero e poi, progressivamente, integrerò il post con grafici e documenti che vanno a supportare il mio pensiero.
Andiamo quindi a caccia del “colpevole”.
Si punta il dito sul petrolio. Che l’oro nero sia diventato l’elemento destabilizzante per il sistema finanziario globale? Sul petrolio ho già parlato molte volte e gli effetti sul tessuto economico globale sono tuttora evidenti anche se non ancora definitivamente scontati.
Quindi non possiamo dire che il colpevole è il petrolio.
E’ il rallentamento globale, cinese, americano?
Il mercato sta frenando ma, signori, stiamo scontando a questi prezzi, una recessione profonda a livello globale. No, non è colpa del rallentamento globale. C’è dell’altro.
Sta per fallire qualche banca?
Fermi tutti.
Avete letto ieri il mio post sullo spread BTP Bund. Le banche potrebbero subire grossi problemi nel caso in cui dovessero accantonare capitali, nel caso in cui i titoli di stato non venissero più considerati “free risk”. Ma questo non verrà di certo fatto in un contesto così volatile e già problematico per le banche… quindi non possiamo proprio additare le decisioni dei “grandi saggi” come la causa del crollo delle borse…
Secondo me c’è dell’altro…
In molti, come detto stanno guardando a DB, ovvero Deutsche Bank come la vera causa del crollo, accomunando la big bank tedesca alla ben nota Lehman Brothers.
A sostegno di questa tesi, preoccupa l’andamento del CDS sulla stessa Deutsche Banke che si è impennato. Per carità, la crisi di Deutsche Bank non ci coglie certo impreparati. Riprendetevi i VECCHI POST sull’argomento, ne sto parlando da tempo immemore.
Ma non solo quello di DB. Eccovi ad esempio in questa slide, il CDS di Db a confronto con quello di …. Unicredit.
Che dite? Se DB stesse per fallire, la quotazione del CDS sarebbe ben maggiore e le altre banche avrebbero subito una minor impennata del CDS.
Ma allora cosa sta capitando?
Il nodo bilanci e le nuove normative europee
Che le banche non stiano vivendo un momento particolarmente felice è noto. Ma è anche vero che le ultime trimestrali di certe banche sono state decisamente MOLTO pesanti.
Qui eccovi proprio Deutsche Bank. Ma chi mi segue non è sicuramente preso alla sprovvista. Cliccate QUI e riprendetevi quanto ho scritto in passato sulla nota banca tedesca.
Qui Deutsche Bank, Credit Suisse, RBS
Profondo rosso per Deutsche Bank che ha chiuso il 2015 con una perdita di 6,8 miliardi di euro, mentre il solo quarto trimestre dell’anno ha registrato una perdita di 2,1 miliardi. Colpa di svalutazioni, oneri processuali e costi di ristrutturazione. E così sono stati messi in cantiere tagli salariali dal 25 al 30 per cento. A ottobre la banca tedesca aveva annunciato una ristrutturazione della sua attività con spese una tantum per circa 1 miliardo di euro nel 2016, mentre le spese processuali pur rimanendo alte, saranno al di sotto dei 5,2 miliardi di euro spesi nel 2015. (Source)
Insomma, un bilancio in crisi. Ma non c’è solo DB, eccovi Credit Suisse:
Pesante ribasso alla Borsa di Zurigo per Credit Suisse. Il colosso bancario elvetico sta infatti perdendo oltre il 10% dopo aver riportato prima dell’avvio della seduta di scambi i conti per il 2015 che hanno visto una perdita netta di 2,94 miliardi di euro, il primo anno in rosso dal 2008. Il titolo viaggia sui livelli più bassi degli ultimi 24 anni. Il risultato è figlio soprattutto della svalutazione goodwill messa a bilancio per riflettere il crollo della valutazione di un asset comprato nel 2000 per 11,5 miliardi di dollari. (Source)
Ma tu guarda, e noi ci lamentiamo delle nostre banche. Ma non fermiamoci qui, eccovi RBS:
Vista così la sofferenza delle banche italiane è indiscutibile, ma davvero è il sistema bancario che più si è piegato ai morsi della crisi finanziaria globale? Sorprenderà molti, ma sarà utile sapere che quei 50 miliardi di perdite dell’intero universo del credito italiano li ha prodotti tutti insieme una sola banca inglese. La Royal Bank of Scotland ha cumulato un buco di bilancio dall’avvio della crisi di ben 48 miliardi di sterline. Sette anni consecutivi di perdite per il colosso inglese che ha avuto bisogno di essere nazionalizzato per sopravvivere. E nonostante la potente stampella pubblica, che per il sistema del credito britannico ha voluto dire un esborso netto dello Stato per 155 miliardi, Royal Bank of Scotland ha continuato a macinare perdite gigantesche. (Source)
Visto che spettacolo anche RBS? Ma ve la ricordate RBS? Erano proprio quelli che erano “preveggenti” e avevano annunciato una catastrofe sui mercati proprio a fine anno. Eccovi qui il mio post sull’argomento.
E allora che sta succedendo?
E’ stato veramente un preveggente oppure aveva già presente quello che SAREBBE avvenuto, essendo proprio LORO i fautori del crollo?
Ma non solo loro…
DERIVATI: la chiave di tutto?
Voi tutti sapete che da tempo parlo di un’eccessiva esposizione sui derivati da parte del sistema finanziario, un mondo di carta che vale, oggi, circa 10 volte il PIL mondiale.
Ve lo ricordate questo grafico?
Impressionante a livello scenografico, ma drammatico a livello finanziario. E quali sono le banche con maggior esposizione sui derivati? Beh, tra le tante ve ne cito 3: DB, Credit Suisse e RBS. Tre banche che NON possono continuare ad avere una così importante esposizione in derivati. Tre banche che non possono continuare ad utilizzare in modo così spavaldo la leva finanziaria. Per esempio, ancora DB…
Semplicemente impossibile continuare con questa esposizione al rischio. Ed ecco quindi quanto è capitato, secondo me.
RIPETO, è un mio parere che al momento non è ancora provato e merita un po’ di attenzione, anche se è un parere personale.
Il discorso vale per DB ma anche per le altre banche. Tenetevi forte perché sono numeri sconvolgenti.
Visti i volumi pazzeschi di derivati, è stato calcolato che una variazione degli attivi pari al 4% porterebbe… all’azzeramento del capitale di DB. Una banca dove la leva finanziaria è pari a 25 volte, che già dimezzata rispetto ai tempi di Lehman Brothers, ma resta elevatissima. Ma non solo: DB ha anche emesso LEI derivati, vendendoli in tutto il mondo, per un controvalore pari a 20 volte il PIL tedesco.
Ricordate quando dicevo che viviamo in un mondo di carta? Eccovi serviti. Ma qui vi ho parlato SOLO di Deutsche Bank. Discorsi simili, lo avrete capito, valgono anche per RBS e Credit Suisse, e per tante altre realtà che non ho citato in questo post.
Ma quindi che sta accadendo?
Il mondo della finanza, e le stesse banche, devono cambiare pelle, facendo scemare in modo determinante il rischio e l’esposizione a derivati e leva finanziaria.
Quindi, ecco il mio pensiero, siamo di fronte al più grande e clamoroso deleveraging della storia. Ovvero banche (tra cui ovviamente DB) che si ritrovano a dover “smontare” moltissime operazioni per diminuire l’esposizione al rischio. E per smontare queste operazioni, devono per forza vendere. Vendere indiscriminatamente, alimentando ulteriori vendite. Un effetto domino di dimensioni cosmiche avendo per oggetto operazioni archittetate su denaro che…non esiste.
Quindi, quanto stiamo vedendo è figlio di una NORMALIZZAZIONE progressiva del mercato, che non fa più distinzioni, che butta tutto al tappeto e che genererà delle clamorose occasioni d’acquisto.
La cosa preoccupante è capire cosa potrà portare questo sell off e quando si potrà fermare. La dimensione della leva finanziaria e dei derivati purtroppo non premette nulla di buono. Ma allo stesso tempo rende impossibile poter fare previsioni. E state pur certi, queste cose saranno ufficializzate SOLO a posteriori.
Avrò di nuovo azzeccato la realtà dei fatti con un altro colpo di fortuna, come nel 2008?
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