FED: la pazienza è la virtù dei forti. Ma potrebbe non bastare.
La Yellen (FED) davanti al Congresso disegna un chiaro piano progressivo di exit strategy per la politica monetaria USA. Ma non dimentichiamo che la vera protagonista non sarà solo la FED. Non sottovalutiamo ciò che realmente comanda in borsa, ovvero l’analisi Utili USA. E qualcosa già si sta vedendo. Intanto il CESI….
E’ veramente incredibile notare quanto sia volutamente pilotato sia il sentiment che il mercato da parte delle banche centrali.
L’intervento del Governatore della FED Janet Yellen, nel suo discorso davanti al Congresso è un appuntamento molto importante, in quanto “disegna” le linee guida della politica FED per l’anno in corso. Praticamente si tende a fare le previsioni sulle mosse di politica monetaria che verranno fatte nei prossimi mesi.
Il discorso della Yellen era quindi atteso e per certi versi ha “steccato” clamorosamente, trasformandosi in un ragionamento a tratti persin banale. La sensazione che si ha è che la FED vuole dare al mercato un chiaro segnale di “progressività”, con la massima trasparenza su quello che sarà il suo operato.
La Federal Reserve alzerà i tassi di interesse se l’economia americana “continua a migliorare” ma prima di effettuare una stretta monetaria, la banca centrale americana cambierà l’uso della parola “paziente” riferita appunto al rialzo del costo del denaro. (…) La parola “paziente” è stata adottata per la prima volta nella riunione dello scorso dicembre ed è stata utilizzata di nuovo a gennaio: come ribadito da Yellen, quell’aggettivo sta a significare che la Fed “non alzerà i tassi per almeno i prossimi due meeting”. Yellen ha aggiunto che “un cambiamento della guidance mostrerrebbe un miglioramento delle condizioni [economiche] a un punto dove un rialzo dei tassi è presto garantito”. (Source)
Et voilà. A che serve guardare curve dei tassi, inflazione, studiare in mercati e quant’altro? Ormai è tutto molto semplice e a scanso di equivoci, la Yellen la mette sulla grammatica. La parola “paziente” sarà la chiave di tutto. Quando sparirà o cambierà, allora sarà il segnale….e si potrà scatenare l’inferno…
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Ma attenzione, quando la parola “paziente” non sarà più presente non significherà che la FED alzerà repentinamente i tassi, ma che per due meeting non interverrà. E poi, alla terza chance, magari si disturba ed alzerà i tassi. I poteri della “forward guidance” e il gioco della psicologia del mercato. La Yellen vuole preparare i mercati ad una exit strategy il più possibile prevedibile ed ordinata, senza scossoni, quasi a volatilità zero. Il motivo? Perché così facendo i mercati avranno le reazioni ”meno peggiori”. Quindi non conta nulla il rischio di una defalzione globale? Poco importa valutare con attenzione la frenata di tante aree geografiche?
Yellen torna anche a parlate degli “sviluppi economici all’estero”, che potrebbero porre rischi all’outlook della crescita economica degli Stati Uniti”. (…) Il governatore della Fed spiega che “l’incertezza riguardante l’outlook all’estero non riflette esclusivamente rischi al ribasso”. La banca centrale americana infatti osserva “una risposta più forte di quanto anticipato dell’attività economica alle politiche di stimolo ora fornite dalla banche centrali estere”. Inoltre, “il recente calo su scala globale dei prezzi del greggio potrebbe spingere la crescita economica globale più di quanto previsto”.
Quindi alla fine non c’è problema. La Yellen continua a voler tranquillizzare i mercati. Va tutto bene.
Peccato però che poi qualcosa che non quadra c’è. Infatti è importante la politica monetaria ma oggi, ATTENZIONE, è chiaro che per certi versi la FED perderà un po’ il pallino del gioco. Ora più che mai saranno gli UTILI societari a dettare legge. Fino ad oggi, un dato macro negativo era addirittura visto positivametne perché sottointendeva l’arrivo di un intervento massiccio di politica monetaria. Oggi la FED (al momento) non solo non interviene più con stimoli ma addirittura “dovrebbe” iniziare a valutare rialzi di tassi.
E il problema dove sta? Esattamente qui.
Consensus su EPS e indice SPX
Come potete vedere il consensus sugli utili è in evidente peggioramento. Ma la borsa, al momento, se ne infischia. Ma soprattutto, guardate cosa è successo al mercato quando in passato il consensus è passato in “rosso”.
Basteranno le parole, le elucubrazioni mentali e i giochini lessicali della FED per evitare possibili correzioni? Sarà dura. E inoltre, quale sarà la reazione dei mercati in questa difficile situazione?
Per certi versi ci sono già elementi che stanno “sentenziando” lo scenario: incredibile a dirsi ma si rischa un “decoupling” a favore dell’azionario Europa. Guardate l’indice CESI, il Citigroup Economic Surprise Index. La divergenza tra le due aree è netta, quasi si vede già il decoupling, con un andamento che diventa favorevole alla borsa Europea. Ora, pensare che sia decoupling totale lo escluderei. Intanto però si confida moltissimo sull’effetto “sostituzione “ del QE Europeo che dovrebbe sostenere anche (indirettamente) l’economia USA.
Citigroup Economic Surprise Index e borse: USA vs Europa
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