Ma che STRESS! Sui mercati torna evidente la TENSIONE
Gli indici di stress più comuni (St. Louis Fed Financial Stress Index e Cleveland Financial Stress Index) danno chiari segnali si inversione. E se negli USA aumenta lo stress finanziario, in Eurozona la situazione non è differente (Euro Area Systemic Stress indicator Composite Index)
L’economia USA a gonfie vele: O per lo meno questo è quanto ci riferisce la FED ed i mirabolanti dati macroeconomici sul lavoro che hanno ormai raggiunto il regime di “piena occupazione”. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate ieri più del previsto, prendendo un po’ in contropiede le attese. Il risultato è stata una Wall Street in tensione, con buona apertura e successiva erosione dei guadagni fino a chiudere vicino alla parità. Ma finito un giorno ce n’è subito un altro ricco di insidie. E se ieri era la giornata degli ADP, oggi è quella del tasso disoccupazione. Attese a 5.2%, ancora in calo dello 0.1%. Per assurdo (cosa che già conoscete), un dato positivo significa possibile elemento negativo. Se la disoccupazione scenderà ancora, il rischio di un aumento dei tassi USA diventa (a livello psicologico, che poi venga fatto è tutto da vedere) più probabile.
Condizionale d’obbligo e chi segue I&M sa perché (per gli altri un ripassino QUI potrebbe non essere male), sempre che poi non si voglia seguire il messaggio del FMI che ormai chiede a gran voce una certa clemenza, e senza nascondersi troppo, lancia appelli affinché il presidente Janet Yellen e la maggioranza del Fomc, il comitato decisionale della Fed, considerino anche il contesto globale (economia in frenata e paesi emergenti in affanno) che sarebbe condizionato dalle mosse USA
Mancano due settimane alle date clou (16 e 17 settembre) dove finalmente scopriremo se la FED avrà il coraggio di alzare o meno i tassi.
Come avete però capito, quel clima “rilassato” sta venendo meno e malgrado i buoni numeri, la situazione risulta tesa. Sarà forse perché siamo in cima alla montagna della crescita (e quindi, essendo sul picco, anche gli USA rischiano la frenata)? Oppure perché si è coscienti del fatto che questa crescita economica è fondata su basi di argilla?
Intanto la situazione di stress è visibile anche da un paio di indicatori che vi propongo in questa sede.
CHE STRESS! St. Louis Fed Financial Stress Index e Cleveland Financial Stress Index
Questi due indici, per la verità molto simili, vanno a misurare lo stato di stress nel mercato.
The St. Louis Fed Financial Stress Index measures the degree of financial stress in the markets and is constructed from 18 weekly data series: seven interest rate series, six yield spreads and five other indicators. Each of these variables captures some aspect of financial stress. Accordingly, as the level of financial stress in the economy changes, the data series are likely to move together. (Source)
The Cleveland Financial Stress Index tracks stress in six types of markets: credit markets, equity markets, foreign exchange markets, funding markets, real estate markets, and securitization markets. The CFSI is a coincident indicator of systemic stress, where a high value of CFSI indicates high systemic financial stress. Units of CFSI are expressed as standardized differences from the mean (z-scores). (Source)
Entrambi gli indicatori sono composti da più indici che vengno presi, frullati, rielaborati. La logica è semplice. Se lo stress finanziario aumenta è perché va a salire su più fattori: credito, tassi, borse, forex ecc ecc.
Il grafico
Non siamo chiaramente ai livelli del 2008 e ci mancherebbe, ma è assolutamente visibile un aumento dello stress finanziario. Entrambi gli indici sono in fase di inversione. (Area R sta per periodo di recessione).
Ma se negli Usa aumenta la tensione, in Europa che sta succedendo?
Anche in questo caso vi lascio un grafico molto particolare che vi sfido a trovare su altri blog (in esclusiva per I&M) che rappresenta lo stress in Eurozona. A dire il vero, lo trovate eccome essendo un indice creato (ma non pubblicizzato) dalla BCE stessa (cliccate qui) . Però io l’ho scovato e rielaborato. E questo è quando ne deriva. In fondo trovate il grafico complessivo, in alto invece alcuni sub-indici.
Euro Area Systemic Stress indicator Composite Index
L’indice composto va oltre lo 0.2 per la prima volta dal 2012, e I sub indici sono in chiara inversione e non solo per quanto riguarda l’equity.
Insomma, avrete capito una cosa. Che comunque vada a finire, l’armonia sui mercati è finita e torna a regnare la tensione. Se poi la stessa tensione tenda ad aumentare, questo lo vedremo: certo è che le tendenze sembrano ormai chiare e definite.
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