MERCATI: e ora come uscire dalla melma dell’Eurocrisi

19 Giugno 2012 15:15

I mercati hanno bocciato il salvataggio delle banche spagnole, hanno ignorato le elezioni in Grecia, non hanno praticamente considerato l’LTRO II. Come mai? E cosa occorre fare? Ecco i DUE punti a cui occorre assolutamente arrivare. Secondo il sottoscritto.

I vecchi adagi devono sempre essere tenuti in considerazione. E quando si dice che “i mercati hanno sempre ragione” occorre fare un bagno di umiltà e cercare di capire cosa sta accadendo oppure dove si sta sbagliando.

In realtà, in questa fattispecie occorre piuttosto capire cosa ci sta suggerendo il mercato.

Ieri le elezioni in Grecia sono andate tutto sommato bene. Si dovrebbe raggiungere una coalizione che dovrebbe portare alla governabilità della repubblica ellenica. Usiamo il condizionale perché tutto è sempre relativo quando si parla di Grecia. L’obiettivo dovrebbe essere di formare un Govero entro mercoledì. E non a caso. Ci sono importanti scadenze (pagamento tranche del FMI, incontro dell’Eurogruppo) in quei giorni.

E malgrado questo, i mercati ieri sono nuovamente scesi.
E’ però anche vero che, siamo onesti, non si potrà certo fidarsi totalmente di una coalizioni incerottata che farà promesse (da mercante? ) a lunga scadenza, con l’obbligo di bastonare a mazzate di austerity la già privatissima popolazione greca.
E quindi? Il mercato non si fida della Grecia?

In realtà il mercato non si fida più di niente e di nessuno.
Ormai tra i gestori e gli operatori c’è la convinzione che la strada intrapresa non porta da nessuna parte. E meno male… Sono mesi che lo stiamo affermando.
Però, fino a qualche settimana fa, la fiducia era ancora sensibile ai rumors, ai bail out in “zona Cesarini”, all’LTRO e al QE semi-annunciato.
Ora non più. Segno che anche i mercati, anche se sempre in preda alla speculazione, stanno in un certo senso maturando e non ci credono più.

Non credono più all’austerity fine a se stessa. Porta recessione, depressione, conflitto sociale. E anziché migliorare la condizione di crisi economica, l’austerity, se non accompagnata da campagne create ad hoc per la crescita economica concreta, le peggiora inesorabilmente.

Non credono più al sostegno straordinario degli organismi centrali. Il riferimento è alle banche spagnole. Ripeto: è assurdo combattere l’eccesso di debito emettendo altro debito, a cui devono però partecipare tutti i paesi, compresi quelli più in crisi (vedasi l’Italia). Ragioniamo un attimo. E se i 100 miliardi prestati alla Spagna non bastassero? E se poi l’Irlanda ci chiederà altri soldi? E se dopo arriva anche il Portogallo? La nostra povera Italia, già in crisi, dovrà scucire altri soldi. E quindi non ne verremo più fuori.

Il mercato non crede nemmeno più che si arrivi a qualcosa di più coeso. Il fiscal compact è stato praticamente bocciato da quegli stati che più di tutti si trovano in urgenza coi conti (praticamente la medicina è rifiutata da quelli più malati). E allora a cosa serve? Inoltre la Germania non ne vuol sapere degli Eurobond, che non andrebbero però, nota bene, ad accollare il nostro debito ai tedeschi, ma potrebbero anche solo essere visto come “garanzia collaterale”. Il debito italiano resterebbe tale, ma con questa garanzia, i tassi diventerebbero molto più gestibili.
Sono più possibilista con gli ERF di cui ho parlato in passato. Si andrebbe a garantire “solo” la parte eccedente il parametro di Maastricht (60%). Ma attenzione: non è escluso il fatto che si richiedano delle garanzie: per l’Italia significherebbe perdere il proprio “tesoretto”, ovvero tutto quell’oro che al momento abbiamo ancora in Bankitalia. E come noi, anche gli altri stati dovranno fare altrettanto. E siamo poi così sicuri che ognuno accetterà di perdere il possesso dei propri piccoli tesori composti da appunto oro, immobili e beni vari?

Bene, quindi a questo punto…cosa cavolo vuole il mercato? Cosa occorre fare?

Soluzioni? Beh, si può fare, e anche molto.

1) COESIONE

Tanto per cominciare bisogna assolutamente proseguire con il progetto di un’Unione Europea che diventi anche Unione Fiscale, Bancaria, Economica e Politica.
Certo, a piccoli passi, ma bisogna voler tendere a quegli obiettivi.
E poi? E poi ormai mi sembra chiaro che per sistemare le cose, con tutte le critiche che mi ritroverò addosso per quanto sto per dire, il mercato chieda una cosa.

2) UNA NUOVA BCE + inflazione

Un nuovo ruolo per la BCE.
Quindi BCE sempre più FED. Insomma, ve lo dico in parole povere. Occorre riattivare le matrici e cominciare a stampare denaro come hanno fatto gli USA. Un po’ di inflazione ci aiuterà ad abbattere il valore il debito e, viceversa, ad abbassare il valore reale dei beni.
E come si potrà arrivare a questo? In che modo? Semplice. Ogni qual volta la BCE ha stampato finora denaro , ha “sterilizzato” la cifra con manovre di segno opposto. Qui si tratterebbe di stampare per pagare, sostenere, salvare. Punto.
E la mia paura è che fintanto che i mercati non si ritroveranno con questi 2 elementi sarà difficile trovare vie d’uscita.
Ma occorre CAMBIARE. E occorre volerlo. Con senso di responsabilità, per il futuro dell’Europa. Non sarà facile ma è, secondo me, necessario.

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DT

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