MODEL PORTFOLIO: cambia quello che è stato per anni il “portafoglio modello”

Il tradizionale modello di portafoglio 60/40 è ufficialmente al capolinea. A certificarne la fine è Larry Fink, CEO di BlackRock, che nella sua Chairman’s Letter to Investors 2025 propone un nuovo paradigma: il 50/30/20, dove agli asset privati viene riservato quel 20% che potrebbe fare la differenza. Vado a riprendere i concetti della newsletter.
Le infrastrutture, gli immobili e il credito privato offrono vantaggi innegabili: protezione dall’inflazione, stabilità e rendimenti interessanti. Con una domanda globale di infrastrutture prevista a 68 trilioni di dollari entro il 2040, il potenziale è enorme.
Ma il settore finanziario non è ancora pronto per questa transizione. Da una parte abbiamo i gestori tradizionali focalizzati su azioni e obbligazioni, dall’altra le società specializzate in private markets (Private equity e Private debt in primis) A complicare il quadro, l’opacità storica dei mercati privati, dove quantificare il valore reale è sempre stata una sfida.
La soluzione? Dati più chiari e tempestivi che potrebbero rendere possibile l’indicizzazione dei mercati privati, proprio come avviene con l’S&P 500. Questo renderebbe gli asset privati accessibili a tutti, facili da acquistare e tracciare, con un flusso di capitale più libero nell’economia globale.
Fink paragona questa transizione alla storica divisione tra investimenti indicizzati e attivi. Quando nel 2009 BlackRock creò iShares, l’industria credeva di dover scegliere tra i due approcci. Oggi sappiamo che possono coesistere, proprio come domani potrebbero integrarsi mercati pubblici e privati.
Il messaggio è chiaro: in un mondo di sfide senza precedenti, serve un approccio più articolato. Il futuro appartiene a chi saprà navigare efficacemente tra questi universi di investimento, superando le barriere tradizionali. Il 60/40 è morto, lunga vita al 50/30/20!